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giovedì 6 Ottobre 2022

Torino, questa sera il secondo crocevia salvezza contro la Lazio

Questa sera allo stadio Olimpico di Roma il Torino è chiamato a disputare una prova di carattere convincente per riscattare le ultime deludenti prestazioni: prima la débâcle in casa contro il Milan, lo 0-7 è il peggior risultato conseguito tra le mura amiche nella storia del club, e sabato scorso la sconfitta per 4-1 in trasferta nello scontro diretto contro lo Spezia, in quello che era il primo vero match point salvezza della stagione.

Un match che si sarebbe dovuto disputare il 2 marzo scorso, ma che a causa del focolaio Covid scoppiato tra fila granata era stato rinviato a data da destinarsi. Poi il ricorso presentato dal club capitolino, spinto dalla forte volontà del presidente Claudio Lotito, nel quale si chiedeva la vittoria a tavolino dei biancocelesti per la mancata disputa della gara aveva fatto allungare enormemente i tempi. La data del 18 maggio è stata scelta a fine aprile, mentre il ricorso è stato respinto lo scorso giovedì dal Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni, confermando di fatto la regolare disputa della gara.

Una stagione da dimenticare

Che non sia stata la migliore stagione dei granata lo testimoniano i 68 gol subiti (5° peggiore difesa del campionato dopo Crotone, Parma, Benevento e Spezia), che poi è anche lo stesso numero di reti subite nella scorsa stagione, ma 11 gol subiti nei due ultimi incontri rappresentano uno score negativo troppo pesante per una squadra della caratura del Toro, il cui obiettivo ad inizio stagione era quello di raggiungere almeno la parte sinistra della classifica (nono o decimo posto) e valutare a due terzi del campionato se fosse stato possibile raggiungere la qualificazione nelle coppe europee. Eventualità mai così lontana come quest’anno. Qualificazione che invece era stata raggiunta nella scorsa stagione dopo l’ottimo settimo posto conseguito nel 2018/19 durante la gestione Walter Mazzarri.

Senza dimenticare il disastroso inizio di stagione sotto la gestione di mister Marco Giampaolo: prima dell’esonero in 18 gare la squadra ha racimolato 13 punti frutto di 2 vittorie, 7 pareggi e 9 sconfitte. Alla sosta natalizia il Toro era relegato in coda alla classifica con soli 8 punti e la peggiore difesa del campionato (32 reti subite). Inoltre era stato segnato l’ennesimo record negativo in 114 gloriosi anni di storia: nove partite consecutive in casa senza ottenere una vittoria.

Tra le uniche note positive della stagione spicca senza ombra di dubbio il raggiungimento e il superamento di quota 100 gol in tutte le competizioni per il capitano Andrea Belotti: con 105 reti all’attivo è l’ottavo calciatore per numero totale di reti in maglia granata.

Davide Nicola, allenatore del Torino
Davide Nicola, allenatore del Torino (Twitter)

Questa sera ai granata basterebbe un pareggio

In caso di pareggio o vittoria contro la Lazio allenatore, giocatori e società potrebbero finalmente festeggiare la permanenza in Serie A e cominciare a programmare con maggiore serenità la prossima stagione. Se da un lato i biancocelesti non hanno più nulla da chiedere al campionato, fuori dalla lotta al piazzamento Champions sono certi di partecipare alla prossima Europa League, dall’altro lato mister Simone Inzaghi ha dichiarato di voler onorare fino alla fine questo torneo se non altro per dare una mano al fratello Pippo, allenatore del Benevento, perché nel caso di successo della squadra capitolina i sanniti avrebbero ancora la chance di salvarsi all’ultima giornata.

Neanche si trattasse di una sceneggiatura scritta dal ‘maestro del brivido’ Alfred Hitchcock domenica sera all’Olimpico di Torino è in programma la sfida tra Torino e Benevento, novanta minuti che potrebbero valere un’intera stagione e condizionare il futuro destino di allenatori e giocatori. In caso di sconfitta contro la Lazio i granata continuerebbero a mantenere gli attuali tre punti di vantaggio in classifica sui giallorossi, situazione che come è facile intuire permetterebbe ai padroni di casa di accontentarsi anche di un pareggio. Mentre in caso di sconfitta i campani raggiungerebbero in classifica i granata a quota 35 punti, ma considerando il pareggio per 2-2 dell’andata, la vittoria in uno scontro diretto sarebbe fatale per gli uomini guidati da Davide Nicola.

Il Toro oggi è nel limbo del Purgatorio e solo un misero punto lo può salvare dalla caduta all’Inferno e lanciarlo verso il Paradiso. Ma c’è un dubbio che attanaglia tifosi e appassionati di calcio: siamo sicuri che anche in caso di salvezza stelle del calibro di Belotti, Izzo, N’Koulou, Ansaldi, Baselli e Verdi rimarranno anche nella prossima stagione? Sarà in grado il presidente Cairo di convincere giocatori e allenatore con un nuovo progetto ambizioso?

Carlo Saccomando
Carlo Saccomando
Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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