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giovedì 29 Settembre 2022

Dybala gol con dedica, Kulusevski non incide. L’analisi di Juventus-Udinese

Si è concluso con un successo della Juventus il match dello Stadium, con la formazione di casa che archivia la pratica Udinese con un gol per tempo. Nel 2-0 maturato ieri sera, emergono diversi spunti di riflessione che riguardano il campo e non solo.

Nel primo tempo ritmi molto bassi. Un colpo di Dybala sblocca il match

La Juventus che scende in campo qualche giorno dopo la nefasta sconfitta in Supercoppa ha l’obiettivo di conquistare tre punti per mettere apprensione all’Atalanta. Per farlo però deve avere la meglio su una squadra, l’Udinese, molto compatta che quando si difende è molto abile nel chiudere le linee di passaggio.

Il copione della gara dello Stadium sembra proprio rispecchiare da subito il pronostico della vigilia: padroni di casa che gestiscono il possesso del pallone, con la formazione friulana molto corta, pronta a sfruttare le ripartenze con la velocità di Deulofeu e la strapotenza fisica di Beto.

Tale disposizione difensiva mette in evidenza i limiti della Vecchia Signora nell’imbastire azioni pericolose. Per aprire le maglie di difese così chiuse, servirebbe infatti un giro palla veloce per cercare di far muovere l’avversario in modo da trovare gli spazi da poter attaccare.

Allegri sceglie Arthur a dettare i tempi di gioco, con Dybala che funge da raccordo tra centrocampo e attacco, a supporto dell’unica punta Kean, preferito a Morata. Sugli esterni Kulusewski a destra e McKennie a sinistra hanno il compito di dare qualità e imprevedibilità per far crollare il muro eretto dagli ospiti.

Juventus che fatica a trovare spazi: la squadra è lunga e i reparti lontani

Nonostante i presupposti ci siano tutti, i bianconeri fanno fatica a creare occasioni da gol, sia per la mancanza di movimenti senza palla e sia per una trasmissione del pallone troppo lenta e prevedibile.

Tra gli ospiti da segnalare l’ottima prova di Arslan che soprattutto nella prima frazione si rende molto utile in fase di non possesso.

Pellegrini e Cuadrado arrivano poche volte sul fondo, mentre Kulusewski non riesce mai a vincere un duello individuale, risultando uno dei peggiori dei suoi. In gare come queste, la squadra di casa si è sempre aggrappata alle giocate del singolo per risolvere situazioni apparentemente ingarbugliate.

E anche oggi a togliere le castagne dal fuoco ci pensa il numero 10: Paulo Dybala. In una delle rare volte in cui il ritmo viene alzato, la Juve trova il vantaggio. Arthur con una traccia verticale trova tra le linee Kean che di prima pesca Dybala che con il suo sinistro educato trova il gol dell’1-0.

Un gol cercato e voluto, soprattutto viste tutte le parole dette in settimana sul suo rinnovo: una situazione che “il diez” sicuramente non sta vivendo con la massima serenità. E il suo stato d’animo viene mostrato dalla non esultanza e da quell’occhiata rivolta alla tribuna quasi a voler rivendicare uno status di cui ora si sente privato.

Nonostante le difficoltà incontrate, la Juve non subisce mai le avanzate dei friulani, soprattutto grazie all’ottimo primo tempo di Bentancur. Il centrocampista uruguaiano dopo prestazioni non all’altezza, si riscatta fornendo una fase di interdizione molto efficace.

Nel secondo tempo una Juve pratica chiude la partita con McKennie

Nella ripresa Allegri prova a cambiare volto alla squadra con gli ingressi di Locatelli per Arthur e di Bernardeschi per Kulusevski. Un grosso rischio per il tecnico livornese, in quanto schiera in contemporanea i due diffidati alla vigilia della gara con il Milan.

L’importanza di questa vittoria è grande a tal punto che i bianconeri hanno quasi il timore ad aumentare i giri del motore per evitare di esporsi al contropiede avversario. La paura di prendere gol fa si che il secondo tempo prosegua sulla falsa riga del pieno. La Juventus attacca timidamente e l’Udinese non fa molto per tentare di pervenire al pareggio.

Non si registrano infatti azioni pericolose dalle parti di Padelli, eccetto uno scambio nello stretto e conclusione di Dybala che finisce a lato. La Joya sembra essere il primo a voler mettere il punto a questa sfida.

Ed è proprio il fantasista argentino che fa partire l’azione del 2-0: una manovra nella quale, ancora una volta, risulta essere determinante il movimento senza palla. Su un lancio chirurgico del 10 juventino, Morata taglia da sinistra verso il centro dell’area, liberando la corsia di sinistra per la sovrapposizione di De Sciglio.

Il terzino azzurro (subentrato a uno spento Pellegrini) confeziona un assist al bacio che premia l’inserimento di McKennie, sempre molto abile ad attaccare alle spalle gli avversari. Secondo gol in pochi giorni per l’americano, la cui dinamicità sta diventando un fattore sempre più imprescindibile.

Ancora molto lavoro da fare per Allegri (Juventus Twitter)

Allegri striglia la squadra e prova a smorzare la “questione Dybala”

La vittoria dei bianconeri visto il modo in cui è arrivata non può di certo far dormire sonni tranquilli. E’ dello stesso avviso Massimiliano Allegri, che nella conferenza del post-partita, sottolinea quanto sia importante accelerare il processo di crescita della squadra: “Noi non possiamo prescindere dal ritmo e dalla corsa – ha concluso -. Se teniamo il ritmo alto, vengono fuori le qualità. E’ una questione di esperienza. Nella gestione della gara ci manca ancora qualcosa e quindi dobbiamo correre e avere intensità. Serve pazienza. Stasera mi sono arrabbiato molto in campo, ma poi ho parlato alla squadra. Più velocemente capiscono, più velocemente crescono

Il tecnico livornese ha parlato anche della non esultanza di Dybala, cercando di smorzare i toni: “Chi cercava con lo sguardo dopo il gol? In tribuna non c’era nessuno, ha simulato la presenza dei tifosi

La Juventus ottiene un’importante vittoria senza brillare, trascinata dai colpi individuali di un giocatore dalla leadership tecnica indiscussa, ma con un futuro tutto da decifrare. Un grosso equivoco da risolvere al più presto.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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