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mercoledì 5 Ottobre 2022

A Dybala basta un lampo, Kean decisivo. L’analisi di Sassuolo-Juventus

Un gol all’89esimo di Kean permette alla Juventus di battere il Sassuolo, mettendo la Roma a debita distanza e consentendo così agli uomini di Allegri di guardare concretamente al terzo posto attualmente occupato dal Napoli. Una prestazione opaca quella della formazione ospite, costantemente in balia dei neroverdi tanto belli quanto poco concreti, che non sono riusciti a tradurre l’enorme mole di gioco proposto per larghi tratti della gara.

La Juventus patisce da subito il ritmo dell’avversario. La prodezza di Dybala l’unica cosa che si salva nel primo tempo

C’erano tutte le premesse alla vigilia per cui questa per la Juventus potesse essere la partita decisiva della stagione in ottica Champions, e le contemporanee cadute di Fiorentina e Roma hanno fatto sì che la gara del Mapei Stadium diventasse un vero e proprio matchpoint.

Tuttavia, è altrettanto vero che i bianconeri erano attesi da un impegno tutt’altro che agevole. Il Sassuolo dopo la sconfitta inattesa di Cagliari, aveva tutta l’intenzione di regalare una prestazione di livello al proprio pubblico. D’altronde i neroverdi non sono nuovi a imprese con le big del nostro campionato. Dopo Inter, Milan e Napoli, la formazione emiliana voleva replicare la prestazione di Torino, che aveva consentito ai ragazzi di Dionisi di sbancare lo Stadium.

Al fischio d’inizio si capisce da subito che gli emiliani hanno archiviato velocemente la giornata precedente e sono scesi in campo con l’intento di stupire. La formazione di casa prende subito in mano il pallino del gioco e con un Lopez in grande spolvero, detta i tempi del match. Il ritmo impresso alla gara dal Sassuolo è alto, troppo per questa Juventus che, priva di molti titolari, non riesce a parlare lo stesso linguaggio del suo avversario. Preso atto della superiorità nel palleggio dei neroverdi, la formazione di Allegri opta per un approccio attendista che porta i padroni di casa a giocare per grande parte del primo tempo negli ultimi 40 metri di campo.

Sassuolo Juventus
Giacomo Raspadori diventa il primo italiano nato negli anni 2000 ad andare in doppia cifra in un singolo torneo di Serie A

Il Sassuolo domina una Juve inerme. Raspadori fa 10 in campionato

Nella fase di possesso, i bianconeri mettono ancora in mostra tutte le loro difficoltà nel costruire trame di gioco dal basso. Sia Bonucci che il play adattato Danilo non riescono a prendere per mano la squadra, e il gioco della Vecchia Signora si conferma lento e prevedibile. Questo non fa altro che giocare in favore della formazione di casa, che con gli uomini di maggior tasso tecnico flirta più volte con il gol del vantaggio. Dopo le due prodezze di Szczesny su Berardi e Scamacca, i bianconeri cadono sui colpi di un Sassuolo che è una gioia per gli occhi.

Raspadori dopo uno scambio nello stesso con capitan Berardi porta in vantaggio i suoi, in una situazione di gioco nella quale la retroguardia bianconera commette un errore di lettura e non riesce ad anticipare gli scambi stretti della formazione di Dionisi. L’attaccante 22enne, nel giro della Nazionale, raggiunge così quota 10 reti in campionato e un record di tutto rispetto: è il primo italiano nato negli anni 2000 ad andare in doppia cifra in Serie A.

Il vantaggio non scuote gli ospiti, che non riescono a svegliarsi dal tepore che ha caratterizzato gran parte della partita della formazione sabauda. E quando l’arbitro sta per decretare la fine del primo tempo, un lampo di Dybala (prestazione opaca per lui) regala l’insperato pareggio della Juventus. Dopo 45 minuti nei quali i bianconeri avrebbero meritato un passivo più pesante, si trovano improvvisamente di nuovo in partita grazie alla componente episodica che ha tolto molte castagne dal fuoco alla squadra di Allegri in questa stagione.

Nella ripresa il Sassuolo si fa meno pericoloso, la Juve timidamente trova il modo di vincerla

Al rientro in campo, chi pensava che la Juventus avesse usato il gol del vantaggio come spinta per dare una sensibile sterzata all’inerzia della gara viene presto smentito. I bianconeri infatti continuano anche nella ripresa a giocare sull’errore dell’avversario o su un suo auspicabile abbassamento del ritmo. Il Sassuolo dal canto suo continua ad avere il predominio del gioco, con oltre il 60 percento in media di possesso palla.

Tuttavia se nel primo tempo il predominio territoriale si è trasformato in azioni da gol, nel secondo tempo la formazione di casa non si rende più particolarmente pericolosa. A Scamacca e compagni manca quel guizzo per poter bussare in modo significativo dalle parti di Szczesny. I bianconeri attraverso azioni più nervose che ragionate danno a Consigli un buon motivo per essere sceso in campo con i guantoni. Il portiere italiano si fa trovare pronto soprattutto sul colpo di testa di Morata su cross di De Sciglio. Nell’opaca serata della formazione ospite, il terzino ex Milan è uno dei pochi a salvarsi, sia per l’attenzione in fase di non possesso e sia per qualche buono spunto in fase offensiva.

Come nel primo tempo, anche nella ripresa un episodio premia la Vecchia Signora, con Kean che finalmente sfrutta la sua occasione: il giovane attaccante bianconero, tra l’altro coetaneo di Raspadori (i due sono nati a 10 giorni di distanza l’uno dall’altro) dopo essersi liberato magistralmente del diretto marcatore Chiriches con un rasoterra potente in diagonale, che passa sotto le gambe di Consigli, regala una vittoria pesantissima alla Vecchia Signora.

Sassuolo Juventus
L’esultanza della squadra bianconera dopo il gol vittoria di Kean (Twitter Juventus FC)

Ora gli ultimi 5 passi, o meglio 4 più una finale

La squadra di Allegri non ha molto tempo per godersi l’inaspettato successo di ieri sera. Davanti alla Juventus restano ancora cinque tappe (4 in campionato e la finale di Coppa Italia) che devono essere affrontate con la massima cattiveria e attenzione per terminare bene la stagione. Viste le premesse del primo mese, il quarto posto e la vittoria della Coppa Italia contro gli storici rivali dell’Inter darebbe un sapore più dolce ad una stagione che è stata caratterizzata da un retrogusto molto amaro: dopo un’annata sulle montagne russe, la Juventus vuole iniziare a costruire il suo percorso sulla terraferma.

Christian Licciardi
Christian Licciardi
Classe 1992, aspirante giornalista laureato in Scienze della Comunicazione. Fin da piccolo coltivo il sogno di diventare redattore sportivo. Ho collaborato con due testate giornalistiche che mi hanno permesso di trattare di Juventus e di realizzare interviste a celebri personaggi del mondo del calcio. Vorrei che la mia più grande passione si trasformasse nel mio lavoro.

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