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mercoledì 25 Maggio 2022

Intervista esclusiva a Francesco Repice: “Vlahovic alla Juve un gran colpo”

"L'Italia ai Mondiali? Sarà fondamentale l'apporto di Verratti e Zaniolo. Ma non vincere contro la Bulgaria e l'Irlanda del Nord è stato un peccato mortale"

In esclusiva a Torino Top News ha parlato Francesco Repice, noto giornalista e radiocronista, con il quale sono stati affrontati diversi temi, tra cui il futuro di Vlahovic per arrivare agli spareggi che decideranno l’accesso dell’Italia ai Mondiali di Qatar.

Storica voce della celebre trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto” con le sue inimitabili e inconfondibili radiocronache ha raccontato la vittoriosa cavalcata degli azzurri all’Europeo, appassionando ed emozionando gli sportivi con frasi ormai entrate nel cuore degli amanti del calcio.

Siamo, Siamo, Siamo Campioni d’Europa” pronunciato nella Finale con l’Inghilterra è solo l’ultima delle sue innumerevoli esclamazioni cariche di passione che lo hanno fatto entrare di diritto nella storia del giornalismo italiano: un esempio e un punto di riferimento per chi ama e racconta lo sport in tutte le sue forme.

L’intervista a Repice

Il tema del giorno è sicuramente l’accordo ormai imminente tra Vlahovic e la Juventus. Un’operazione che fino a qualche giorno fa sembrava impossibile e che in queste ore sta per diventare realtà. Come giudica questa operazione?

È un grande acquisto da parte della Juventus che è stata brava ad accelerare i tempi. Con questo nuovo innesto i bianconeri puntano forte alla qualificazione in Champions, ma anche con Vlahovic non sarà semplice. È un grande colpo, ma mi preme dire una cosa: che nessuno parli più di Superlega. Oltre ai bianconeri, anche l’Inter è vicina a chiudere per Gosens. Se queste squadre possono permettersi certi investimenti che nessuna chieda poi aiuti dallo Stato perché il calcio è in difficoltà; tutto ciò risulterebbe alquanto stonato.Lo Stato in questo momento ha cose ben più importanti a cui pensare e la situazione del calcio italiano era precaria anche prima della pandemia“.

Crede che con l’arrivo di Vlahovic Allegri debba cambiare qualcosa sul modo di giocare della Juventus?

Io ribalto la questione. La mediana della Juventus fa tanta fatica a creare gioco e i centrocampisti che ha sono al di sotto del livello a cui i bianconeri ci avevano abituati. Bisogna ricordare che gli altri due centrocampisti davanti alla difesa sono stati prima Andrea Pirlo e poi Miralem Pjanic. I centrocampisti che oggi ha la Juventus sono molto bravi in fase di interdizione e meno a creare gioco. Per come giocano oggi i bianconeri, il centrocampo si posiziona molto basso davanti ai difensori e dando palla agli attaccanti si spera di trovare il gol con una giocata. Giocando così le partite possono finire 0-0, con Vlahovic forse 1-0. Come Ronaldo, anche Vlahovic è in grado di inventarsi il gol da solo, ma questo potrebbe non bastare. In questo momento le rivali dei bianconeri mi sembrano più attrezzate per l’accesso alla prossima Champions. I bianconeri hanno preso il giocatore che può garantire più gol, ma ora dovranno cercare uomini in mezzo al campo che possano costruire gioco. Probabilmente anche un difensore, perché la questione de Ligt per la prossima stagione è secondo me da definire. Così come la situazione di Dybala“.

Francesco Repice
Francesco Repice a Coverciano accanto alla Coppa Henri Delaunay, assegnata ai vincitori dell’Europeo

Tema Nazionale. Posto che prima gli azzurri dovranno battere la Macedonia, come giudica i nostri possibili avversari (Turchia o Portogallo)?

A livello tecnico sarebbe meglio affrontare la Turchia, anche se andare a giocare Istanbul non è facile. Sarebbe comunque una trasferta insidiosa. Secondo me saranno fondamentali le condizioni di Zaniolo e Verratti per l’accesso ai Mondiali. Sono giocatori che a livello tecnico sono superiori a tutti gli altri. Certamente non bisognava ridursi in queste condizioni perché bastava nel secondo tempo della partita con la Bulgaria fare un gol e non farlo è stato un peccato mortale. È stato un peccato ancora più mortale non vincere la partita contro l’Irlanda del Nord. Poi ci sono dei palloni che bisogna buttare dentro. I due rigori sbagliati da Jorginho andavano segnati, perché ci sono delle palle che devono entrare in porta. Quando Totti nel Mondiale del 2006 si presenta sul dischetto contro l’Australia fa gol. In quei momenti Jorginho deve segnare. Con la Bulgaria nel secondo tempo devi fare gol. A quel punto tutti questi discorsi non si sarebbero mai fatti. A meno che in questi due mesi non esploda qualcuno, a Marzo la squadra rimarrà la stessa, anche se non ci sarà Spinazzola

Vista la convocazione per lo stage della Nazionale di Balotelli, crede a una possibile chiamata da Mancini per gli spareggi?

Il punto è che ci deve credere lui. Sarebbe bellissimo, una vittoria per tutti ma soprattutto per lui la convocazione, ma non dimentichiamo che in quel reparto l’Italia ha un giocatore che è Scarpa d’Oro, ovvero Ciro Immobile

A proposito del Mondiale, cosa pensa della scelta del luogo in cui si disputerà? Si ha la sensazione da molti anni ormai che la componente romantica di questo sport si stia completamente perdendo

Fosse solo la componente romantica. È un discorso molto più ampio. Diciamo che il problema sono i soldi. Il profumo dei soldi cancella tutto”.

Ci racconta quali sono state le sue emozioni nel raccontare la vittoria dell’Europeo la scorsa estate?

Io purtroppo tifo per una squadra che non vince mai (il Frosinone), e in questo senso ho un grande rispetto per la Juventus e per il modo che hanno di intendere il calcio. Da Boniperti passando per l’avvocato Agnelli fino ai giorno nostri, c’è una tradizione per cui in quella società tutti i giocatori che firmano e indossano quella maglia sanno che li non si gioca per arrivare secondi. A me piace tanto vincere e l’estate scorsa ho provato estasi, che è una delle emozioni più grandi che ci siano nello sport“.

La redazione di TorinoTopNews ringrazia Francesco Repice per la sua disponibilità e gentilezza

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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