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giovedì 6 Ottobre 2022

Ritorna il 4 e 5 novembre il 33esimo convegno delle Giornate Cardiologiche Torinesi

All’edizione 2021 delle Giornate Cardiologiche Torinesi interverranno i massimi esperti di cardiologia e cardiochirurgia. Sul tavolo di discussione la tecnologia e l’innovazione nella cura delle malattie cardiache

Il 4 e il 5 novembre Torino ospita la 33esima edizione delle Giornate Cardiologiche Torinesi, lo storico appuntamento dedicato alla cardiologia che tornerà in presenza dopo l’emergenza Covid-19.

Il convegno medico è organizzato dai reparti di Cardiologia, Cardiochirurgia e Chirurgia Vascolare della Città della Salute e della Scienza di Torino e riunirà i più autorevoli esperti di cardiologia e di cardiochirurgia a livello mondiale per discutere del futuro della cura e della ricerca sulle patologie cardiovascolari.

Saranno la tecnologia, l’innovazione, l’intelligenza artificiale e una medicina sempre più personalizzata con l’approccio terapeutico “taylor made” i temi cardine al centro del convegno.

“Siamo di fronte a quella che definirei l’alba di una nuova era per la cardiologia grazie all’apporto sempre più determinante dell’Intelligenza Artificiale e della tecnologia che si pongono al fianco dello specialista come alleati indispensabili nel suggerire e nell’offrire prestazioni sanitarie migliori e meno invasive. La cardiologia del futuro sarà quindi basata su un approccio terapeutico sartoriale, calibrato sul singolo paziente e sulle sue caratteristiche” ha commentato Gaetano Maria De Ferrari, direttore della SC di Cardiologia U delle Molinette di Torino e presidente delle 33° Giornate Cardiologiche Torinesi.

Ospedale Molinette (Facebook)

I massimi esperti mondiali di Cardiologia giungono a Torino per le Giornate Cardiologiche Torinesi

Alle Giornate Cardiologiche Torinesi che si terranno il 4 e 5 novembre nella città interverranno il dottor Malcolm Robert Bell, cardiologo e Direttore del Dipartimento Cardiovascolare della Mayo Clinic di Rochester negli Stati Uniti, il dottor Amir Lerman responsabile della ricerca di base presso la stessa struttura e il professor Faiez Zannad, cardiologo e docente presso l’Université de Lorraine in Francia.

Il convegno è indirizzato a medici cardiologi, chirurghi cardiaci, medici di medicina d’urgenza, medici generalisti e specializzazione interdisciplinare, infermieri, tecnici di radiologia e perfusionisti cardiovascolari.

“Anche quest’anno è stato grande lo sforzo per portare a termine l’organizzazione dell’evento che è nella nostra città da più di 30 anni e che rappresenta la storia e la vetrina delle più importanti novità in campo cardiovascolare. La pandemia ha monopolizzato l’attenzione distogliendo la stessa da quella che rappresenta la principale causa di mortalità nei paesi industrializzati. I più grandi professionisti torneranno a parlare intorno a un tavolo delle più recenti novità e di quanto la tecnologia stia rappresentando sempre più un valido aiuto in campo diagnostico spingendo in avanti la conoscenza in campo cardiovascolare” ha commentato Carlo Budano, coordinatore scientifico e organizzatore delle 33° Giornate Cardiologiche Torinesi.

Scoperto a Torino un nuovo marker elettrocardiografico: quando l’intelligenza artificiale a servizio della Scienza

In Italia le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte essendo responsabili del 34,8% dei decessi. Secondo i dati Istat 2018 la cardiopatia ischemica causa il 9,9% delle morti mentre l’8,8% è rappresentato dagli attacchi cerebrovascolari. Sono poi circa 60 mila i casi di morte improvvisa, l’85% dei quali hanno origine cardiaca. Nel 40% dei casi il primo sintomo di questo evento è proprio la morte improvvisa, che si manifesta come perdita di coscienza. Nel 30% dei casi il paziente si riprende da solo o aiutato dall’esterno, mediante manovre di rianimazione. L’alleato su questo fronte è l’elettrocardiogramma oltre che l’impiego nella scienza dell’intelligenza artificiale.

E proprio a Torino è stato scoperto recentemente un nuovo marker elettrocardiografico denominato Onda S. La nuova tecnologia consiste in una piccola incisura nel tracciato che permette di comprendere se il cuore del soggetto è stato colpito da un’infiammazione (quindi da una miocardite) e se questa ha determinato una morte (fibrosi) delle cellule cardiache ovvero uno dei casi che possono fare da substrato alla morte improvvisa.

Un’ulteriore scoperta viene nuovamente dal supporto offerto dall’Intelligenza Artificiale. Grazie a un supercomputer capace di leggere migliaia di dati ecg in contemporanea si è notato che la macchina è più precisa dell’occhio umano nell’identificare anomalie elettrocardiografiche con la finalità di prevenire la morte improvvisa.

“Ogni anno scopriamo qualcosa in più sulla morte improvvisa e questo è certamente un bene. Molto lo dobbiamo, almeno in Italia, alla medicina sportiva che sottoponendo la popolazione giovane a esami elettrocardiografici ci permette di avere accesso a una grande mole di dati da analizzare. La scoperta di nuovi marker nell’elettrocardiogramma e l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale per leggere i dati degli ecg ci offre nuove armi per intervenire per tempo e ridurre progressivamente il rischio di morte improvvisa” ha dichiarato Fiorenzo Gaita, docente presso la scuola di specialità di Cardiologia e l’Università di Torino e co-presidente delle 33° Giornate Cardiologiche Torinesi.

cuore

La prevenzione negli over 70: una nuova frontiera della cardiologia

Una rivoluzione recente riguarda la prevenzione negli over 70 che grazie alle linee guida europee approvate tra agosto e settembre 2021 prende in considerazione una fascia di popolazione che prima non veniva interessata da tale approccio ma che presenta i profili di rischio più elevati.

Le ricerche condotte negli ultimi anni hanno infatti evidenziato che la riduzione della pressione arteriosa, il mantenimento di un adeguato livello di colesterolo, la sensibilizzazione a uno stile di vita attivo e sano, una dieta iposodica sono determinanti nel ridurre il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari anche negli anziani che siano ancora dotati di una certa autonomia. Un approccio che consentirà di allungare la vita dei pazienti mantenendoli il più autonomi possibili il più a lungo possibile.

“La definizione delle linee guida riguardanti la prevenzione negli over 70 apre la strada a una rivoluzione nelle cure e nella riduzione dei fattori di rischio perché ci consente, in qualsiasi momento della vita, di incoraggiare comportamenti virtuosi e suggerire accorgimenti che possono contribuire ad evitare l’insorgere o l’acutizzarsi delle patologie cardiovascolari, riducendo le ospedalizzazioni e la necessità di intervento che spesso sui pazienti più anziani sono particolarmente delicate” sostiene Sebastiano Marra, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare del Maria Pia Hospital a Torino.

In merito alla prevenzione i medici continuano a consigliare a tutta la popolazione, non solamente a quella over 70, stili di vita sani e corretti, attività fisica periodica, l’eliminazione o perlomeno la riduzione delle abitudini dannose come il fumo di sigaretta o di limitare di sale nella dieta.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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