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giovedì 29 Settembre 2022

Rudolf Steiner, una pedagogia tutta da scoprire: intervista all’esperta Eva Galdabino

La consulente didattica e presidente dell'associazione "il Bucaneve" ci svela i principi della pedagogia steineriana. Numerose le strutture che in Italia praticano questo metodo didattico tra cui una a Grugliasco, nel Torinese.

Ho parlato, molto spesso anche dalle colonne di diversi giornali, di scuola, di metodologie didattiche, di formazione ed aggiornamento dei docenti, con particolare riferimento a tutte le iniziative idonee a garantire agli studenti un’educazione efficace, in modo da metterli nella condizione di essere protagonisti della società, che anche loro dovranno contribuire a realizzare. A ben guardare non mi sono mai abbastanza soffermato su un aspetto di queste problematiche educative che merita invece di essere preso in considerazione.

L’approfondimento si collega ad un interrogativo molto importante: l’obiettivo dell’educazione è quello di sviluppare la libera personalità dell’allievo oppure e quello di prepararlo ad essere un ingranaggio della società nella quale vive, in modo da garantire lo sviluppo della stessa in base alle esigenze del segreto “demiurgo” che imposta lo sviluppo sociale?

Sovente non si riflette su questo interrogativo, che però non deve essere sottovalutato, perché se si opera per lo sviluppo della persona deve essere garantito il suo sviluppo in quanto persona libera, se invece si opera tenendo conto solo degli obiettivi della società, all’interno della quale è inserito l’individuo, l’educazione non è finalizzata a lui, ma alla comunità e quindi la persona cresce modellata sulle esigenze sociali.

Nel vasto catalogo delle iniziative che tendono alla formazione dell’individuo, ho trovato un’istituzione scolastica paritaria, presente anche in Piemonte, a partire dalla provincia di Torino, che si ispira a questi principi, avendo come presupposto la salvaguardia della libertà della persona, anche durante la fase educativa. Mi riferisco ad una serie assai consistente di strutture, che si richiamano ai principi pedagogici di Rudolf Steiner, che ha introdotto nei suoi progetti educativi una serie di principi, che, avendo come obiettivo l’educazione alla libertà individuale, puntano anche alla costruzione di una società più giusta e nel tempo stesso più equilibrata da un punto di vista sociale.

Non mi occupo però in questa intervista del pensiero politico della Steiner, affronto invece le linee pedagogiche di questo pensatore e lo faccio con la testimonianza specifica e puntuale di Eva Galdabino, titolare di laurea in pedagogia sperimentale conseguita con il massimo dei voti alla Università di Pavia e con consistenti attestati di specializzazione nel settore, ottenute in diverse università internazionali. Ha seguito nella sua missione di genitrice le teorie di Steiner ed è profondamente convinta della loro validità scientifica. Abbiamo quindi formulato a lei alcune domande.

Steiner
I sentimenti sono per l’anima ciò che il cibo è per il corpo” – Rudolf Steiner (Twitter)

Eva Galdabino spiega il pensiero di Stainer: “Educare l’uomo nelle tre sfere della personalità: Spirito, anima e corpo

Prof. Peretti: Qual è il più significativo principio della pedagogia steineriana?

Eva Galdabino: Steiner fa una scelta molto coraggiosa ed individua il principio fondamentale dell’educazione in questo motto “educare l’uomo per l’uomo”, perché con questa scelta l’uomo viene educato anche in funzione della società. Steiner infatti è convinto, tra l’altro, che, essendo tre le sfere della personalità (spirito, anima e corpo vale a dire pensiero, sentimento e volontà) l’educazione deve coinvolgere tutte e tre le aree, puntando per tutte al massimo risultato. L’educazione individuale però contiene anche una dimensione sociale. Di conseguenza crescendo l’educazione dell’individuo migliora la società nella quale l’educato è inserito. Lavorare per l’una significa far crescere, migliorandola, anche l’altra.


Prof. Peretti: Oggi, secondo una visione steineriana, l’educazione è globale, cioè investe le tre sfere dell’individuo?

Eva Galdabino: Oggi, a ben guardare, è stata fatta la scelta, in molte realtà di educare solo una delle sfere costitutive dell’uomo, rinunciando in definitiva ad un progetto complessivo. In questa ottica appare con evidenza che la scelta della nostra parte di mondo (quella occidentale in generale, ma soprattutto quella che deriva a noi dall’influenza culturale e politica anglo-americana) favorisce un’istruzione (e dico istruzione e non educazione) finalizzata solo alla sfera economica e rivolta esclusivamente all’agire pratico. Con questo meccanismo si rafforza una corrente materialistica, che rinuncia gradualmente e silenziosamente all’arricchimento del bagaglio culturale ed artistico, che in Europa, a partire dalla seconda metà dell’ottocento, aveva invece trovato presupposti e stimoli molto interessanti. Si deve registrare invece che le scelte politiche successive alle due guerre hanno portato ad una concezione della società basata esclusivamente sul principio economico della domanda e dell’offerta, del profitto e dell’efficienza.


