1.5 C
Torino
sabato 3 Dicembre 2022

Vaccini, tra open day e scettici: 2 ottime ragioni per vaccinarsi?

In questi giorni molti dubbi si sono concentrati sugli open day specie per quanto riguarda i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson, che secondo l’AIFA andrebbero somministrati con particolare attenzione alle fasce d’età, preferibilmente agli over 60 perché per i giovani in particolare per chi ha meno di 40 anni ed é di sesso femminile i rischi potrebbero essere maggiori dei benefici, visti alcuni casi di trombosi registratosi in donne post vaccinazione.

Questi casi non devono creare allarmismo, ma certamente non possono che essere presi in considerazione. Il Comitato Tecnico Scientifico dovrebbe pronunciarsi a breve in merito all’utilizzo del vaccino anti Covid di AstraZeneca per i giovani sopra i 18 anni. Pare che il CTS sia orientato dopo gli ultimi casi, a fissare il nuovo limite a 50 anni, lasciando AZ e J&J a chi ha più di 50 anni mentre Pfizer e Moderna agli under. Inoltre alcune Regioni hanno cancellato gli open day. In tutto questo vi é anche chi, specie diversi giovani, non temono i vaccini e pur di poter ottenere il Green Pass, che lascerebbe loro ampio margine di divertimento (viaggi, locali, cerimonie) sarebbe disposto a tutto pur di ottenere il documento, per questo é importante che chi di dovere monitori che i benefici dei vaccini loro somministrati siano nettamente superiore ai rischi, data la loro apparente ‘immaturità’ nel decidere.

Poi tra i maggiormente critici e quanti si vaccinerebbero a prescindere, vi sono anche coloro che sono contrari a priori e non intendono vaccinarsi in alcun modo. In questo contesto si inserisce l’elaborato del Dott Claudio Maria Perfetto, autore del libro l’Economista in Camice, che ha espresso il suo parere sui Vaccini contro il Covid 19, facendo emergere, due ragioni che a suo avviso sono ottime per procedere alla vaccinazione. Leggiamo insieme:

Vaccini, quale l’utilità? Le parole di Perfetto

La persona che si vaccina contro il Covid-19 tutela se stessa ma non tutela gli altri. Tutela se stessa perché con la vaccinazione il suo sistema immunitario impara a rispondere in tempi rapidi all’infezione del virus, impara cioè a produrre gli anticorpi per contrastare la diffusione del virus nell’organismo. Questo però non significa che la persona vaccinata contro il Covid-19 non possa venire contagiata dal virus: qualora venisse effettivamente contagiata, potrebbe a sua volta contagiare altre persone.   

Ci sono persone che scelgono di vaccinarsi perché temono il virus ancora più degli effetti collaterali che potrebbero manifestarsi a seguito della vaccinazione; altre, invece, scelgono di non vaccinarsi perché temono il contrario, e cioè che i possibili effetti collaterali derivanti dalla vaccinazione potrebbero essere più gravi delle conseguenze generate dall’infezione del virus. Entrambe le ragioni a sostegno delle scelte di vaccinarsi o di non vaccinarsi sono comprensibili. È invece irragionevole la decisione di non vaccinarsi perché si ritiene che il virus non esista. Ad ogni modo, chi la pensa in questa maniera appartiene a un gruppo ristretto di persone, numericamente inferiore rispetto alla totalità della popolazione, e pertanto  rappresenta una minaccia con livello di gravità via via minore man mano che un numero maggiore di persone si vaccina e quindi diventa immune.              

Il punto sul quale porre maggiore attenzione però è un altro. Occorre considerare che senza misure efficaci di contenimento dell’epidemia il numero di infetti ospedalizzati crescerebbe più rapidamente del numero dei posti letto da attrezzare e del numero di personale medico e infermieristico da impiegare. La conseguenza diretta che ne deriverebbe sarebbe la impossibilità di accogliere e curare in strutture adeguate tutti i contagiati che necessiterebbero di assistenza intensiva. Si potrebbe arrivare al punto di dover decidere chi accogliere e chi no, in base ad alcuni criteri di valutazione: per esempio, accogliere solo chi ha maggiori probabilità di sopravvivenza. Un criterio simile viene adottato, in rarissimi casi occorre aggiungere, anche nella gestione dei sistemi informatici: per evitare che l’intero sistema informatico vada in blocco a causa di una particolare transazione che consuma una grande quantità di risorse, e che viene utilizzata più volte, si interviene dapprima nel fermare le attività non prioritarie, poi si aggiungono nuove risorse elaborative per sostenere la maggiore quantità di consumi da parte della transazione anomala, e infine, come rimedio estremo, si cancellano tramite il comando “kill” le transazioni anomale che mandano il sistema sotto stress, con il risultato che alcuni utenti vedranno le proprie operazioni non andare a buon fine, mentre il sistema elaborativo ritorna progressivamente alla normalità.  

A questo punto è facile comprendere che aumentare il numero dei posti letto e la quantità di medici e di infermieri non è una misura efficace per contrastare la pandemia. Può essere una misura temporanea, da adottarsi mentre si mette in opera la soluzione definitiva, ma certamente non è la misura risolutiva. La misura di contrasto alla pandemia deve potere sia immunizzare le persone dal virus che ridurre il numero di infetti ospedalizzati. La misura in grado di fare ciò è la vaccinazione contro il Covid-19. 

Vaccini: importante rassicurare le persone restie, perché?

Così prosegue Perfetto: “È importante che le persone restie alla vaccinazione per il timore di subirne gli effetti collaterali vengano rassicurate. È importante insistere sul doppio aspetto di rischio e beneficio derivante dall’assunzione di qualsiasi medicinale. Per fare un esempio che valga per tutti, persino la ben nota Aspirina che molti usano per il trattamento del mal di testa, dell’influenza, del mal di denti, di dolori muscolari presenta oltre ai ben noti benefici anche qualche rischio, tra cui, come possibile effetto collaterale, l’emorragia cerebrale (come si legge nel foglio illustrativo contenuto nella confezione).

Gli esperti si sono già espressi sul fatto che i vaccini presentano dei rischi, ma hanno anche confermato che  i benefici sono di gran lunga superiori ai rischi. Benefici per l’individuo che non si ammala e per il sistema sanitario che non va sotto stress; benefici per l’economia che si avvia verso la ripresa, e per la società che ritorna a una nuova normalità. Tutto ciò val bene una vaccinazione

Voi cosa ne pensate, condividete le sue considerazioni? Fatecelo sapere.

Erica Venditti
Erica Venditti
Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono confondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguici sui social
- Advertisement -spot_img

Latest Articles