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venerdì 30 Settembre 2022

McKennie pasticcia, Milik arma in più, l’analisi di Juventus-Salernitana

Finisce in parità la sfida dello Stadium, in una gara nella quale è successo veramente di tutto. La squadra di Massimiliano Allegri non riesce a superare un avversario che, seppur ben allenato e venuto a Torino con una buone dose di coraggio, era assolutamente alla portata della Vecchia Signora. Nonostante la buona reazione della ripresa che porta i padroni di casa a rimettere il confronto in parità, e nonostante il gol del 3-2 ingiustamente annullato dal VAR, in casa Juventus dovranno essere fatte valutazioni approfondite, anche perché Mercoledì arriva il Benfica, che ora come mai diventa una sfida dalla quale può dipendere l’intera stagione dei bianconeri.

Miretti (Juventus Twitter)

Primo tempo deludente. Si salva solo Miretti

Il 4-3-3 scelto da Massimiliano Allegri non vede tra gli interpreti Danilo, che viene risparmiato in vista della partita di Mercoledì. Per il resto le scelte, complice le numerose defezioni, sembrano praticamente obbligate. Ancora una chance per Kean, schierato nel tridente offensivo insieme a Vlahovic e Kostic.

Il piano partita della Juventus è chiaro sin dalle prime battute: imprimere un ritmo forte alla gara, cercare subito il vantaggio per poi andare in gestione. Un canovaccio che i bianconeri hanno cercato di interpretare in quasi tutte le gare di questo inizio di stagione, ma che non sempre ha dato i frutti sperati. Nella partita di ieri, nonostante la buona partenza della squadra di casa, la compagine sabauda non riesce a trovare la via del gol, complice un paio di interventi di Sepe e anche per qualche errore di troppo nell’ultimo passaggio.

Esaurita la furia agonistica dei primi 15 minuti, esce fuori la Salernitana, che riesce a trovare delle linee di passaggio che tagliano spesso fuori la linea mediana e che consentono ai granata di essere molto pericolosi soprattutto sugli esterni. Soprattutto Mazzocchi risulta essere l’uomo più pericoloso della prima frazione di gioco, e da una suo spunto personale gli ospiti trovano il gol del vantaggio. Complice una lettura sbagliata di Cuadrado (anche ieri uno dei peggiori in campo), Mazzocchi sfonda sulla sinistra e mette in mezzo un pallone forte che Candreva non può far altro che depositare in rete.

Una doccia gelata per la Juventus, che dimostra ancora una volta dei limiti caratteriali preoccupanti. Dentro a questo disorientamento, la Salernitana non esce mai dalla partita e ogni volta che si creano i presupposti prova a far male ai bianconeri. C’è infatti la sensazione in ogni momento che gli ospiti possano far male alla Juventus, e questa sensazione si materializza a ridosso dello scadere del primo tempo.

Un’altra lettura sbagliata, questa volta di Paredes, permette agli ospiti di sfondare sulla destra e di ottenere un calcio di rigore che poi viene trasformato da Piatek. Sul gol del Pistolero si chiude un primo tempo che manda negli spogliatoi una Juve con grandi dubbi e pochissime certezze.

Nella ripresa succede di tutto

Al rientro dagli spogliatoi, Allegri corre subito ai ripari buttando nella mischia Milik al posto di un Kean ancora una volta impalpabile. Con una reazione nervosa i padroni di casa cercano in qualche modo di organizzare una rimonta che visti i presupposti del primo tempo, sembra quasi impossibile. Con il doppio centravanti però, i bianconeri riescono a trovare qualche trama di gioco interessanti che porta la Juventus a creare più di un pericolo dalle parti di Sepe, che si fa trovare pronto in più di un’occasione. Tuttavia, la spinta bianconera viene premiata con il colpo di testa di Bremer, che riscatta il mani della prima frazione che ha causato il rigore per i granata.

Dopo il gol dell’1-2 i padroni di casa prendono coraggio e, con gli ingressi di Alex Sandro e Fagioli, cercano nelle risorse dalla panchina la benzina che manca per completare la rimonta. Una benzina che manca nel motore di McKennie; il centrocampista americano è un corpo estraneo alla linea mediana bianconera, troppo spesso distante dal gioco e poco propositivo anche in fase di spinta. Rimane ancora oggi un lontanissimo parente del giocatore ammirato soprattutto nel primo anno in bianconero sotto la gestione di Andrea Pirlo.

La pressione “poco ordinata” della Juventus continua, e trova i suoi frutti allo scadere del tempo regolamentare con il gol del pareggio di Bonucci, che dopo aver fallito il calcio di rigore si fa trovare pronto e batte Sepe sulla respinta.

Il gol del 3-2 di Milik annullato ingiustamente dal VAR è l’epilogo di una partita che ha dell’incredibile, dove i padroni di casa per l’ennesima volta regalano una buona fetta di partita all’avversario e non riescono a portare a casa 3 punti che sarebbero stati vitali per andare a ridosso delle posizioni più alte del nostro campionato.

Vlahovic (Juventus Twitter)

Una Juve troppo brutta per essere vera

Al netto dell’episodio arbitrale che grida ancora vendetta, non può essere solo questo l’elemento sul quale discutere sulla gara di ieri sera. I bianconeri, per espressa volontà del proprio tecnico, dovrebbe tornare ad essere antipatica perché vincente, ma in questo momento c’è la sensazione che la Juventus sia antipatica a se stessa, prigioniera di un gioco che latita e di una identità che manca da tanto, forse troppo tempo. Ora la testa, il cuore e le gambe sono proiettate obbligatoriamente alla sfida di Mercoledì. A Torino arriva un Benfica in ottima salute e da una striscia lunga di risultati positivi. Forse il peggior avversario che in questo momento potesse capitare alla Vecchia Signora.

Inizia una delle settimane più delicate dell’Allegri-bis, anche se la capacità di gestione dei momenti delicati è sempre stato il punto di forza del tecnico livornese: ora come mai, i bianconeri sono chiamati a tirare fuori il carattere, perché un risultato negativo Mercoledì potrebbe compromettere, forse in maniera decisiva, l’intera stagione bianconera.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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