Prof. Peretti: La scuola ha contribuito nella creazione di questa visione socio-culturale?

Eva Galdabino: La scuola (a mio modo di vedere) è stato uno degli strumenti più efficaci per realizzare questa involuzione dell’uomo, basata su una distorta visione economica. La scelta stessa di rendere sempre più specialistiche le scuole, basate, al loro interno, su segmenti settoriali di ogni genere, impostate su un sistema di valutazione effettuato con i voti, dotate di organici con competenze rigidamente garantite, chiamate a svolgere attività didattica in strutture architettoniche ispirate al concetto del controllo, rivelano con estrema chiarezza il progetto di fondo: produrre uomini efficienti con molte conoscenze esclusivamente teoriche.


Prof. Peretti: Che rischio corre la scuola in questa situazione?

Eva Galdabino: Il rischio più grave è quello di istruire tenendo conto degli interessi di questa società, senza minimamente tenere in considerazione la persona con le sue aspettative, a volte inesplorate. In altre parole la scuola istruisce, dà cioè nozioni rispondenti alle aspettative economiche del mondo, ma non educa la persona, cioè non contribuisce a sviluppare le tre sfere personali.


Prof. Peretti: Tornando al concetti di educazione, che cosa significa educare oggi secondo il pensiero di Steiner?

Eva Galdabino: Educare oggi l’uomo in base all’autentico principio di libertà significa indurlo ad un risveglio che lo porti a ridivenire essere umano nella sua completezza e lo porti a rifondare una società nella quale possa esprimersi pienamente in tutti i suoi aspetti: quello del pensare (sfera culturale fondata sulla liberà) quello del sentire (sfera giuridica amministrativa fondata sulla uguaglianza)) e quello del volere (sfera economica, fondata sulla fratellanza). Ecco a grandi linee il disegno dell’uomo e della società.


Prof. Peretti: Entrando più nello specifico quali sono le linee guida della pedagogia di Steiner?


Eva Galdabino: Alla base della pedagogia steineriana vi è un’impostazione che si basa su un sistema antropologico, che prevede tre cicli formativi dalla durata di sette anni ciascuno. Al completamento di questi tre periodi, quindi al raggiungimento del ventunesimo anno di età il giovane ha completato il suo ciclo educativo. Nelle linee generali, anche se la sintesi toglie la possibilità di approfondire, queste sono le parole chiave che caratterizzano le fasi dell’educazione. Nella fase da 0 a 7 anni vi è l’educazione al buono attraverso l’imitazione (sfera del volere). Nel periodo dai 7 ai 14 anni l’attenzione deve essere rivolta al bello mediante l’arte (sfera del sentire) mentre nel terzo momento, quella dai 14 ai 21 anni la riflessione viene puntata al vero, potenziando un confronto senza pregiudizi, idoneo a sviluppare una ragione guidata dal sentimento ( sfera del pensare). Ad ogni fase corrisponde uno specifico modello di relazione maestro-allievo cos’ come sono specifici i principi che devono ispirare l’azione educativa.


Prof. Peretti: Il processo educativo termina al raggiungimento dei 21 anni?

Eva Galdabino: Assolutamente no, la formazione, e di conseguenza l’educazione, per Steiner prosegue durante tutta la vita con quella che lo studioso definisce auto-educazione, secondo una prospettiva di sviluppo permanente dell’uomo. Dice infatti Steiner “Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa.”


Prof. Peretti: Quale la presenza delle strutture steineriane in Italia?

Eva Galdabino: Il movimento culturale che si ispira ed ha come maestro Rudolf Steiner si è diffuso molto in Italia in questi decenni. Si può tranquillamente affermare che ormai la sua è una presenza nazionale. Esistono infatti in parecchie località centri che promuovono questa impostazione culturale. C’è di più, sono sorte anche istituzioni scolastiche paritarie, e quindi inserite nel sistema scolastico pubblico italiano, sperimentano in termini operativi le tesi pedagogiche del pensatore tedesco. Nella provincia di Torino cito ad esempio Grugliasco, ma potrei fare riferimento ad altre iniziative presenti sul territorio italiano a partire dal Veneto.


Molti altri argomenti, compreso il ruolo della famiglia, andrebbero trattati. Lo spazio tiranno lo impedisce. Approfondiremo in altre occasioni.

Prof. Franco Peretti
Esperto di metodologie formative

Franco Peretti
Franco Peretti
Professore, esperto Esperto di metodologie formative e di diritto europeo.

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