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martedì 4 Ottobre 2022

De Ligt alza il muro, Danilo cuore Juve. L’analisi di Atalanta-Juventus

Finisce con un pareggio il posticipo della 25esima giornata tra Atalanta e Juventus, in una gara che ha fatto divertire gli amanti del calcio e che, lascia rimpianti per entrambe le compagini. Altra prova convincente della squadra di Allegri, che a tratti disputa una gran gara e nel finale conquista un punto fondamentale che tiene apertissimo il discorso quarto posto.

Primo tempo di grande livello della Juventus. Prestazioni sontuose di Rabiot e McKennie

I bianconeri ripropongono il 4-3-3 che nelle ultime settimane ha dato risposte importanti soprattutto per l’interpretazione del tridente offensivo. E anche dalle prime battute del match al Gewiss Stadium, si intuisce che la Juve sta ancora trovando la sua identità.

I primi 20 minuti disputati dalla Vecchia Signora sono i più belli e a tratti esaltanti visti fino ad ora. Nonostante la Dea per bloccare l’inizio azione degli avversari cerchi di incollare Koopmeiners su Locatelli, la Juve attraverso un continuo movimento senza palla riesce sempre a trovare spazio per creare trame di gioco piacevoli, ma soprattutto efficaci.

La trama verticale che porta Vlahovic a scaldare i guantoni di Sportiello dopo pochi minuti, è il sintomo che la formazione ospite inizia ad affrontare le gare con un approccio totalmente diverso. Nel favorire la pericolosità del trio pesante, da segnalare il grande lavoro svolto dai due interni di centrocampo Rabiot e McKennie, che si allargano spesso consentendo a Morata e Dybala di venire a giocare dentro al campo per rimanere il più vicino possibile a Vlahovic.

La loro intesa è sempre più evidente, e nessuno dei tre dà l’impressione di voler primeggiare sull’altro. Un’altra conclusione pericolosa di Dybala, smarcato da un’altra giocata verticale di McKennie, chiude una fase di gara a forti tinte bianconere.

L’Atalanta chiude il primo tempo in crescendo, ma sbatte contro de Ligt

La Dea, forse anche un po’ stupita dall’atteggiamento offensivo juventino, prende in ritardo le adeguate contromisure, ma una volta superata la fase di empasse, mette la testa fuori dalla propria area e riprende a giocare.

Falcidiata dagli infortuni e da squalifiche, Gasperini fa esordire Boga che agisce alle spalle di Muriel, unica punta a disposizione del tecnico vista la pesante defezione di Zapata. I nerazzurri attraverso il loro celebre gioco veloce ed intenso cercano di aprire le maglie di una Juventus che, in fase di non possesso, si difende molto bassa ed ha una grande disponibilità anche degli esterni offensivi.

Soprattutto Morata si rende protagonista di un paio di recuperi importanti che testimoniano il grande stato di forma fisico che sta attraversando l’attaccante spagnolo, sempre più a suo agio nel suo nuovo ruolo.

Nonostante le difficoltà, i nerazzurri in un paio di ripartenze si rendono molto pericolosi dalle parti di Szczesny, ma non riescono a concludere verso la porta. Per due volte, Boga deve vedersela con un de Ligt in stato di grazia, che con il corpo respinge le sue conclusioni, mettendo così l punto esclamativo su un primo tempo di grande livello.

Atalanta Juventus
Matthijs de Ligt

Nella ripresa regna l’equilibrio. Juve molto imprecisa in zona gol

Il secondo tempo riprende sulla falsa riga del primo, con entrambe le squadre che hanno voglia di vincere. Ci sono molti contrasti che alzano la temperatura sugli spalti, uno su tutti: il duello tra Vlahovic e Demiral è uno scontro che si trascina per tutta la gara, fatto di sportellate e qualche colpo proibito. Una sfida nella sfida che incarna perfettamente la voglia delle due compagini di avere la meglio sull’altra.

La squadra di Allegri continua a provare a rendersi pericolosa, ma in più di un’occasione sbaglia l’ultima scelta nei metri decisivi. Prima Morata e poi Vlahovic non hanno la lucidità necessaria per fare la cosa giusta, e la gara prosegue su un precario equilibrio che potrebbe essere rotto solamente da un episodio.

Ennesimo gioiello di Malinowski. Juve al tappeto, anzi no

Come spesso capita in questo sport tanto affascinante quanto imprevedibile, nel momento di spinta della Juventus arriva il gol dell’Atalanta. Subentrato dalla panchina, Malinowski scaraventa in porta un missile che si infila alle spalle di Szczesny e porta la Dea in vantaggio a 10 minuti dalla fine. Una doccia gelata per gli uomini di Allegri che passano dal +1 sull’Atalanta ad un potenziale -4.

Una batosta che potrebbe mettere ko qualsiasi squadra. La Juve no, specie quella dell’ultimo periodo. Il tecnico livornese si gioca il tutto per tutto inserendo Akè, Cuadrado e Kean per l’assalto finale. Un assalto di orgoglio e cuore, che inevitabilmente presta il fianco alle ripartenze dei bergamaschi, che con Hateboer vanno vicinissimi al 2-0.

Solo la traversa salva i bianconeri: un colpo di fortuna per alcuni, un segno premonitore per altri. Già, perchè la Juve trova la forza per un ultimo disperato tentativo dalla baniderina e Dybala (altra bella prova per la Joya) pennella sulla testa di Danilo il pallone dell’insperato 1-1.

Il terzino brasiliano esulta sotto lo spicchio bianconero, bacia la maglia e si gode l’abbraccio dei suoi compagni, per un punto che vale moltissimo in chiave Champions, e che non interrompe la lunghissima striscia di risultati utili della formazione sabauda.

Il gol del pareggio di Danilo (Juventus Twitter)

Parola d’ordine: continuità

Non nasconde la sua contentezza per quanto visto in campo Massimiliano Allegri. Il tecnico della Juventus nella conferenza post-match analizza così il punto guadagnato dai suoi: “È stata una partita divertente, perdere una gara del genere sarebbe stato un dispiacere, i ragazzi ci hanno creduto fino alla fine e hanno trovato il pareggio. Avevamo la possibilità di andare davanti al portiere anche all’ultima azione. È stata una bella partita tecnicamente parlando, è un risultato buono per noi che allunga la striscia positiva

Una squadra totalmente diverso rispetto a quella del girone di andata, che ora non può far altro che migliorare dando seguito alle ultime ottime prestazioni: la Juventus di Allegri inizia davvero a prendere forma.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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