9.6 C
Torino
venerdì 30 Settembre 2022

Lotta all’Epatite C in Piemonte: stanziati 5,6 milioni di euro per il 2021/22

Asl Verbano Cusio Ossola: “Test rapidi fondamentali: in 4 mesi screenati 177 pazienti"

Il dictat dell’Oms sulla lotta all’epatite C è chiaro: eliminare questa terribile malattia infettiva entro il 2030. Anche il Piemonte vuole fare la sua parte e grazie un decreto-legge ad hoc emanato dal Governo potrà beneficiare, nei prossimi due anni, di 5,6 milioni di euro che saranno destinati a finanziare lo screening. Nello specifico al primo anno arriveranno 2,3 milioni, mentre il secondo 3,3 milioni di euro.

Ieri in occasione del corso di formazione ECM sulla gestione dei tossicodipendenti con epatite C dal titolo ‘La rete dei servizi nella lotta all’HCV tra i pazienti in carico al Ser.D. – L’esperienza della ASL Verbano Cusio Ossola‘, organizzato dal provider Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie, si è evidenziato quanto sia importante diagnosticare per tempo l’infezione.

Screening sul più alto numero di pazienti e percosi di cura personalizzati

Secondo il Dottor Coletti, presente al meeting, per eliminare definitivamente l’epatite C bisognerebbe diagnosticare almeno il 90% dei pazienti eleggibili e l’obiettivo principale da raggiungere nel breve termine è quello di ridurre l’icidenza: “Dobbiamo dunque indirizzare le risorse allo screening ma, allo stesso tempo, differenziare i percorsi di diagnosi e cura. Tra l’altro, il Decreto prevede lo stanziamento di questi fondi per lo screening verso tre differenti categorie: i nati tra il 1969 ed il 1989, tra cui anche gli stranieri temporaneamente presenti (Stp), i Ser.D. e la popolazione carceraria

Il medico ha inoltre aggiunto che “per la prima coorte, cioè quella ’69-89′, indubbiamente una parte delle risorse andrà riservata alle attività di chiamata attiva. Ogni incontro che poi questi soggetti avranno con la struttura sanitaria, dal Pronto soccorso al Day hospital fino ad una visita ambulatoriale, dovrà diventare un’occasione per eseguire lo screening“. L’idea è quella di privilegiare l’esecuzione di test rapidi nei Ser.D. e nelle carceri per evitare quanto accaduto nel recente passato: attualmente lo screening in questi centri è infatti limitato al 25% dei soggetti afferenti. In regione Piemonte ci sono infatti 13.000 soggetti afferenti ai Ser.D. ma, purtroppo, solo il 25% è stato testato.

Infine una parte dei contributi dovrà essere destinata a finanziare le campagne di informazione, da realizzare attraverso opuscoli e social media, che avranno il compito di far capire l’importanza fondamentale dello screening e della diagnosi precoce.

epatite c

I farmaci di seconda generazione la carta vincente per sconfiggere l’epatite C

Ha partecipato al corso anche il Dottor Angelo Bove, Dirigente Medico, SOC Ser.D. – ASL VCO, che si è soffermato sui test rapidi, definendoli una vera e propria “carta vincente perché– ha detto- noi li utilizziamo dallo scorso mese di aprile e abbiamo visto praticamente raddoppiare lo screening. Se pensiamo che nel 2020, con il dosaggio degli anti HCV e la conferma HCV RNA ne abbiamo testati il 38%, per un totale di 327 pazienti, quest’anno, dopo quattro mesi di utilizzo dei test rapidi, abbiamo già testato 177 pazienti, una percentuale molto alta che ci indica che stiamo percorrendo la strada vincente“.

Il Dottor Bove ha poi reso noto che “i pazienti che nel 2020 hanno afferito alla nostra struttura sono stati circa 870, di cui 329 positivi per HCV RNA, dunque circa il 38% dei nostri pazienti. Una percentuale che correla con i dati nazionali, dove le percentuali oscillano tra il 40 ed il 60%“. Infine si è soffermato sui trattamenti ed ha sottolineato che “stanno funzionando molto bene, perchè abbiamo quasi il 100% di pazienti guariti, ossia su 80 pazienti trattati solo due sono risultati ‘drop out’, hanno cioè abbandonato il trattamento. Dunque, i farmaci di seconda generazione sono davvero la carta vincente per l’eradicazione dell’epatite C“.

Serve una ripresa dei trattamenti dopo la flessione causata dalla pandemia

Si stima che in Piemonte almeno il 60/70% dei trattamenti siano stati effettivamente già effettuati, tuttavia nel 2020, in termini di farmaci antivirali si è registrata una flessione della spesa pro capite del 70% rispetto al 2019. E questo soltanto in parte deve essere ricondotto alla riduzione del costo medio di questi farmaci ma purtroppo gran parte è addebitabile alla riduzione di trattamenti avviati. Secondo il Dottor Coletta l’mpatto della pandemia da Covid-19 ha determinato da un lato la riconversione dei reparti ospedalieri, dall’altro una maggiore difficoltà di individuare pazienti che, per lo più, sono asintomatici.

Norbert Ciuccariello
Norbert Ciuccariello
Classe 1976, fondatore del quotidiano web nazionale il Valore Italiano e del quotidiano locale Torino Top News. Oltre a ricoprire l’incarico di editore e giornalista pubblicista è un imprenditore impegnato nel settore della moda e della contabilità.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguici sui social
- Advertisement -spot_img

Latest Articles