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venerdì 30 Settembre 2022

Vandali alla Parrocchia di Barriera di Milano: la Giunta mira alla sicurezza del quartiere

La questione della sicurezza di Barriera di Milano sarà portata dal Sindaco al Tavolo per la sicurezza e l'Ordine pubblico in Prefettura in modo che si possano avviare al più presto politiche sociali e interventi nella periferia nord di Torino

Urgono interventi mirati di sicurezza alla zona di Barriera di Milano. E quanto è scaturito dall’ultima riunione del Consiglio Comunale avvenuta ieri nella quale la maggioranza ha espresso chiaramente l’azione amministrativa che intende intraprendere nel quartiere nord di Torino.

E questo soprattutto dopo che qualche giorno fa la Parrocchia della Madonna della Pace in Barriera di Milano ha subito un vergognoso assalto da parte di alcuni pusher della zona.
Un atto vandalico in piena regola perché i responsabili hanno lanciato bottiglie di vetro contro la chiesa ed alcuni animatori ed educatori dell’oratorio sono stati minacciati.

Il Sindaco Stefano Lo Russo ha condannato l’episodio ed espresso vicinanza al parroco e a tutti i suoi collaboratori
“I delinquenti vanno perseguiti e non devono esserci zone franche rispetto alla legalità, ma occorre anche occuparsi del territorio e prendersi cura delle fragilità sociali. I fondi PNRR e strutturali hanno quote destinate alla rigenerazione urbana, in un approccio integrato ai temi della legalità e della sicurezza” ha commentato il primo cittadino.

Il sindaco Lo Russo ha poi annunciato che porrà la questione di Barriera di Milano al Tavolo per la sicurezza e l’Ordine pubblico in Prefettura, specificando che serviranno due livelli di intervento: il controllo e le sanzioni della delinquenza e la costruzione, in sinergia con altre istituzioni, di un progetto per la sicurezza sociale.

Il sindaco ha poi sottolineato la rilevanza di rivedere il sistema “a valle dell’arresto” che dovrebbe disporre anche di autentici percorsi di recupero e riabilitazione.

Più azioni concrete e meno parole: la sicurezza in Barriera è una vera emergenza per l’opposizione

La necessità di rafforzare il controllo sul territorio di Barriera di Milano è una questione sostenuta anche da alcuni consiglieri di minoranza. Ma non solo con le parole ma soprattutto con azioni concrete, sottolineano alcuni, dato che manca ancora oggi un approccio adeguato al tema come già avvenuto per i sindaci precedenti.

Durante il dibattito avvenuto in Sala Rossa Giuseppe Catizone della Lega ha rivendicato il diritto dei cittadini di Barriera ad uscire serenamente, definendo scaduta la fase degli interventi sociali.

Anche Domenico Garcea di Forza Italia ha denunciato il degrado di quello che è “un quartiere che conosce molto bene” e ha invitato il sindaco a prendere in considerazione le proposte dell’opposizione in tema di sicurezza.

Fallimentari secondo alcuni consiglieri gli interventi che finora si sono susseguiti per arginare la problematica della sicurezza nel quartiere di Barriera, come il progetto Urban e l’installazione di videocamere. Ora la questione è diventata impellente, una vera emergenza.

“La sicurezza è la vera emergenza e nelle linee programmatiche dell’amministrazione non si parla di lotta alla delinquenza ma di “socialità positiva”. Occorre rendere la Barriera vivibile per i cittadini” ha commentato Giovanni Crosetto di Fratelli d’Italia.

“La situazione sta degenerando”: l’intervento di Damilano sulla questione sicurezza in Barriera di Milano

Anche Paolo Damilano di Torino Bellissima ha voluto prendere la parola sulla questione e sui gravi fatti avvenuti sostenendo la tesi per la quale non bastano i poliziotti per combattere il degrado nel quartiere periferico a nord di Torino.

Damilano ha poi evidenziato un’insufficiente fermezza e durezza da parte del sindaco, invitandolo al dialogo con le autorità preposte alla sicurezza, dato che la situazione, ha ribadito, sta degenerando.

Un altro aspetto su cui si è focalizzato il consigliere Silvio Viale è stato il tema della droga, una questione secondo lui che sta dietro al problema complessivo e in Aula ha riaffermato l’importanza di “togliere l’acqua al mondo dello spaccio, gestito da stranieri ma anche da italiani”.

Lo Russo nella replica finale ha ribadito la necessità di interventi sul tessuto sociale che prevedano sì la vigilanza e le telecamere ma anche azioni di cura delle fragilità e di presidio sociale, reiterando l’importanza di percorsi realmente rieducativi nei confronti dei detenuti, il cui tasso di recidiva è altissimo.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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