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venerdì 30 Settembre 2022

Roberto Bocchi e la via dello yoga

Per Torino Top News intervistiamo Roberto Bocchi. Fin dall’età di sette anni inizia a praticare Arti Marziali. Prosegue con lo sport da combattimento. Diviene campione nazionale in alcune di queste discipline, tra le quali Full-contact, Kick-boxing, Thai boxe, pugilato e rappresenta l’Italia in confronti internazionali entrando nei primi 10 atleti del ranking mondiale. Master trainer per la Reebok University Italia, nel 1997 si avvicina allo Yoga e consegue la certificazione per l’insegnamento. Oggi organizza corsi e workshop a Moncalieri e in tutta Italia.

Roberto, partiamo raccontando ai lettori il suo avvicinamento allo Yoga. Com’è avvenuto il passaggio dai confronti internazionali professionistici degli sport da combattimento a questa disciplina?

Era il 1998. Lavoravo per una famosa azienda con sede negli Stati Uniti di abbigliamento sportivo e facevo parte di un ristretto gruppo di trainer che formavano insegnanti fitness in tutta Italia. Quell’anno era uscito un nuovo programma di formazione fitness che dovevamo proporre che si chiamava flexible /strenght, ideato da un’americana che praticava Ashtanga Yoga. Ogni anno mi recavo in agosto in California per studiare e vedere quali erano le nuove tendenze delle attività. In quell’occasione cercai delle scuole di yoga per approfondire da dove derivava il nuovo programma. Provai diversi stili poi nella zona di Hollywood notai un’insegna con scritto Power yoga. Il giorno seguente andai a fare una lezione e ne rimasi entusiasta. Da quel giorno ho iniziato a praticare e non ho più smesso.

Può raccontare per lei cosa ha significato lo yoga all’interno della sua vita?

È difficile sintetizzare in poche parole il significato dello yoga nella mia vita. Chi pratica lo yoga e gli concede spazio innesca un profondo processo di trasformazione e consapevolezza nella propria vita. Quindi sicuramente lo yoga per me è stato uno strumento per comprendere aspetti nuovi di me stesso e abbracciare un nuovo stile di vita che promuove la ricerca verso gli aspetti più intimi dell’essere

Roberto Bocchi, insegnante di yoga
Roberto Bocchi, insegnante di yoga

Quali sono le principali differenze tra le diverse tipologie di yoga che insegna?

Ho una storia di attività fisiche molto intense e vigorose, quindi il mio interesse si è rivolto verso un metodo di yoga dinamico e molto impegnativo. Come detto, ho iniziato con il Power yoga ma in seguito mi sono dedicato all’Ashtanga Vinyasa yoga, che pratico da ormai 20 anni. Apparentemente sembrano simili, ma in realtà profondamente diversi. Il Power yoga si struttura su sequenze di posture che portano i praticanti a migliorare in sicurezza la loro funzionalità. La didattica d’insegnamento è focalizzata nel guidare gruppi più o meno numerosi di persone con esperienze e caratteristiche diverse, quindi deve adattarsi ai molti. L’Ashtanga anch’esso è strutturato da una serie di posture complesse il cui obiettivo va oltre al solo miglioramento della funzionalità del corpo.

Qual è la profonda differenza?

I praticanti di Ashtanga, una volta imparata la sequenza, non vengono più guidati dall’insegnante ma si esercitano in gruppo seguendo un proprio ritmo, quello del proprio respiro. Come viene utilizzato il respiro e il tipo di sequenza di posture cambia il risultato della pratica.

E quali sono i requisiti per poter praticare yoga? È una disciplina davvero accessibile a chiunque?

Lo yoga è accessibile a qualunque persona. Non importa di quale età, sesso, esperienza, condizione fisica o altro. Bisogna impararlo attraverso la guida di un insegnante esperto, che abbia la capacità di strutturare la pratica corretta per ognuno. Lo yoga non può essere praticato soltanto da una categoria di persone: i pigri.

L’avvento della pandemia ha creato non poche difficoltà alle palestre e più in generale al settore dello sport: può offrire qualche consiglio ai praticanti per mantenere in momenti come questi la propria motivazione e concentrazione?

L’obiettivo ultimo dello yoga è avere una mente chiara, osservante, focalizzata e bene utilizzabile. Il mezzo per ottenerlo è la pratica. Dobbiamo concentrarci sul mezzo, quella è la strada dello yoga. Ogni volta che ci distraiamo e la mente ci porta lontano, dobbiamo ritornare al mezzo.

Infine, dal suo particolare punto di osservazione, in che modo lo yoga può essere utile per affrontare periodi difficili come quelli che stiamo vivendo e cosa possiamo cogliere da questa disciplina per guardare al futuro con maggiore fiducia?

Quando si pratica per un po’ di tempo, possiamo osservare che il nostro corpo ogni giorno è diverso da quello passato e comprendiamo che domani sarà diverso da oggi. Il nostro corpo cambia, il nostro grado di percezione, il nostro respiro, il nostro stato di coscienza cambia. Questa è una grande lezione perché dobbiamo accettare il presente e viverlo per quello che è, ma impariamo anche che nulla e permanente. È la nostra mente che rimane attaccata a delle situazioni nonostante tutto cambi continuamente.

Stefano Calicchio
Stefano Calicchio
Giornalista e Scrittore digitale. Laureato in Relazioni Pubbliche e in Psicologia, Master in Risorse Umane e Organizzazione aziendale. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Caporedattore per Milano Top News. Mi occupo prevalentemente di lavoro, pensioni, welfare. Figuro tra i 100 autori più letti nella sezione economia e management di Amazon Kindle, Apple iBookstore, Kobo e Google Play.

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