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mercoledì 25 Maggio 2022

Arianna Schivo: l’equitazione al di là dello sport

In sella all'inseparabile Quefira de l’Ormeau, la cavallerizza Arianna Schivo parteciperà dal 30 luglio al 2 agosto a Tokyo 2020

Manca davvero pochissimo all’inizio delle Olimpiadi e nella giornata di ieri, i quattro componenti degli sport equestri si sono imbarcati per Tokyo. Fra di loro la cavallerizza Arianna Schivo, originaria di Torino come il judoka Manuel Lombardo, il nuotatore Alessandro Miressi, il tennista Lorenzo Sonego e la golfista Lucrezia Colombotto Rosso.

L’azzurra è alla sua seconda partecipazione ai Giochi olimpici estivi dopo Rio 2016, Olimpiade nella quale venne chiamata all’ultimo minuto in sostituzione della collega Vittoria Panizzon, al tempo infortunatasi, riuscendo ad ottenere nel concorso completo la 34esima posizione, mentre nella competizione a squadre, raggiunse la nona posizione insieme ai colleghi Luca Roman, Pietro Roman e Stefano Brecciaroli.

A Tokyo 2020 gareggerà nella specialità completo dal 30 luglio al 2 agosto in sella all’ormai inseparabile Quefira de l’Ormeau, cavallo che l’accompagna da anni e che le ha permesso di vincere la medaglia di bronzo nel 2017 ai campionati europei in Polonia.

L’equitazione non è solo uno sport

Arianna Schivo, figlia d’arte del due volte campione italiano di salto in alto, Gianmarco Schivo, nasce il 16 settembre 1989 a Torino. L’amore e la passione per i cavalli hanno permesso all’azzurra di essere quella che è oggi: “L’equitazione ha portato grande senso alla mia vita. I cavalli sono tutto per me, non mi ci vedrei senza. Non vedrei proprio la mia vita senza di loro. Mi hanno resa umile nella vita, poiché bisogna ricordarsi che nello sport oggi siamo all’apice e magari domani non lo siamo più. Oltre a questo, l’equitazione mi ha fatto conoscere nuove persone, in primis mio marito!”, ha dichiarato in un’intervista ad Azzurri di gloria.

Dal 2018 fa parte del Centro Sportivo dell’Arma dei Carabinieri; un sogno diventato realtà visto che erano anni che l’atleta piemontese voleva vestire questa divisa: “Rappresentarla significa motivo di grande onore. Poi chiaramente, parlando più in generale, poter contare sul sostegno di un corpo delle forze armate è fondamentale ed importante per tutti gli atleti. L’Arma dei Carabinieri è una grande famiglia, oltre ad essere per noi sportivi fonte di costante sostegno; il sapere poi che l’intero Corpo è al nostro fianco sempre, sotto tutti i punti di vista, è veramente rilevante”.

Arianna Schivo
Arianna Schivo (fonte Instagram)

Il rapporto cavallo/cavallerizza

L’aspetto più importante è sicuramente la fiducia reciproca; il cavallo deve sentire sicurezza e si deve instaurare un certo feeling fra animale e cavaliere. Un altro elemento da non sottovalutare e che richiede tempo e pazienza, è la complicità che si deve instaurare con il proprio cavallo, oltre che saper mantenere una certa costanza tramite un lavoro quotidiano fatto di molteplici fasi, di tempi da rispettare, come ad esempio prendere il cavallo dal box e allenarsi insieme.

Nell’ultimo periodo Arianna sta lavorando con un altro cavallo: la sorella di Quefira, Altesse, con la quale ha instaurato un bel rapporto di fiducia e per questo motivo spera di andare alle Olimpiadi di Parigi 2024 proprio con lei.

Entrambi i cavalli fanno parte della razza Selle Français, una specie che ha grandi potenzialità mentali e di cuore: “Quefira è eccezionale, ha una testa incredibile. È una guerriera nata ed è una super saltatrice: una bomba!! Dove pecca un po’ è il lavoro in piano, anche se comunque ha un grande carattere. Devo dire che invecchiando è diventata un po’ più “pratica”. Io e lei formiamo un bel binomio, sui percorsi di salto e di cross possiamo superare ogni difficoltà, ne abbiamo le capacità. Spicca nel salto, al punto che se partecipasse esclusivamente a gare di salto ostacoli saprebbe sicuramente dire la sua, potrebbe saltare tranquillamente anche ad 1 metro e 60”.

Pronostici per Tokyo 2020 e gli avversari da tenere d’occhio

Arianna Schivo si sente tranquilla e serena per queste Olimpiadi, anche se l’assenza del pubblico sarà un fattore rilevante. Allo stesso tempo Tokyo 2020 è la sua seconda partecipazione ai giochi e questo la porta ad avere maggiore consapevolezza e maturità.

Parlando degli avversari più ostici afferma: “All’Olimpiade ci si confronta con binomi da tutto il mondo, individuo come compagini di livello, al di fuori dell’Europa, la Nuova Zelanda e l’Australia che peraltro ha dato prova della sua forza a Rio 2016. Da tempo loro e i neozelandesi sono i più forti. In Europa, invece, non vanno sottovalutati gli inglesi, i francesi e i tedeschi. Si tratta di tre squadre che arrivano sempre in fondo. Tra le nazioni emergenti ci sono sicuramente Irlanda e Svezia, anche se con qualche alto e basso, come d’altronde può capitare a tutti, Italia compresa”.

Simona Rovero
Simona Rovero
Classe 1995, aspirante giornalista. Laureata in Scienze della Comunicazione e in Comunicazione e culture dei media, nutro da sempre una grande passione per lo sport, il cinema, il buon cibo e la scrittura.

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