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martedì 4 Ottobre 2022

Cuadrado impreciso, Vlahovic fa parlare il campo. L’analisi di Villarreal-Juventus

Finisce con un pareggio per 1-1 l’andata dei quarti di finale tra gli spagnoli e i bianconeri. Allo Stadio della Ceramica, dopo una prima ora ottima, la Juventus abbassa i ritmi e consente alla formazione di casa di trovare il gol del pari. Un risultato giusto alla luce di quanto fatto vedere in campo. Si deciderà tutto tra ventuno giorni allo Stadium, in quanto con l’abolizione della regola del gol in trasferta, il risultato maturato nella gara di questa sera non da alcun vantaggio nell’esito finale di questo doppio confronto.

Allegri cambia assetto: la Juve imposta a 3 e difende con una linea da 5

Era moltissima l’attesa per la gara andata in scena in terra andalusa, nella quale i bianconeri erano chiamati ad una risposta dopo il deludente pari casalingo con il Torino, e la Juve ci mette soli 32 secondi per rompere l’equilibrio del match.

A portare i bianconeri in vantaggio ci pensa l’uomo più atteso, quel Dusan Vlahovic tanto criticato dopo l’opaca prestazione nel Derby, si prende la scena con un gol d’autore: imbeccato da Danilo, il 7 bianconero attacca alle spalle la retroguardia avversaria, tiene lontano Albiol, e con un destro chirurgico la mette alle spalle di Rulli.

Un grande risposta quella dell’attaccante serbo. Dopo gli eccessivi giudizi negativi ricevuti dopo il Derby, ha voluto lanciare un chiaro segnale: il bomber bianconero conosce solo la lingua del gol.

Non poteva desiderare un inizio migliore la Juventus, che dopo neanche un minuto sposta l’inerzia della partita e della qualificazione a suo favore. Da subito si evince che la squadra di Allegri non è la stessa vista nell’ultima uscita in campionato, sia nell’atteggiamento e sia nella disposizione in campo.

Vista l’assenza di Dybala, tutti si aspettavano che il tecnico livornese riproponesse il 4-4-2 ibrido proposto soprattutto a inizio stagione, ma ben presto si capisce che l’allenatore bianconero ha apportato un importante accorgimento tattico.

Locatelli padrone del centrocampo

La Vecchia Signora si dispone in campo con il 3-5-2, con l’aggiunta di un uomo in più a centrocampo e con lo sfruttamento dell’ampiezza del campo, per tamponare la velocità degli esterni avversari, molto abili nell’uno contro uno.

La strategia adottata dai bianconeri funziona. La formazione sabauda occupa molto bene il campo; nella fase di non possesso il trio difensivo formato da Danilo, De Ligt e Alex Sandro disinnesca molto bene le sortite offensive dei padroni di casa, grazie anche all’aiuto degli interni di centrocampo che raddoppiano frequentemente sulle corsie laterali.

In tal senso, ottima prova nel primo tempo di Rabiot, protagonista di un paio di recuperi determinanti: il suo intervento su Lo Celso è determinante per impedire che la conclusione dell’argentino termini in rete.

I bianconeri risultano essere molto efficaci anche nella costruzione della manovra, guidati da un Locatelli che dal fischio d’inizio prende in mano il joystick e telecomanda la costruzione della manovra bianconera.

In più di una situazione di gioco, la Juve riesce a eludere molto bene la prima pressione avversaria e con pochi passaggi arriva velocemente nella metacarpo avversaria. Prima Locatelli e poi Morata non riescono a finalizzare delle ottime trame di gioco.

Una buonissima prima frazione da parte della formazione bianconera, che soffre pochissimo l’avversario e ha come unico rammarico quello di non aver incrementato il vantaggio.

Ripresa a due facce: la Juve prima comanda la gara, poi si distrae

La ripresa inizia con la netta sensazione che il copione della gara non abbia subito alcuna modifica. Nella Juventus Bonucci prende il posto dell’infortunato Alex Sandro (buona la sua prova da centrale di sinistra) e la gara prosegue con la formazione ospite che, sempre più padrona del campo cerca di mettere una seria ipoteca sul discorso qualificazione.

Esclusa l’occasione di Morata imbeccato da McKennie, le sortite offensive della squadra di Allegri non si tramutano in vere e proprie occasioni, ciò dovuto soprattutto a molti errori tecnici nell’ultimo passaggio.

Su tutti va segnalata la brutta prestazione di Cuadrado. Il centrocampista colombiano non riesce mai a rendersi pericoloso, ritrovandosi molto spesso a cercare di limitare le avanzate di Pedraza.

Su un grave errore difensivo, Parejo trova il pareggio

Il mancato colpo del ko da forza al sottomarino giallo, che “emerge dall’acqua” e alza il proprio baricentro. Complice un secondo tempo sottotono di De Sciglio, il Villarreal torna a spingere molto sulle corsie esterne, costringendo la Juventus a rimanere molto bassa, perdendo di fatto quell’atteggiamento propositivo che aveva contraddistinto i primi 60 minuti di gioco.

I bianconeri si distraggono e concedono il pari spagnolo, in una situazione di gioco nella quale le responsabilità sono da dividere: sul lancio di Capouè, Rabiot non assorbe l’inserimento di Parejo, de Ligt si fa attrarre dall’ unica maglia gialla in area di rigore e De Sciglio non fa la diagonale. Si crea così un buco riempito dal centrocampista della formazione di casa che è libero quindi di battere Szczesny.

Da quell’istante la Juventus fa fatica a costruire azioni degne di nota, e la contemporanea uscita dal campo di Locatelli, toglie alla squadra l’unico centrocampista in grado di garantire verticalità al gioco.

L’ultimo lampo della serata è ancora di Vlahovic, un giocatore dall’enorme potenziale, e che forse viene ancora servito con troppa poca continuità.

A onor del vero, neanche il Villarreal si rende pericoloso, e al triplice fischio, il verdetto del campo rispecchia l’equilibrio di questi primi 90 minuti.

Allo Stadium una finale da vincere

L’esito della gara in terra andalusa fa acquisire al match di ritorno le fattezze di una vera e propria finale. Con il nuovo regolamento, non basterà infatti lo 0-0 per superare il turno. I bianconeri, per conquistare il pass per i quarti, dovranno battere la formazione spagnola.

Nel post partita, Allegri si concentra molto sul cinismo che nella fase cruciale della gara, è venuto meno: “Era una partita che andava giocata in questo modo, ricercando l’ampiezza, perchè loro giocando con le linee molto strette l’ampiezza l’hanno sofferta molto. Nel secondo tempo avevamo la partita in pugno e purtroppo siamo stati un po’ leggeri,leggeri,come quando diventiamo un po’ troppo bellini durante il gioco diventiamo meno cattivi”.

Una cattiveria di cui i bianconeri avranno un grande bisogno tra 15 giorni, dove allo Stadium la Vecchia Signora si gioca una fetta importante di stagione.

Con qualche recupero dall’infermeria e con un Vlahovic così, la Juventus ha tutte le carte in regola per passare il turno. Dall’edizione 2018-2019 i bianconeri non superano gli ottavi e, dopo due cocenti eliminazioni, è arrivato il momento di interrompere questa pessima abitudine.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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