1.3 C
Torino
sabato 3 Dicembre 2022

Fabio Basile presenta il suo primo libro al Salone del Libro di Torino

“L’impossibile non esiste” è il titolo del libro scritto dall'atleta piemontese e oro olimpico a Rio 2016

Una forza fisica ma soprattutto emotiva strabordante. Fabio Basile, classe 1994, judoka e campione olimpico alle Olimpiadi di Rio 2016 ha coraggio ed audacia da vendere. E tutto ciò lo raccoglie nel suo primo libro, edito da Giunti Editore, dal titolo quanto mai motivante “L’impossibile non esiste”.

Un libro motivazionale e dall’anima ribelle quale è lo stesso Basile che racconta chi è Fabio e cosa lo ha portato ad essere la celebrità che è oggi.

Il judoka piemontese ha presentato l’opera durante l’intervento di sabato 16 ottobre alla kermesse del Salone del Libro 2021. Un incontro in cui non poteva non venir fuori, in maniera molto trasparente, la vera natura di Fabio Basile, quella di un atleta motivato e coraggioso pronto a tutto per ottenere quello che vuole. Ed è stato proprio questo spirito da guerriero a fargli collezionare i numerosi successi in campo sportivo e a fargli conquistare l’oro nella categoria 66 kg alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016.

“Gli sport di combattimento forgiano il carattere ed il tatami diventa un educatore naturale. Durante l’allenamento mi sono sempre spinto oltre i miei limiti e ho cercato di oltrepassarli. Sta a tutti noi alzarci dal letto e andare a combattere, credere nelle cose e non mollare mai per diventare, infine, i migliori nel campo che si è scelto di intraprendere” dichiara Basile.

Fabio Basile parla della sua popolarità

Oltrepassare i propri limiti, il mantra di Fabio Basile

Un atleta che salta tre gradini alla volta. Che grazie al dolore, ai limiti e agli imprevisti è riuscito ad azionare un motore a combustione potentissimo per fare sempre di più. Per vincere.

Basile racconta durante l’incontro di presentazione del suo libro “L’impossibile non esiste” anche i sacrifici, suoi ma anche della sua famiglia per fargli raggiungere quello che è oggi. Nel centro Akiyama di Settimo Torinese ha iniziato i suoi primi allenamenti e i suoi genitori sono stati i primi a sostenerlo e ad incoraggiarlo. Anche quando la situazione economica familiare non era delle più rosee.

Il judoka oro a Rio 2016 parla dei sacrifici fatti dalla sua famiglia

I sacrifici del judoka di Rosta non sono solo avvenuti prima dell’Olimpiade che gli ha cambiato la vita ma anche nel periodo successivo all’oro olimpico, momento complicato in cui Basile ha dovuto fare i conti con numerosi ostacoli e alcuni infortuni.

La rottura del gomito e le imminenti Olimpiadi di Tokyo per esempio. Ed è proprio lì che Basile ha compiuto una scelta coraggiosa, propria della sua stessa natura un po’ ribelle.

“Quando le persone non credono in me io mi gaso ancora di più. Per esempio quando mi sono rotto il gomito il chirurgo mi aveva caldamente consigliato l’operazione ma questa avrebbe compromesso la mia partecipazione ai campionati di Tokyo e avrebbe significato uno stop nella mia carriera. Quindi ho detto di no e ho dimostrato agli avversari che non scherzo. È stata una scelta mia e non potrò mai pentirmene. Non mi sono mai più operato. E oggi mi fa ancora male” commenta con un sorriso sornione il judoka.

Talento? No ad aiutarmi è stato l’impegno

A chi chiede a Fabio Basile se ad aiutarlo nel suo percorso eccezionale è stato il talento lui risponde di no.

“Ciò che più mi ha aiutato a vincere è stato il piacere di soffrire. Di oltrepassare, con sforzo gli ostacoli. Mi dicevano quando arriva il dolore sorridi. Sentirsi inutili è una brutta sensazione ed è capitato anche a me. Allora mi sono detto che non poteva succedermi. Nella vita bisogna sempre vivere con un obiettivo e bisogna essere soddisfatti di quello che si è fattocommenta Basile.

Quello di Basile è un impegno profuso al cento per cento, un dedicandosi completamente all’obiettivo prefissato senza riserve. Un insegnamento prezioso non solo per chi sceglie nella vita di essere un atleta e di primeggiare in uno sport. E agli amici che gli chiedono di uscire Fabio risponde “prima faccio 20 combattimenti e poi andiamo a bere qualcosa insieme”.

È stata la sua mentalità forte e decisa a portarlo ad essere il più forte del mondo. E – come lui stesso ammette – ad avergli anche generato qualche problema. E alla domanda sulla prossima gara e sulle prossime medaglie da vincere, dopo che alle ultime Olimpiadi Fabio Basile è uscito al primo turno, anche in questo caso il judoka ha le idee più che convinte.

Sto facendo un lavoro giusto per raggiungere un obiettivo. Alla prossima gara voglio dare spettacolo poi la medaglia arriva. Ora il mio obiettivo sono i Mondiali del 2022 e per ottenere le vittorie darò tutto me stesso” conclude Basile.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguici sui social
- Advertisement -spot_img

Latest Articles