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giovedì 29 Settembre 2022

Paralimpiadi, Alessandro Ossola: “Dopo l’incidente in moto sono rinato”

Il velocista azzurro sarà impegnato a Tokyo 2020 nella gara dei 100 metri. Oltre allo sport con la sua associazione aiuta le persone, disabili e normodotati, a non arrendersi mai.

Lo sport per Alessandro Ossola è sempre stato una costante nella sua vita: appassionato di calcio, nonché grande tifoso della Juventus, amante del golf, dello snowboard e dell’atletica, e proprio nei 100m, come il suo idolo Marcell Jacobs, debutterà alle Paralimpiadi.

Il sogno del nostro azzurro non è solamente legato a Tokyo 2020; il suo obiettivo più grande è quello di aiutare tutte quelle persone in difficoltà a non arrendersi mai, nemmeno di fronte alle proprie paure, insicurezze, né tantomeno davanti agli ostacoli più grandi, e proprio per questo motivo ha fondato l’associazione Bionic People.

Un ragazzo che in primis non ha smesso di concentrarsi sul proprio futuro, nonostante l’incidente in moto avvenuto nell’agosto 2015, nel quale ha perso sua moglie e successivamente la gamba sinistra, perché per Alessandro c’è sempre più vita da vivere!

Non bisogna mollare mai

Il tuo motto è “There is always more life to live”; cosa vogliono dire per te queste parole?

Per me vogliono dire letteralmente che c’è sempre più vita da vivere, nel senso che non bisogna fermarsi davanti ad un incidente di percorso, ma concentrarsi sempre sul futuro”.

Che cosa rappresenta per te lo sport?

Non è stato solamente un modo per conoscere nuove persone, ma è ciò che mi ha permesso di avere una rivincita sulla vita e soprattutto di tenere la testa concentrata su cose positive”.

Il 29 agosto 2015 la tua vita è stata stravolta a causa di un incidente in moto: hai perso tua moglie e la gamba sinistra. Lo sport quanto ti ha aiutato?

E’ stato quel puntino di luce in mezzo a tanto buio. Mi ha dato degli obiettivi da raggiungere per essere nuovamente felice”.

Com’è cambiata la tua vita dopo l’incidente?

Uno stravolgimento sia dal punto di vista fisico che mentale”.

Dopo l’incidente c’è stata una rinascita? Ti senti un uomo nuovo?

Quando impari a camminare di nuovo è un po’ come rinascere un’altra volta. Sento un forte desiderio di aiutare gli altri a reagire e riprendere la propria vita in mano”.

Alessandro Ossola ai blocchi di partenza. Parteciperà alle imminenti Paralimpiadi
Alessandro Ossola ai blocchi di partenza (Instagram)

Vai ancora in moto dopo l’incidente?

Non vado più in moto dopo l’incidente, preferisco la macchina”.

Il tuo rapporto con la velocità ieri e quello di oggi: considerando che pratichi discipline di velocità come l’atletica e lo snowboard.

Essendo uno sportivo mi piace essere dinamico. Ovviamente con le protesi i movimenti sono adattati, ma si possono avere comunque ottime prestazioni”.

Prima dell’incidente praticavi sport a livello agonistico?

Praticavo calcio a 5, l’ho sempre amato”.

Nella tua biografia spieghi che prima dell’atletica leggera hai praticato altri sport: il golf, lo snowboard. Cosa ti ha portato a cambiare disciplina?

“Il cambiamento è dovuto al fatto che dovendo lavorare non potevo passare il tempo necessario in montagna ad allenarmi, ora mi alleno la sera dopo il lavoro fino alle 21, praticamente tutti i giorni”.

Ora sei un’atleta delle fiamme azzurre, in passato di cosa ti occupavi?

Lavoro come impiegato, ad oggi i corpi militari non possono ancora remunerare i disabili, ma la situazione cambierà probabilmente nel 2022, poiché è passata la legge”.

Se l’Alessandro di oggi dovesse parlare con l’Alessandro del passato, cosa gli direbbe?

Che in futuro sarebbe riuscito ad aiutare tante persone a non mollare, per questo motivo ne sarebbe felice”.

Hai deciso di fondare l’associazione Bionic People, in modo da poter aiutare le persone disabili e normodotati, incoraggiandole a non arrendersi mai. Parlaci di questo progetto e com’è nata l’idea.

Con Riccardo Cotilli e Chiara Bordi eravamo convinti che far gruppo sarebbe stata una scelta vincente. Oggi infatti, siamo 38 rappresentanti suddivisi in 14 regioni e nel tempo abbiamo incontrato più di 25.000 studenti e molte aziende, sensibilizzando sui temi legati alla d&i”.

Qual è il messaggio più importante che vorresti trasmettere ai giovani? Soprattutto cosa vorresti dire a coloro i quali cadono drammaticamente in depressione, patologia che in molti casi la diffusione della pandemia ha acutizzato, e pensano che non valga la pena di vivere?

