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domenica 25 Settembre 2022

Piemonte, donazioni di sangue a rischio per carenza di personale

Quali soluzioni la Giunta regionale intende mettere in atto per risolvere le carenze di personale sanitario per la raccolta e trasfusione di sangue? Questo l’interrogativo che il consigliere Pd, Mauro Salizzoni ha rivolto, nell’ambito dei question time, all’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi.

I vertici della Sanità piemontese, compreso lo stesso Icardi, conoscono bene il problema che riguarda la rete di raccolta trasfusionale pubblica e associativa, per questo motivo è in fase di attivazione un Progetto Pilota al quale al quale ha aderito la totalità delle Aziende sanitarie piemontesi.

Le soluzioni per aiutare i Servizi trasfusionali pubblici e associativi

Il Piano prevede diverse misure come ad esempio il coinvolgimento di medici e infermieri dipendenti di ASL, AO e AOU in attività aggiuntiva a tariffe orarie predefinite e il reclutamento di medici laureati non specializzati nell’ambito dei Servizi trasfusionali. Inoltre sarà necessario effettuare una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei direttori delle scuole di specializzazione affinché favoriscano la disponibilità degli specializzandi a partecipare alle attività di selezione del donatore, supportare il percorso formativo universitario per medici da dedicare alla Medicina trasfusionale incrementando i posti a disposizione nelle scuole di specializzazione in ematologia e in patologia clinica e biochimica clinica. E infine ridisegnare l’organizzazione della Rete trasfusionale e delle UdR.

Salizzoni: “Retribuire meglio gli operatori del sangue”

Durante la pandemia l’afflusso di sangue è diminuito drasticamente – avverte Salizzoni – ma non per la sola riduzione delle donazioni, bensì per la minore disponibilità di personale. L’emergenza sanitaria prima e l’attività vaccinale successivamente, meglio retribuita e prestata in sedi fisse, hanno, infatti, sottratto medici e infermieri alla raccolta e alla trasfusione di sangue.” La soluzione proposta dal consigliere Pd sarebbe quella di retribuire meglio gli operatori del sangue, equiparandone il trattamento a quello dei vaccinatori: “Un loro miglior trattamento economico costituirebbe un investimento lungimirante dal momento che l’alternativa è acquistare il sangue dall’estero a prezzi più elevati. Tuttavia – ha concluso –  non è solo una questione di migliore retribuzione: per i medici, ad esempio, l’attività di raccolta di sangue è incompatibile con la specializzazione”.

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