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domenica 25 Settembre 2022

Juvenus-Dybala, è finita: storia di un addio quasi inevitabile

Dopo 7 anni insieme, le strade della Juventus e di Dybala si separano. Un epilogo che per certi versi era prevedibile visti i continui slittamenti dei colloqui tra le parti. Un incontro consumato ieri alla Continassa, che ha messo la parola fine sulla storia d’amore tra il 10 argentino e la Vecchia Signora. Un rapporto che negli ultimi anni era diventato piuttosto tormentato e dal quale, visto l’epilogo, non emerge nessun vincitore.

Ragioni tecniche e economiche: Dybala non si sente al centro della Juve

Dall’arrivo della Joya a Torino nell’estate del 2015, il suo rapporto con i colori bianconeri ha vissuto diverse fasi, contraddistinte da molti alti alternati a momenti difficili. Dopo il primo anno condito da 22 gol tra campionato e coppe, il talento argentino sembrava avesse tutte le carte in regola per essere uno dei punti di riferimento della Juve del futuro. I suoi gol e le sue giocate sono entrate ben presto nel cuore del popolo bianconero che vedevano un futuro leader.

Un ruolo che, dal suo punto di vista, non è stato supportato dai fatti. Dopo gli arrivi di Higuain prima e di Cristiano Ronaldo poi, il mancino di Laguna Larga (Còrdoba) non si è mai sentito il fulcro della squadra, sia dal punto di vista tecnico che economico.

A ciò si aggiungono le critiche di una grande fetta del tifo bianconero circa la sua fragilità caratteriale per la quale è stato spesso etichettato come giocatore “grande con le piccole, piccolo con i grandi”. Un concetto in parte condivisibile, viste le prestazioni in campo europeo, spesso al di sotto delle sue reali possibilità.

Le gloriose serate con Barcellona e Tottenham rappresentano a detta di molti delle eccezioni che confermano la regola. Un giocatore dalle enormi qualità, spesso prigioniero del suo carattere troppo fragile per reggere certe pressioni.

Non è da escludere che questi pensieri possano aver influito sul suo rendimento talvolta altalenante, che ha comunque trovato il modo di incantare gli appassionati di calcio con i suoi colpi illuminanti. Un talento puro, un piede sinistro educatissimo che gli ha permesso di inventare calcio e di disegnare traiettorie neanche lontanamente pensabili da un giocatore normotipo.

Nonostante in più di un’occasione il campo abbia esaltato la grandezza tecnica e balistica del diez, è stato probabilmente la sua assenza dal terreno di gioco a far riflettere la proprietà bianconera circa la sua permanenza in bianconero.

Dybala
Paulo Dybala (sito Juventus)

Integrità fisica: un aspetto del quale la società non poteva non tener conto

Se è vero che i numeri di Dybala con la Juventus sono di tutto rispetto (283 presenze, 113 gol e quasi 50 assist) i dati relativi agli infortuni sono altrettanto importanti. Dal suo arrivo a Torino, la Joya ha saltato 58 partite, 12 nella stagione corrente. Sono numeri incontrovertibili, che certificano una grande criticità che sarà stato sicuramente uno temi centrali affrontati dalla proprietà in sede di rinnovo del contratto. Un rinnovo che, qualche mese fa, sembrava cosa fatta.

Nel mese di ottobre infatti l’accordo tra le parti era stato raggiunto, ma non si è mai arrivati alla firma, inizialmente per problemi burocratici legati all’agente del giocatore Jorge Antun (che non ha i requisiti Fifa per essere considerato un procuratore a tutti gli effetti). In un secondo momento, la dirigenza sabauda ha ritrattato la proposta di 8 milioni + 2 di bonus, facendone un’altra inferiore. Questa mossa non ha fatto altro che irrigidire ulteriormente i rapporti tra le parti.

Tutto ciò ha portato la trattativa ad uno stallo che si è fatto sempre più pericoloso, condito da dichiarazioni e gesti tutt’altro che distensivi (l’occhiata di Dybala alla tribuna dopo il gol con l’Udinese in campionato ne è il chiaro esempio).

L’arrivo di Vlahovic e il cambio di strategia su Dybala

Una frattura ormai diventata insanabile. certificata ieri con l’annuncio anche pubblico del mancato rinnovo: “Un cambiamento c’è stato con il mercato di gennaio e con l’arrivo di Vlahovic. È cambiato l’assetto tecnico della squadra. Parte di questi cambiamenti riguardano il contratto di Dybala che oggi non è stato rinnovato. C’è stato un incontro che abbiamo avuto oggi, un incontro amichevole, molto chiaro e rispettoso. Da parte di Juventus sarebbe stato facile fare un’offerta molto molto al ribasso però poco rispettosa nei confronti di Paulo […] La decisione è stata presa”

Così Maurizio Arrivabene, amministratore delegato della Juventus, ha commentato l’esito dell’incontro, sottolineando come al centro delle valutazioni che hanno spinto la società a prendere questa decisione ci siano state anche delle ragioni tecniche: un chiaro segnale, qualora ce ne fosse stato bisogno, che Dybala non sarebbe più rientrato nel progetto bianconero.

Paulo Dybala
Paulo Dybala

C’è tempo e spazio per un lieto fine

L’addio diventato realtà nella giormata di ieri è la fine di un rapporto in cui entrambe le parti escono sconfitte. I bianconeri perdono un patrimonio tecnico senza ricavare nulla, il giocatore perde la società che l’ha fatto conoscere al grande calcio.

Come in molti matrimoni, probabilmente il peccato più grande è il non essere arrivati ad un compromesso. Ma si sa, per farlo la volontà deve esserci da entrambe le parti, e in questo caso non si ha la certezza che uno dei due abbia provato a fare un passo verso l’altro.

Tanto premesso, c’è una stagione da portare a termine, ci sono dei traguardi da raggiungere. Momenti nei quali la genialità di Dybala può giocare un ruolo determinante per la stagione della Juventus. I due mesi che mancano alla separazione possono essere il lascito migliore che “Paulino” può dare alla sua gente, anche coloro che lo hanno spesso criticato.

Ancora due mesi di amore nei quali il 10 bianconero vuole dare più di una Joya ai suoi tifosi. C’è ancora un capitolo di questa storia d’amore da scrivere prima di dirsi addio: una storia da scrivere insieme, a tinte bianconere.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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