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martedì 4 Ottobre 2022

Dalle critiche al riscatto: Szczesny e Bernardeschi riconquistano la Juve

Nel match dello Juventus Stadium, i bianconeri hanno superato per 2-0 il Cagliari avvicinandosi sensibilmente al quarto posto. Nella gara dell’altro ieri sono spiccate su tutte le prestazioni di Szczesny e Bernardeschi, due giocatori dal rendimento spesso criticato dai sostenitori juventini. Tuttavia, attraverso il lavoro, ma soprattutto il campo, i due giocatori stanno facendo compiere una vera e propria inversione di tendenza alle opinioni della critica.

Il ritorno del vero Szczesny: dall’errore con Okaka alla paratona su Joao Pedro

Per raccontare la parabola ascendente dell’estremo difensore polacco si deve necessariamente tornare a inizio campionato. L’errore madre è quello su Okaka, un controllo totalmente sbagliato che consente a Deulofeu di pareggiare nel finale match d’esordio.

Ma se inizialmente si poteva pensare a un incidente di percorso, con il tempo si capisce che la situazione sia più difficile di quanto sembri. Gli errori con Napoli e Spezia testimonieranno il momento no di Szczesny, che verrà preso di mira da stampa e tifoseria, ma che troverà sempre in Allegri il suo primo difensore.

A onor del vero il tecnico livornese, nonostante molti tifosi avrebbero voluto inizialmente un cambio tra i pali, non ha mai nascosto la piena fiducia riposta nel portiere, e ad ogni conferenza stampa ha sempre speso parole di conforto per il portiere. Ed è proprio in questi momenti in cui ogni cosa va storto, che un calciatore deve far affidamento alla propria autostima e personalità per uscirne: caratteristiche che a Szczesny non mancano affatto.

Il numero uno della Juventus ha saputo rimanere in silenzio e attraverso il lavoro ha ripreso piano piano confidenza con i propri mezzi migliorando sensibilmente le proprie prestazioni. Soprattutto negli ultimi mesi è stato autore di interventi risultati decisivi per le vittorie bianconere, come il rigore parato a Veretout contro la Roma. L’intervento provvidenziale di ieri su Joao Pedro è il culmine di una crescita che ha portato la Juventus a riavere tra i pali la certezza che gli è mancata per diverso tempo.

Finalmente Berna!

26 Luglio 2020. Una data lontanissima, appartenente quasi ai libri di storia. Eppure quel giorno coincideva con l’ultimo gol di Bernardeschi in Serie A con la Juventus. Era JuventusSampdoria e la sua rete contribuiva a consegnare alla Vecchia Signora l’ultimo dei nove scudetti consecutivi.

Sono passati 513 giorni da quella calda serata, e ieri finalmente il numero 33 ha ritrovato la via del gol. Il giusto sigillo a un’altra prestazione da incorniciare per il Nazionale italiano, che ha il merito di entrare anche nell’azione del gol di Kean. Ora le gare positive dell’ex Fiorentina iniziano ad essere tante, proprio in un momento critico per la formazione piemontese.

Con diversi giocatori chiave ai box (Dybala e Chiesa su tutti), sta diventando un punto di riferimento del pacchetto avanzato attraverso giocate di assoluta qualità: l’assist con tunnel incorporato che mette Morata davanti a Skorupski in quel di Bologna è una giocata per palati sopraffini. Nonostante il suo personalissimo magic moment, il rapporto con i supporters bianconeri non è stato dei più facili.

Arrivato nell’estate del 2017 dai viola, “il Berna” non ha mai trovato continuità nelle sue prestazioni, alternando giornate opache a momenti che sono rimasti negli occhi e nel cuore degli appassionati. È ancora nelle menti degli juventini la sua partita perfetta nella rimonta Champions ai danni dell’Atletico, nella quale il mancino di Carrara fa il bello e il cattivo tempo. Ma si sa che performare a certi livelli, comporta aspettative molto alte, che non sempre sono state soddisfatte.

Non sono poche le volte in cui negli ultimi anni, le sue uscite dal campo sono state accompagnate dai fischi. Tuttavia, il classe ’94 non ha mai mollato, tanto da riuscire in questa stagione a trasformare i fischi in applausi.La standing ovation che lo Stadium gli ha tributato ieri alla sua uscita dal campo è il giusto tributo alla determinazione e alla volontà di questo ragazzo.

Storie simili e destini incrociati: Szczesny e Bernardeschi dopo un momento buio, guidano la Juve all’assalto della zona Champions.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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