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sabato 24 Febbraio 2024

Juventus se la cava con una maxi-multa: per l’avv.Marengo è una vergogna!

Il mondo del calcio, alla vigilia dell’ultima giornata del campionato di serie A, commenta soprattutto la sentenza del tribunale sportivo che ha accolto la richiesta di patteggiamento della Juventus sull’affaire stipendi, emettendo una sentenza che permette ai bianconeri di cavarsela con una multa di poco superiore ai 700 mila euro, ma di non avere ulteriori sottrazioni di punti in classifica e di mantenere la posizione utile per un posto nelle coppe europee nel 2023-2024, se la Uefa non deciderà di escluderà.

Valutazioni dell’avvocato Marengo

Su questa sentenza si esprime in termini legali e sportivi il noto avvocato torinese Pierluigi Marengo, esperto di tematiche calcistiche e grande tifoso granata, che parte da un suggestivo calcolo della multa inflitta alla Juventus.

67,5 milioni di euro in alterazione di bilancio, nella nota e criminosa vicenda stipendi, portati fuori contabilità (leggasi nero), puniti con 718.240,00 euro e nessuna penalizzazione: a conti fatti significano 1 centesimo e 0,06 millesimi per ogni milione alterato, con il maggiordomo dei poteri forti, u méste Gravina da Castellaneta, che dichiara esultante: “Ora il calcio ritrova serenità. Credo sia il risultato più bello per il calcio italiano”.

E che la vicenda sia oltremodo criminosa lo attestano i gravissimi reati contestati ai vertici juventini dalla giustizia ordinaria:

-Reato di falso in bilancio (art. 2622 cc) “pena della reclusione da tre a otto anni”

-Reato di manipolazione del mercato (art. 185 D.Lgs. n. 58/1998) “reclusione da uno a sei anni e multa da euro ventimila a euro cinque milioni”.

-Reato di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di pubblica vigilanza (art. 2638 cc) “reclusione da uno a quattro anni”

-Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti (art.2 D.Lgs 74/2000) “reclusione da quattro a otto anni”

Reati gravissimi dei vertici apicali societari, che già sarebbero stati puniti in modo lieve con la retrocessione della società da loro amministrata, però non minimamente turbanti la giustizia federale (ovviamente con la g più minuscola di sempre), tanto da farle chinare la schiena davanti all’improponibile ed inaccettabile proposta di patteggiamento, giunta da chi è subentrato, senza però prenderne le distante e pubblicamente scusarsi per il loro malaffare, ai manipolatori di conti e classifiche.

Il tutto fatto poi nascostamente di notte, con una Corte Federale talmente servile da prestarsi persino ad anticipare l’udienza del processo, già fissata al 15 giugno, a poche ore dopo la telefonata “zebrata”… Quando si commettono certe nefandezze, è ovviamente necessario non lasciare, a chi crede nella lealtà sportiva, il tempo di reagire e protestare. Méste Gravina da Castellaneta, un’unica parola è congeniale a lei, al procuratore federale ed ai membri tutti del tribunale federale oggi riunitosi: vergogna.

Pierluigi Marengo

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