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domenica 3 Luglio 2022

Candiolo, infuriano le polemiche dopo la concessione dei campi da calcio al Garino

Il Garino vince il bando di concessione del Comune offrendo appena 1.500 euro all'anno in più di canone rispetto all'ASD Candiolo. Walter Borgognoni: "Siamo sconvolti, ora dove andranno a giocare i nostri ragazzi?"

“Stiamo vivendo una situazione kafkiana”. A parlare Walter Borgognoni, direttore sportivo del settore giovanile dell’ASD Candiolo, rimasta senza campo dopo l’apertura di un bando di concessione da parte del comune.

Ma facciamo un passo indietro. La società sportiva diretta da Andrea Loddo ha svolto la propria attività sui campi del Village di Candiolo per diversi anni, durante i quali sono stati ripristinati gli spazi. Un lavoro di ripristino che, “anche grazie all’Academy con la squadra del Toro” come sottolinea Borgognoni, ha portato all’aumento d’interesse di giovani atleti. Da 80 ragazzi, infatti, l’ASD Candiolo ne conta ora circa 300. “In questi anni – prosegue Borgognoni – siamo cresciuti e siamo diventati un punto di riferimento non solo sportivo ma anche sociale”.

Proprio per questo la società candiolese aveva deciso di chiedere al comune la proroga della concessione. “Nel novembre del 2021 abbiamo fatto richiesta di proroga a 12 anni, – spiega il direttore – esattamente il lasso di tempo che il comune aveva concesso per la gestione dei campi di padel”, anch’essi all’interno del Village. Tuttavia, il Comune indice il bandoUna decisione che ha sconvolto la società candiolese.

“Ci ha stizzito, ma abbiamo accettato”, afferma Fabrizio Novarese, direttore generale della società. “Siamo una società di alto livello, una squadra élite riconosciuta”, che voleva dare continuità di gestione al Village.

Candiolo calcio
Striscione di protesta dell’ASD Candiolo

L’apertura del bando di concessione

Il bando si apre e oltre all’ASD Candiolo partecipa la squadra calcio del Garino, frazione di Vinovo. “Nel bando – spiega Novarese – si sarebbe dovuta dare priorità all’aspetto sociale con un tetto massimo di investimenti di 350mila euro”. All’uscita delle buste, una sorpresa amara per il Candiolo. Il rialzo del canone d’affitto da 6.600 euro annui a 10.000. “Il nostro progetto sociale – afferma Borgognoni – era risultato vincente”, ma il Garino mette sul piatto del canone un rialzo del 20% contro il 5% del Candiolo. 10.500 euro contro 12.000. Una perdita a rialzo che vede finire la concessione nelle mani del Garino.

Scatta così la protesta sociale della società, che scende in strada per una passeggiata al grido “Il Village è casa nostra”.

Quale sarà il destino dei giovani calciatori tesserati con il Candiolo?

Cosa faranno i ragazzi? Dove andranno a giocare? Queste le preoccupazioni dell’ASD Candiolo. Sui campi del Garino si alternano i ragazzi rosso-blu e le ragazze della Juventus giovanile. Borgognoni ipotizza un possibile scenario sull’utilizzo dei campi. “Al campo del Garino giocherà la Juventus giovanile in rosa, il Garino verrà a Candiolo. E i nostri ragazzi?”, si chiede Borgognoni, che pensa di fare ricorso al TAR. “Non è escluso che sia un errore tecnico – spiega Novarese – è strano che per un’attività sociale si arrivi ad utilizzare il principio del rialzo”. Tra i giudici dei progetti presentati al comune di Candiolo era presente anche il comune di Vinovo. “Bizzarro – dice Novarese – che il comune giudicato sia anche il giudicante. Non mi sembra opportuno”.

Le due società si erano anche confrontate. “Abbiamo parlato con Garino prima del bando, siamo stati fidanzati per un po’, ma non si siamo sposati”, ha ironicamente commentato Novarese.

“Sembrava che si dovesse arrivare ad accordi – spiega Gianni Matacchione, presidente del Garino – ma ci sono stati continui cambi di opinione”. “Durante l’ultimo incontro, a bando già pubblicato, non c’è stata nessuno controproposta e si è deciso di camminare ognuno sulle proprie gambe”.

Il presidente Matacchione continua spiegando che quello del Candiolo è “un discorso strano” e non vede il perché della polemica. “Le regole dell’appalto erano chiare. Le formule matematiche erano pubblicate sul bando”, spiega Matacchione. “Abbiamo rialzato di un 20% su una cifra piccola, pensando di aumentare a 12mila euro annui in base ai 12 mesi dell’anno”. Insomma, mille euro di affitto al mese per una questione di puro conto economico a cifra tonda.

Matacchione: “Chi vuole giocare al Candiolo continuerà a giocarci”

Matacchione tiene poi a precisare che non è mai stato detto che i bambini verranno lasciati senza campo. “Chi vuole rimanere a giocare è bene accetto. Chi vuole giocare al Candiolo continuerà a giocare al Candiolo”. E sul presunto ricorso al TAR dice: “non capisco a che pro, visto che hanno perso sulla parte economica. È un calcolo matematico e non ci si può fare nulla”.

Le formule del bando, per Matacchione, erano chiare. “Sulla parte tecnica-sociale era ovvio che loro vincessero, ne conoscono di più gli aspetti”, ammette il presidente che dichiara di avere un importante progetto per il Village. “Ci piacerebbe fare un comunicato ufficiale – spiega – ma prima di esprimere il progetto aspettiamo l’ufficialità dell’assegnazione”. “A quel punto faremo una conferenza stampa”.

E alla domanda se terrà figure dirigenziali attuali nella nuova gestione, Matacchione risponde che se ci fosse stata concordia si sarebbero mantenute tutte le figure del Candiolo. “Gli allenatori chi li tocca” aggiunge, ma sul “consiglio direttivo attuale lascio a voi le conclusioni. Obiettivamente sono usciti con post al limite della diffamazione”.

I toni accesi della discussione innescati dalla mancata concessione al Candiolo hanno parecchio scaldato la situazione, anche sui gruppi social candiolesi. Tanto che il sindaco candiolese, Stefano Boccardo, ha chiesto ai propri cittadini di raffreddare gli animi. Delle parole forti utilizzate se ne scusa Fabrizio Novarese, “ho esagerato”. Intanto, Boccardo ha indetto un incontro pubblico per il 30 giugno, al termine del consiglio comunale. Alle ore 19 si approfondiranno le questioni del Village e si farà il punto sul suo futuro.

Jessica Scano

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