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giovedì 6 Ottobre 2022

Bonucci si fa un doppio regalo, Miretti buona la prima. L’analisi di Juventus-Venezia

Basta una doppietta di Leonardo Bonucci a regolare la pratica Venezia nell’afoso clima dell’Allianz Stadium. I bianconeri faticano non poco per avere la meglio della formazione ospite, fanalino di coda della Serie A. Ancora una prestazione sottotono degli uomini di Allegri che, come ormai da copione di questa stagione, confermano la loro poca propensione a un’idea di gioco propositiva.

La Juve parte bene con un de Ligt overpower

Anche nella 35esima giornata di Serie A la formazione di casa ha mostrato i due volti che hanno caratterizzato gran parte delle sue uscite in questa stagione. L’inizio della Juventus è incoraggiante, grazie soprattutto all’elevato ritmo impresso per buona parte del primo tempo. Nella prima mezz’ora infatti la Vecchia Signora mette all’angolo il Venezia e con un pressing alto controlla agevolmente la gara. Il baricentro dei bianconeri è tenuto alto a partire dalla linea difensiva grazie a una primo tempo monumentale di de Ligt. L’ex Ajax è diventato a tutti gli effetti uno dei leader di questa squadra, soprattutto per il suo modo di giocare aggressivo e per la sua strabordante personalità che fanno del ragazzo olandese uno degli uomini più positivi della tribolata annata juventina.

In mezzo al campo Rabiot conferma quanto di buono fatto vedere nelle ultime apparizioni, e anche il francese nella prima frazione di gioco è uno dei più brillanti. La sua condizione fisica gli permette di essere presente sia in fase di possesso, che in fase di copertura, risultando decisivo in un paio di recuperi che hanno sbrogliato situazioni potenzialmente pericolose. Il gol del vantaggio di Bonucci è il giusto coronamento di un’ottima mezz’ora della squadra di Allegri, che però già verso il tramonto del primo tempo inizia ad accennare qualche difficoltà a mantenere un ritmo elevato.

Juventus Venezia
L’iconica esultanza di Leonardo Bonucci dopo il gol (Twitter @bonucci_leo19)

Ripresa sottotono e pareggio dei veneti

Al rientro dagli spogliatoi, ai padroni di casa viene il braccino corto e, complice una manovra che torna ad essere lenta e spesso prevedibile, presta al fianco ad un Venezia volenteroso. La squadra del neo allenatore Soncin fa la sua gara e approfittano di una Juventus più bassa e meno propositiva, inizia a prendere campo e a spaventare con più frequenza la retroguardia sabauda. Trascinata da un intraprendente Aramu, i lagunari arrivano meritatamente al pareggio grazie ad una perla del prodotto del settore giovanile del Toro. In occasione del gol emergono i limiti dei padroni di casa, che risultano troppo bassi e non accorciano con la giusta cattiveria sul numero 10 ospite, che ha tutto il tempo di prendere la mira e battere un incolpevole Szczesny. Ci pensa ancora una volta Bonucci a mettere le cose a posto, con una doppietta che è la ciliegina sulla sua torta di compleanno numero trentacinque.

Miretti brilla. Vlahovic grida aiuto

Nel grigiore della prestazione della Juventus, c’è una luce che rappresenta una speranza per l’immediato futuro. La prestazione di Miretti è un segnale incoraggiante sia per il ragazzo, ma anche per tutte quelle società che forse hanno ancora troppe remore nel dare fiducia ai propri settori giovanili. Lanciato a sorpresa da Allegri dal primo minuto, il centrocampista classe 2003 affronta il suo debutto con il giusto piglio e con grande personalità. Si fa notare per alcune giocate di pregevole fattura, va vicinissimo al gol nel primo tempo e dai suoi piedi partono entrambi i gol della Juventus. La standing ovation che gli tributa lo Stadium alla sua uscita dal terreno di gioco è il giusto coronamento di una giornata che difficilmente dimenticherà.

Non è certo dello stesso umore Vlahovic. L’attaccante serbo conclude l’ennesima partita senza rifornimenti degni di nota, e il suo volto all’uscita dal campo è il segnale evidente di una certa sofferenza di un giocatore che in questo momento non viene messo nelle condizioni per poter esaltare le proprie doti indiscusse da bomber.

Juventus Venezia
La squadra festeggia sotto la curva la vittoria per 2-1 contro il Venezia (Twitter @JuventusFC)

Obiettivo minimo raggiunto

Con il contemporaneo pareggio casalingo della Roma con il Bologna, la Juventus con il successo di oggi si è guadagnata matematicamente la partecipazione alla prossima edizione della Champions League. Un traguardo che non può neanche essere considerato tale per i bianconeri, che sicuramente vorranno tornare l’anno prossimo a lottare per ben altri piazzamenti. Come detto da Allegri risulta seccante dalle parti della Continassa arrivare a maggio senza avere concrete possibilità di lottare per qualcosa di importante, ma per tornare a recitare il ruolo da protagonista, c’è la sensazione che a questa squadra manchino non solo qualche rinforzo di spessore, ma anche di qualche rinnovamento in termini di mentalità.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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