Che se riescono a mettere davanti a loro degli obiettivi raggiungibili, potranno provare davvero gioia e una vita soddisfacente”.

Alessandro Ossola in gara. il velocista azzutto è pronto per le Paralimpiadi
Alessandro Ossola in gara (Instagram)

Run to Tokyo 2020

Parlaci dei record che hai ottenuto in pista: 60m 8”54; 100m 12”65; 200m 28”19.

I record sono tempi legati ad un numero, ma in realtà sono molto di più: sono sacrificio, sudore, fatica, arrabbiature, gioie e l’impegno del team che mi aiuta a far sempre di più e meglio”.

A Tokyo parteciperai in tutte e tre le specialità?

Farò solo i 100m, da settembre invece, inizierò salto in lungo”.

Le emozioni che hai provato quando hai saputo che avresti partecipato all’Olimpiade.

Una gioia incredibile e difficilmente spiegabile a parole, forse devo ancora realizzare”.

A chi vuoi dedicare la partecipazione ai Giochi Paralimpici?

A chi ha creduto in me!”.

Qual è stata la gara più sofferta, ma allo stesso tempo quella che ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Sicuramente il campionato europeo dove sono arrivato terzo e ho fatto il record italiano”.

Descrivici il rapporto con la tua allenatrice Chiara Ansaldi. Ti ha sempre allenato lei?

Con Chiara mi trovo molto bene! Mi ha seguito sempre lei dall’inizio: ormai siamo rodati da più di due anni”.

C’è un atleta in particolare a cui ti ispiri e che rappresenta il tuo punto di riferimento?

Come ho detto anche in passato, Marcell Jacobs, e gli ho portato fortuna”.

Oltre all’atletica, riesci a trovare il tempo per praticare altri sport?

Vorrei giocare a golf, ma non ho più molto tempo libero”.

Nel tempo libero cosa ti piace fare?

Ne ho davvero poco e lo uso per stare con le persone a me care e gli amici”.

Descrivici il tuo rapporto con Torino

Torino è una delle città più belle d’Italia e non solo… È una bomboniera e spesso non ci si fa caso a quanto sia bella e quanto siamo fortunati”.

Alessandro Ossola in pista
Alessandro Ossola in pista (Instagram)

Qual è la tua squadra del cuore e il tuo calciatore preferito?

Tifo Juve da sempre; sono andato allo stadio anche senza protesi e ovviamente Cristiano Ronaldo è uno dei massimi esempi come sportivo”.

Nelle diverse competizioni alle quali hai partecipato, sicuramente hai avuto modo di conoscere molti atleti paralimpici: ce n’è uno in particolare che ti ha colpito sia dal punto di vista sportivo che caratteriale?

Davide Bartolo Morana è un ragazzo speciale! Mi ha trasmesso molta forza, ma anche il mio amico Riccardo Cotilli è un esempio di vero sportivo; ci facciamo davvero tante risate insieme”.

Bebe Vio, Alex Zanardi, Giusy Versace e Martina Caironi sono solo alcuni dei paratleti più titolati e celebri d’Italia. Ti piacerebbe diventare un punto di riferimento per lo sport, e intendo sport a 360° non solo sport paralimpico, così come lo sono diventati loro?

Mi piacerebbe, ma non un punto di riferimento fine a se stesso. Mi piacerebbe che un ragazzo a cui è successo un brutto incidente, quando mi veda, possa dire: “Se lo fa lui, posso farlo anche io”. Vorrei che pensasse che c’è ancora speranza”.

Ad ottobre 2020 hai sfilato contro il bullismo. Parlaci di quella esperienza.

Sfilare è stato imbarazzante all’inizio, ma bisogna mettersi in gioco, superando le proprie paure e affrontando giudizi e pregiudizi. Ma il messaggio che passa alla fine è davvero positivo”.

Qual è il tuo rapporto con i social network?

Sono molto attivo perché ho capito che hanno un potere enorme e penso che se usati bene, possano dare una bella mano”.

In passato hai tenuto una lezione al Politecnico di Torino nella quale hai spiegato la funzione della tua protesi. Com’è stata quell’esperienza? Hai tenuto altri seminari? Magari in qualche scuola?

È stata una bellissima esperienza quella al Poli, che replicheremo quest’inverno. Sì, abbiamo incontrato più di 25000 studenti in tutta Italia”.

Punti ancora alle Olimpiadi invernali di Beijing del 2022 con lo snowboard?

Purtroppo lavorando non posso fare snowboard, ma lo terrò come hobby”.

Simona Rovero
Simona Rovero
Classe 1995, aspirante giornalista. Laureata in Scienze della Comunicazione e in Comunicazione e culture dei media, nutro da sempre una grande passione per lo sport, il cinema, il buon cibo e la scrittura.

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