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mercoledì 10 Agosto 2022

Bentancur anonimo, Szczesny-De Sciglio bestie nere. L’analisi di Roma-Juventus

La gara dell'Olimpico mostra una Juventus a due facce: un primo tempo nettamente sotto le aspettative e un secondo contraddistinto da compattezza, carattere e cambi azzeccati da parte di mister Allegri

Gol, errori, rimonta e controrimonta. Una vera e propria girandola di emozioni è andata in scena all’Olimpico tra bianconeri e giallorossi, che hanno dato vita al match più spettacolare della 21esima giornata.

Al triplice fischio gli uomini di Allegri (sostituito da Landucci perché squalificato) hanno avuto la meglio in una partita che ha lasciato qualche certezza e molti punti di domanda.

Juve timida nel primo tempo, aggrappata a un Dybala a tutto campo

La Vecchia Signora si è presentata all’Olimpico con l’idea di prendere in mano il gioco dalle prime battute; peccato però che l’idea non si tramuti in qualcosa di concreto. La Roma alza da subito il proprio baricentro e grazie a una resistenza non troppo forte degli ospiti, amministra la gara.

Il vantaggio di Abraham dopo pochi minuti è l’emblema del primo tempo della Juventus: calcio d’angolo, a difesa schierata, mancata comunicazione tra Bentancur e Rugani con il 9 giallorosso lasciato libero di colpire.

Non l’inizio che i bianconeri avrebbero voluto. Tuttavia, il colpo subito che doveva suonare da campanello d’allarme è solo il preludio a un primo tempo vissuto in totale apnea per Madama. Incapace di organizzare una manovra offensiva degna di nota, la formazione ospite è in costante balia della Roma, e si aggrappa alle individualità di Chiesa e, soprattutto, di Dybala.

È della Joya infatti l’unico squillo dei primi 45 minuti, che coincide con il momentaneo 1-1: controllo e sinistro educato sul palo lungo che non lascia scampo a Pau Lopez. Questa giocata è l’unica operata dall’argentino vicino alla porta avversaria. Il numero 10 infatti, complice la mancanza di idee nella manovra bianconera, si abbassa costantemente sulla linea dei centrocampisti in fase di costruzione; ciò permette a McKennie di riempire quello spazio per andare ad attaccare alle spalle la retroguardia giallorossa.

Questa mossa però non da i risultati sperati. La Juventus per tutto il primo tempo calcia una sola volta in porta e viene costretta ad inseguire l’avversario, complici molti errori in fase di disimpegno, soprattutto di Bentancur. Oltre al centrocampista, si aggiunge alla lunga lista degli impalpabili anche Kean. L’attaccante azzurro non sfrutta la chance concessagli dal tecnico livornese, anche se obbligato per lunghi tratti a giocare spalle alla porta.

Juventus Roma
Situazione di gioco ricorrente per tutta la gara: Dybala si abbassa sulla linea dei centrocampisti per iniziare l’azione

Cambi azzeccati e un duo inaspettato: nel secondo tempo cambia tutto

All’inizio della ripresa, la Juventus sembra non svegliarsi dal tepore che aveva contraddistinto la prima frazione, e il copione della gara non cambia. La Roma dal canto suo non ha nessuna intenzione di abbassare i ritmi. Mkhitaryan prima e Pellegrini poi mettono il punto esclamativo su una prestazione da incorniciare e, con due reti di distanza, i capitolini appaiono in pieno controllo del match.

Fino alla splendida punizione del capitano giallorosso, gli ospiti non si rendono mai pericolosi, prigionieri del loro spirito attendista e di quella mancanza di coraggio che servirebbe per ribaltare le sorti di questo confronto.

Tale sfrontatezza però, si palesa dalla panchina con gli ingressi di Arthur e soprattutto di Morata. Il centrocampista brasiliano aggiunge qualità alla mediana e con la sua pulizia nei passaggi, la squadra acquista fiducia e aumenta il proprio palleggio. Il suo ingresso libera anche Locatelli da compiti estremamente difensivi, consentendogli di giocare più vicino alla porta avversaria.

L’ex Sassuolo riprende così l’ormai arrugginita abitudine a rendersi pericoloso in zona gol: il colpo di testa con cui riapre la partita è segnale di un giocatore costretto per necessità a un ruolo che forse non ne esalta a pieno il potenziale. L’attaccante spagnolo, subentrato a Kean, allarga sensibilmente le maglie della retroguardia giallorossa, che non riesce mai a prenderne le misure. Il suo movimento senza palla consente ai bianconeri di non dare un vero e proprio punto di riferimento offensivo, ed è questa l’arma che consente di raggiungere il pareggio con Kulusewski.

Azzerate le distanze, l’inerzia della partita cambia e i padroni di casa sembrano essere incapaci di organizzare una controffensiva. A completare l’insperata rimonta un duo protagonista anche all’andata. De Sciglio, dopo l’assist decisivo a Kean nella gara d’andata, realizza il gol del 3-4, suggellando una prestazione di corsa e qualità. Il terzino italiano ha tutte le carte in regola per spodestare il non più convincente Alex Sandro sulla corsia mancina.

A mantenere il risultato ci pensa un ex, un giocatore che tra i pali è tornato a incidere. Dopo il rigore parato a Veretout all’andata, Szczesny neutralizza anche Pellegrini e con i suoi guantoni consegna alla Vecchia Signora tre punti vitali per la rincorsa Champions.

Roma Juventus
Il matchwinner che non ti aspetti: Mattia De Sciglio (Juventus Twitter)

I fattori “C”: coraggio e consapevolezza

La gara dell’Olimpico apre a due motivi di riflessione in casa Juventus. Il primo è legato a quella spensieratezza che è stata la scintilla che ha animato la rimonta bianconera, un elemento che forse è stato fin qui sottovalutato. Ciò che abbiamo visto ieri sera rappresenta l’esatto opposto di quello che Allegri ha sempre ricercato nelle sue squadre: compattezza e corto muso.

Questo non è più il calcio della sua ultimo ciclo bianconero, come questa non è più la Juventus che ha allenato per cinque anni.

C’è la sensazione che il tecnico livornese sia alla ricerca di qualcosa che questa squadra, per caratteristiche, non è in grado di dare: il cambiamento di idea e mentalità passa quindi anche dalla presa di coscienza della guida tecnica.

Il secondo aspetto da non trascurare è la consapevolezza. Giocare e lavorare per la Juventus è un privilegio non concesso a tutti, e ogni tesserato deve guadagnarsi questo onore.

Le parole di Arrivabene nel pre-partita sul rinnovo di Dybala, vanno in questa direzione: “Ognuno deve guadagnarsi il proprio posto e dimostrare che vale il valore che gli si da. Ognuno deve fare il suo dovere, dai giocatori ai dirigenti, e viene giudicato per quello che fa

Parole forti quelle dell’Ad, che portano però ad un altro interrogativo: chi si sta meritando la Juventus? Ad oggi, il dato certo è che in molti devono tornare a meritarsela, magari a partire dalla vittoria dell’Olimpico.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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