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domenica 3 Luglio 2022

Bentancur tuttofare, Locatelli tradito dall’emozione. L’analisi di Milan-Juventus

È terminata con un pareggio a reti bianche la supersfida tra Milan e Juventus. Un risultato che scontenta entrambe le squadre, incapaci di prevalere in una sfida con poche emozioni e molti scontri in mezzo al campo. Tradite quindi le premesse della vigilia: coloro che si aspettavano di assistere a una partita palpitante è rimasto profondamente deluso.

Buon ritmo ma poche occasioni nel primo tempo

I bianconeri, disposti in campo con il solito 4-2-3-1, iniziano la gara con il piglio giusto, occupando la metà campo del Milan fin da subito. È una Juventus propositiva quella delle prime battute del match, grazie ad un giro palla fluido che costringe i rossoneri, probabilmente stupiti dall’atteggiamento degli ospiti, ad abbassarsi.

Nonostante l’ottimo atteggiamento, i bianconeri fanno fatica a rendersi pericolosi. L’unico spunto degno di menzione è un assolo di Cuadrado che a metà primo tempo calcia a lato.

Una produzione offensiva troppo sterile per una squadra che, visto il pari dell’Atalanta, dovrebbe avere una determinazione ben più marcata in zona gol. In merito alla pericolosità della Juventus, non arriva neanche il contributo sperato di McKennie. L’americano schierato a sinistra, nonostante la solita prova di corsa e di attenzione in fase difensiva, non riesce mai a rendersi pericoloso con i suoi classici inserimenti alle spalle della linea difensiva avversaria.

Il Milan dal canto suo, perde dopo pochi minuti Ibrahimovic per problema al tendine d’Achille della gamba sinistra, impedendo agli appassionati di assistere al celebre duello con il rivale sportivo Chiellini. Al posto dell’attaccante svedese entra Giroud, con il compito di tenere alta la squadra per favorire l’inserimento dei compagni.

A parte una conclusione di Leao e un tiro dal limite di Calabria, anche i rossoneri non si rendono pericolosi, complici sia la serata storta di alcuni suoi interpreti (Messias e Diaz su tutti) sia per l’ottima disposizione dei bianconeri in fase di non possesso.

Ottima prova di Rugani, De Sciglio si arrangia come può

Allegri, per tamponare le scorribande di Theo Hernandez e Leao si affida a De Sciglio. Il terzino classe ’92 è chiamato a un compito tutt’altro che semplice, specie se deve fronteggiare i due giocatori più in forma del Milan. Nonostante la difficoltà dell’impegno e qualche sgasata di Leao impossibili da leggere, il laterale bianconero è autore di una partita attenta e diligente che le consente di guadagnarsi una piena sufficienza.

Nel reparto arretrato spicca la prova di Rugani. Chiamato a sostituire de Ligt (fermato da una gastroenterite) il centrale ex Empoli sfodera una prestazione praticamente perfetta. Nel primo tempo è autore di un paio di chiusure determinanti e nel secondo tempo regge bene il duello fisico con Giroud quando transita dalle sue parti.

A contribuire alla ottima gara difensiva della Juventus la prova eccezionale di Bentancur. Il centrocampista uruguaiano si prende per distacco la palma di migliore in campo: per 90 minuti corre, pressa, lotta e recupera una quantità di palloni tale da far fatica a tenerne il conto.

Prestazione da dimenticare invece per Locatelli. Il “cervello” dei bianconeri questa sera appare con la mente annebbiata, forse per il valore che per lui aveva la gara. Visto il suo passato da giocatore rossonero, la voglia di far bene era tanta, forse troppa per riuscire a mantenere quella lucidità che lo contraddistingue. Una serata no per il centrocampista azzurro, probabilmente travolto dall’emozione provocata nell’incontrare quel passato che lo ha fatto conoscere al grande calcio.

I numeri della partita di Bentancur

Nella ripresa le due squadre si accontentano del risultato

Dopo un primo tempo di tanta fisicità ma con poche giocate degne di nota, il secondo tempo non perde l’atteggiamento conservativo che ha caratterizzato gran parte della prima frazione di gioco.

A causa anche delle pessime condizioni del terreno di gioco, le due squadre perdono le distanze e manifestano tutte le difficoltà fisiche per arrivare in fondo alla partita. Il Milan aumenta la percentuale sul possesso palla e cerca spesso il fondo per cercare di sfruttare i centimetri di Giroud.

La Juventus, continua a difendersi con ordine ma una volta conquistato il pallone, rallenta la propria manovra, quasi come a voler intendere che il pareggio dalle parti dei bianconeri è un risultato gradito.

Davanti sia Dybala che Morata appaiono in ombra, con l’attaccante spagnolo che non riesce mai a far salire la propria squadra, controllato senza troppi affanni da Romagnoli e Kalulu.

La Joya, nonostante la solita volontà di agire come raccordo tra centrocampo e attacco, non si mette mai in luce in fase offensiva: gli zero tiri nello specchio della porta difesa da Maignan sono un dato emblematico della serata storta del 10 bianconero.

La gara si trascina verso il 90esimo con la sensazione che nessuna delle due squadre abbia l’energia per affondare il colpo, o quantomeno per provarci. Il fischio finale del direttore di gara appare quasi come un sollievo per l’infreddolito pubblico di San Siro, probabilmente deluso per quanto visto in campo.

Milan Juventus
Sandro Tonali inseguito alle spalle da Arthur (Twitter ACMilan)

Sorride Allegri: per lui il bicchiere è “tutto pieno”

Si conclude un mese molto complicato per la Juventus, che oltre i rossoneri ha dovuto affrontare avversari come Napoli e Roma. Non nasconde la propria soddisfazione il tecnico bianconero, che nel post-partita ritiene rispettata la sua personale tabella di marcia: “Il bicchiere è tutto pieno perché comunque la Juventus viene da molti risultati utili ed era importante chiudere questo mese di gennaio con tanti scontri diretti. Siamo a un punto dall’Atalanta che possono essere quattro, ma penso che la squadra stia facendo bene. Ci vuole tempo e lavoro, bisogna continuare. Ci sono delle cose da migliorare come gli ultimi trenta metri, il campo stasera ha creato delle difficoltà. È stata una partita intensa, il pareggio è giusto

Un passo indietro sul piano del gioco per la Juventus, un passo in avanti per Allegri, in una dicotomia tra proposta di gioco e praticità del suo tecnico che continua a perdurare.

A prescindere dalle correnti di pensiero, riusciranno i bianconeri con questo tipo di proposta di gioco a guadagnarsi l’accesso alla prossima Champions? Al campo, unico giudice imparziale, l’ardua sentenza.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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