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mercoledì 7 Dicembre 2022

Tumori surrenalici: Università di Torino scopre chi è più a rischio

L’Università di Torino, insieme all’Università di Würzburg,  ha effettuato il più vasto studio internazionale, retrospettivo, sui tumori surrenalici di scoperta occasionale  (incidentalomi). Il lavoro, che è stato avviato nel 2015 coinvolgendo centri di 15 diversi Paesi, ha incluso oltre 3600 pazienti

Per l’Università di Torino, i professori Massimo Terzolo (Direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche) e Giuseppe Reimondo hanno coordinato lo studio che ha dimostrato un eccesso di mortalità nei pazienti con adenoma surrenalico capaci di produrre cortisolo. E’ questo il principale ormone secreto dalle ghiandole surrenaliche, in modo autonomo e non regolato. 

Colpisce di più le donne under 65 anni

Per la prima volta, è stato dimostrato che il rischio di morte varia per età e sesso. Le donne di età inferiore ai 65 anni, con secrezione autonoma di cortisolo, hanno il più alto rischio relativo di morte, con un incremento stimato di oltre 4 volte, mentre gli uomini con età maggiore di 65 anni non hanno un significativo incremento di rischio. È stato anche confermato che la frequenza delle malattie cardio-metaboliche aumenta progressivamente con il grado di autonomia di cortisolo.

I tumori surrenalici sono molto diffusi nella popolazione e sono spesso diagnosticati inaspettatamente nel corso di esami radiologici effettuati per altre ragioni, senza un sospetto specifico di patologia surrenalica. Tali tumori sono pertanto definiti incidentalomi surrenalici, termine che sottolinea la loro scoperta occasionale e inattesa. L’approccio diagnostico e terapeutico agli incidentalomi surrenalici rappresenta un problema clinico emergente. A determinarlo è l’impiego di esami d’immagine sofisticati nella pratica medica che ha portato a scoprirli più di frequente. Varia tra il 5 e il 10% nella popolazione adulta. In circa il 50% dei casi, questi tumori sono in grado di produrre cortisolo in modo autonomo, indipendente dai meccanismi di controllo centrali.

Passo importante per individuare chi è a rischio

 “Il nostro studio – spiegano i ricercatori – rileva l’associazione tra secrezione autonoma di cortisolo e la patologia cardio-metabolica con conseguente incremento di comorbidità e mortalità. Questa evidenza rappresenta un primo passo verso l’individualizzazione della terapia. Il nostro studio ha il merito di stabilire il razionale e la base statistica per poter disegnare gli studi di intervento e fornire indicazioni utili a identificare i pazienti a maggiore rischio”.

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