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martedì 29 Novembre 2022

C’era una volta la Juventus: clamorosa sconfitta in Champions contro il Maccabi Haifa

I bianconeri escono sconfitti per 2-0 dalla trasferta in Israele e mettono a repentaglio la qualificazione agli ottavi di Champions, anche se matematicamente il passaggio del turno è ancora possibile. Intanto Allegri porta la squadra in ritiro in vista del derby della Mole.

Clamoroso tonfo europeo per la Juventus. I bianconeri bissano la sconfitta di San Siro perdendo in casa di un modestissimo Maccabi Haifa per 2-0. Una caduta che per certi versi era preventivabile alla vigilia, complice una squadra totalmente smarrita e con una guida tecnica incapace di trovare la soluzione ai problemi di un ambiente in totale confusione. A fine partita il presidente Agnelli conferma la fiducia ad Allegri, ma la situazione in casa Juventus con il passare dei giorni si fa sempre più complicata.

Un atteggiamento a dir poco preoccupante

Era la partita da dentro o fuori, una partita che i bianconeri non si sarebbero mai potuti permettere di sbagliare. Eppure, nonostante l’importanza della gara e gli annessi rimandi al cuore e alla passione del tecnico bianconero espressi nella conferenza stampa di vigilia, la Vecchia Signora bianconeri dimostra, qualora c’è ne fosse stato ancora bisogno, che quel giocattolo perfetto che ha regalato un decennio di trofei e successi prestigiosi, si è rotto.

Allegri a sorpresa decide di estromettere dall’undici di partenza Bremer (sostituito da Rugani) e soprattutto Milik, tornando al 4-4-2 “storto” con Cuadrado esterno destro e con Di Maria ad agire alle spalle di Vlahovic. A differenza a quanto espresso nelle ultime uscite, questa volta i bianconeri non entrano mai in partita. Fin dalle prime battute infatti si assiste a un vero e proprio monologo della formazione di casa, che dopo aver scaldato i guanti a Szczesny, trova dopo pochi minuti il vantaggio con un colpo di schiena di Atzili. La Juventus dopo il primo schiaffo della serata reagisce in maniera confusa, disordinata, senza mai impensierire la retroguardia avversaria, che argina molto bene un Vlahovic sempre più nervoso e che non riceve mai un pallone da poter indirizzare in porta.

A complicare la serata europea ci pensa Di Maria, che dopo soli 24 minuti si arrende all’ennesimo problema fisico che sta segnando la sua esperienza sotto la Mole, ed è costretto a lasciare posto a Milik. L’infortunio del “Fideo” è solo l’antipasto di una debacle annunciata che si completa al tramonto del primo tempo. Su una ripartenza veloce, Atzili trova il gol del raddoppio che coincide anche con la doppietta personale: una giornata da incorniciare per l’esterno offensivo della formazione israeliana, perché coincidono con i primi due gol segnati in Champions League.

Tolto un colpo di testa di Vlahovic su invito di Cuadrado, la Juventus appare compassata e lenta, e non dimostra in nessun modo di potere e soprattutto volere ribaltare il risultato. Una squadra che non è squadra, un primo tempo drammaticamente coerente con quanto i bianconeri hanno dimostrato in questi primi mesi di stagione.

Cuadrado in azione (Juventus Twitter)

Secondo tempo pericolosamente coerente con il primo

Chi pensava che la Juventus avesse capito la gravità di quanto stava accadendo ci mette davvero poco a ricredersi. Già, perché tutto il secondo tempo della formazione ospite rappresenta una drammatica continuità di quanto fatto vedere nella prima frazione di gioco. In questa sconcertante difficoltà, il Maccabi ne approfitta e, spinto da un tifo incessante, gestisce senza troppe difficoltà il vantaggio accumulato, chiudendo la gara con gli “olè” del pubblico.

Uno scenario troppo brutto per essere vero, ma che rappresenta il ritratto perfetto del momento dei bianconeri, che sono passati dall’essere una corazzata a un corpo senz’anima e cuore.

Anche gli ingressi di Kostic, Locatelli e Kean non cambiano l’inerzia della partita, e la squadra non fa altro che manifestare la sua inferiorità di fronte a un avversario sicuramente inferiore dal punto di vista tecnico, ma che sicuramente questa sera a ridotto il gap apparente con l’avversario a tal punto da farlo scomparire del tutto.

In difesa delle proprie scelte (sbagliate)

Al termine dell’ennesima figuraccia offerta dalla Juventus è intervenuto anche il presidente Andrea Agnelli che si è dichiarato dispiaciuto e con un profondo senso di vergogna per il momento dei bianconeri. Il numero uno bianconero ha confermato la fiducia alla guida tecnica rimandando di fatto ogni decisione a fine stagione, rivendicando il modus operandi della Vecchia Signora. Un metodo che però non si è mai dovuto interfacciare con una situazione simile, nella quale dopo soli 2 mesi serve praticamente un miracolo per crede che la stagione della Juventus possa avere ancora un senso; si è peggiorato anche il brutto avvio dello scorso campionato, e molti si chiedono se con un’altra guida tecnica, i cui rapporti andavano oltre quello professionale, il presidente si sarebbe comportato nello stesso modo.

Sta di fatto che ora i bianconeri staranno insieme in ritiro per preparare al meglio la partita di sabato con il Toro. Al termine della partita, Allegri ha detto che il ritiro potrebbe servire per stare più insieme e per guardarsi negli occhi, anche se in momenti come questi, risulta molto difficile credere che gli occhi del tecnico livornese siano ancora in grado di trasmettere ai suoi le motivazioni per uscire da questo momento: c’era una volta la Juventus, c’era una volta Massimiliano Allegri.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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