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domenica 3 Luglio 2022

Aquaseek: il progetto del Politecnico di Torino per ricavare l’acqua dall’aria

L'intento principale di Aquaseek sarà quello di fornire ai paesi più poveri o nei quali l'acqua scarseggia, questo bene primario

Si chiama Aquaseek ed è il nuovo progetto ideato dal Politecnico di Torino, in collaborazione con la Princeton University, che nasce con l’idea di estrarre l’acqua dall’aria per tutti quei paesi dove un elemento così importante per la natura, l’uomo e non solo, scarseggia.

Questa invenzione non è nuova, poiché già altri paesi come la Svizzera, la Spagna e Israele hanno avviato la sperimentazione, ma gli ingegneri torinesi puntano a ottenere un minor consumo energetico, rispetto alle tecnologie pensate dagli altri Stati. Con questa iniziativa il Politecnico di Torino ambisce a diventare una vera e propria eccellenza su scala mondiale.

L’obiettivo di Aquaseek

Il progetto nasce dalla ricerca orientata all’impatto sulla vita delle persone. Il nostro obiettivo è portare al mercato, quindi alla disponibilità di tutti, una fonte poco sfruttata di un bene fondamentale, l’acqua pura, un elemento che diamo per scontato, ma che è destinato a diventare sempre più prezioso e conteso. Vogliamo così dimostrare che dalla scienza e dallo studio si trae ispirazione per un obiettivo alto e concreto, a beneficio di tutti“.

“Siamo grati a tutti coloro i quali hanno come missione di facilitare questa realizzazione, aiutandoci e supportandoci. Sono orgoglioso ed onorato di rappresentare un team di altissimo profilo, appassionato, multidisciplinare ed internazionale, in costante crescita”, ha dichiarato Marco Simonetti, Ceo di Aquaseek.

Grazie ad un finanziamento di €300.000 verrà sviluppato un sistema per la raccolta e la conversione dell’umidità ambientale, che sarà poi resa disponibile in forma liquida, potabile e a basso costo per tutti quelle parti del mondo in cui questo bene di prima necessità è insufficiente o manca del tutto. 

Aquaseek

Il progetto negli altri paesi

Il Politecnico di Zurigo ha inventato un apparecchio in grado di assorbire l’umidità, soprattutto nelle zone marine, in modo tale da ricavare l’acqua dall’aria senza alcun supporto energetico. Mediante l’utilizzo di questo dispositivo è stato possibile raccogliere mezzo decilitro d’acqua all’ora per metro quadrato.

La Spagna invece ha dato vita al progetto Aquaer, mettendo già a disposizione di alcuni paesi come la Namibia e in un campo profughi libanese, gli impianti realizzati da una società spagnola; questi sistemi poi verranno successivamente installati anche in tutte quelle zone della Penisola Iberica dove la siccità rappresenta una grande problematica.

Nel centro della metropoli israeliana i ricercatori e gli ingegneri dell’Università di Tel Aviv, sono riusciti ad estrarre dell’acqua potabile dal vapore acqueo presente nell’atmosfera, nonostante la città sia contornata da fabbriche, traffico e attività industriali di ogni tipo.

Attraverso lo slogan “Bere l’aria che respiriamo”, Israele si impegna a trasformare l’inquinamento atmosferico in qualcosa di utile per l’ambiente e per tutti, in un processo attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, utilizzabile durante tutto l’anno, con lo scopo di creare una fonte inesauribile.

Simona Rovero
Simona Rovero
Classe 1995, aspirante giornalista. Laureata in Scienze della Comunicazione e in Comunicazione e culture dei media, nutro da sempre una grande passione per lo sport, il cinema, il buon cibo e la scrittura.

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