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mercoledì 5 Ottobre 2022

Paralimpiadi Tokyo 2020: i magnifici sei piemontesi

Lorenzo Bernard, Cristina Scazzosi, Veronica Silvia Biglia, Francesca Fossato, Alessandro Ossola e Carola Semperboni non avranno vinto una medaglia alle Paralimpiadi, ma hanno dimostrato valori morali e sportivi che vanno ben al di là della vittoria.

Nella giornata di ieri si è conclusa la 16esima edizione dlle Paralimpiadi. A Tokyo 2020 l’Italia ha conquistato un prestigioso nono posto nel medagliere, aggiudicandosi ben 69 medaglie: 14 ori, 29 argenti e 26 bronzi. Uno straordinario risultato che vanta il prezioso contributo di alcuni atleti piemontesi: Carlotta Gilli nel nuoto (due ori, due argenti e un bronzo), Diego Colombari nella staffetta H1-5 di handbike (un oro) ed Elisabetta Mijno nel tiro con l’arco a squadre misto (un argento).

Ma un plauso speciale va agli altri sei azzurri, provenienti dal Piemonte, che pur non conquistando alcuna medaglia hanno reso l’Italia orgogliosa grazie all’impegno profuso e il grande spirito di gruppo. Si tratta di Lorenzo Bernard, Veronica Silvia Biglia, Francesca Fossato, Cristina detta Kikki Scazzosi, Alessandro Ossola e Carola Semperboni.

Pararowing e paracanoa

Nella semifinale del 28 agosto, Lorenzo Bernard e Kikki Scazzosi, insieme ai compagni Greta Muti, Alessandro Brancato, e Lorena Fuina, hanno gareggiato nella gara di pararowing PR3, categoria quattro, arrivando secondi, un piazzamento valevole per la finale del 29. Per due posizioni i nostri azzurri non sono riusciti ad aggiudicarsi la medaglia, ottenendo il quinto posto dietro a Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia e Australia.

Per Veronica Silvia Biglia, originaria di Gabiano, in provincia di Alessandria, la sua avventura alle Paralimpiadi è terminata in semifinale, arrivando sesta con un tempo di 1.09.247, che non è stato sufficiente per accedere alla finale, dove si è imposta la favorita britannica Emma Wiggs (57.028), nella gara di paracanoa, categoria VL2 200 metri femminile.

Logo giochi paralimpici Tokyo 2020
Logo delle Paralimpiadi di Tokyo 2020

Sitting volley e paradressage

Dopo l’esordio vincente per tre set a zero contro il Giappone, le azzurre del sitting volley, in cui gioca la pallavolista torinese Francesca Fossato, hanno perso 1-3 contro il Canada. Nell’ultima giornata della fase a gironi, sono state nuovamente sconfitte 1-3 dal Brasile, perdendo di fatto la possibilità di accedere alla finale. Le ragazze di Amauri Riberio, hanno chiuso questa esperienza al sesto posto, ma con tanta voglia di migliorarsi per le competizioni future.

La più giovane amazzone dell’Italia team di paradressage, la piemontese Carola Semperboni, ha invece ottenuto un dodicesimo posto nella gara individuale che non le ha permesso di accedere al freestyle.

Forse avrei potuto fare meglio, ma alla fine sono contenta. Paul è stato fantastico e se abbiamo sbagliato qualcosa l’abbiamo sbagliata insieme”, ha commentato. Ma per la 18enne, originaria di Borgaretto (TO), l’esordio alle Paralimpiadi è stato comunque indimenticabile. “Partecipare a Tokyo 2020 è stato incredibile. Al di là delle gare, tutto quello che vi ruota attorno, ha del fantastico. L’atmosfera al villaggio paralimpico, la condivisione con gli altri atleti. Credo sia un’esperienza di vita che abbiamo avuto la fortuna di vivere e che sarà impossibile da dimenticare”.

La finale dei 100 metri maschili alle Paralimpiadi

Alessandro Ossola, al suo debutto paralimpico nei 100 metri, ha concluso anche lui la gara al sesto posto: “Un’emozione incredibile, sono felice di essere qui. È il coronamento di un bel percorso, anzi, l’inizio di un percorso, quindi sono molto contento”, ha dichiarato il velocista azzurro ai microfoni di Rai Sport.

Alla domanda quanto peserà sulla tua formazione questo tuo debutto a Tokyo 2020, Alessandro ha risposto: “Non capita tutti i giorni di essere in uno stadio del genere, in una competizione del genere, quindi posso solo imparare per migliorarmi ancora. Sono felice di questo sesto posto perché il tempo che ho ottenuto è più o meno il record italiano che ho fatto poco più di un mese fa, quindi vuol dire che sono sulla strada giusta, ma c’è ancora da lavorare”.

Il 29 agosto 2015, l’atleta piemontese ha subito l’amputazione della gamba sinistra dopo un incidente in moto e proprio il 29 agosto ha debuttato nelle semifinali dei 100 metri a Tokyo 2020: “Correre lo stesso giorno in cui ho avuto l’incidente è qualcosa che ti segna ancora di più, è stata una grande emozione. Ho cercato di prenderla nella maniera giusta, positiva e sono riuscito ad arrivare fino qui, quindi sono felice: non si molla mai”, ha concluso.

Simona Rovero
Simona Rovero
Classe 1995, aspirante giornalista. Laureata in Scienze della Comunicazione e in Comunicazione e culture dei media, nutro da sempre una grande passione per lo sport, il cinema, il buon cibo e la scrittura.

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