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sabato 28 Maggio 2022

Torino pronta ad adottare la “Carta per l’integrazione dei rifugiati”

Il documento sarà adottato anche in altre 5 città italiane oltre a Torino e ha come obiettivo quello di creare una maggiore inclusione sociale sul territorio

“Torino dovrà essere sempre più una città della buona accoglienza e dell’integrazione delle persone migranti”. Ad affermare questo è stato Jacopo Rosatelli, assessore al Welfare, Diritti e Pari opportunità della Città di Torino nel suo intervento alla presentazione del Rapporto 2020 dell’Osservatorio interistituzionale sugli stranieri in provincia di Torino, coordinato dalla Prefettura del capoluogo piemontese e tenutasi oggi al Campus Luigi Einaudi.

“Nel quadro di politiche nazionali ed europee che spesso tendono a criminalizzare le persone straniere e a produrre clandestinità, le città sono chiamate ad agire per l’inclusione sociale ed economica, ponendo al centro i diritti delle persone. Nel rispetto degli obblighi costituzionali di solidarietà, ma anche sulla base di considerazioni di opportunità per la comunità locale: l’integrazione conviene a tutte e tutti, mentre l’emarginazione sociale produce costi umani ed economici” ha commentato l’assessore Rosatelli.

Ed il Comune di Torino e la sua giunta stanno lavorando affinché vi sia sempre più una maggiore inclusione sociale sul territorio. Tra le proposte messe in campo per il 2022 interventi e progetti sociali mirati a fornire aiuto alle persone con vulnerabilità socio-sanitaria, alle donne sole con bambini e ai minori stranieri non accompagnati ma anche soluzioni di integrazione di lungo periodo in ambito lavorativo, formativo e abitativo che guardano da vicino il fenomeno migratorio e i suoi bisogni più urgenti.

Inoltre su proposta dell’UNHCR, l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, l’Amministrazione Comunale è intenzionata ad adottare la “Carta per l’integrazione dei rifugiati”.

Il documento, che sarà oggetto di una specifica delibera, è il frutto di un percorso condiviso e, sarà adottato nella stessa forma da altre cinque grandi città italiane: Roma, Milano, Napoli, Bari e Palermo.

La “Carta” impegna le città aderenti ad operare la cooperazione per obiettivi che sono l’accoglienza diffusa e in famiglia, la ricerca di soluzioni abitative post-accoglienza, l’integrazione tra sistema di welfare locale e sistema di accoglienza, la facilitazione della rapida acquisizione dei documenti essenziali, la promozione del coordinamento coi servizi sanitari.

Stranieri sul territorio metropolitano: presentato il Rapporto sull’immigrazione

Questa mattina, 13 dicembre, all’Auditorium del Campus Luigi Einaudi è stato presentato il rapporto dell’Osservatorio interistituzionale sugli stranieri in provincia di Torino: una vera e propria fotografia, aggiornata al 2020, del fenomeno migratorio sul territorio metropolitano.

Per mettere a punto questo quadro, nevralgico per le scelte sulle politiche migratorie, la Prefettura di Torino ha contato sulla collaborazione, ormai storica, di altri 14 soggetti istituzionali che contribuiscono a fornire i dati: Regione Piemonte, Città metropolitana, Comune di Torino, Questura, Comando provinciale dei Carabinieri, Camera di Commercio, Centro per la giustizia minorile per il Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta del Ministero dell’Interno, Università di Torino, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, Ires Piemonte, Agenzia Piemonte Lavoro, Direzione territoriale del lavoro, Direzione Inail regionale, Forum internazionale ed europeo di ricerche sull’immigrazione.

“Fra le moltissime competenze che oggi sono in capo alle Prefetture considero fondamentali due compiti: antimafia e immigrazione. E su questo tema, ammiro la grande capacità di Torino di costruire collaborazioni ampie e durature, come quella necessaria a realizzare il Rapporto” ha commentato il Prefetto di Torino Raffaele Ruberto.

La Popolazione straniera a Torino e provincia rappresenta solo il 9,3%

Il rapporto sugli stranieri sul territorio di Città metropolitana di Torino di quest’anno ha un tema centrale, legato ovviamente all’impatto della pandemia, dedicato a “stranieri e salute”.

La Città metropolitana di Torino ha contribuito alla stesura attraverso il lavoro dell’Ufficio statistica del Dipartimento sviluppo economico, con la Direzione Istruzione, Pari opportunità e Welfare, e con l’Osservatorio abitativo sociale della Direzione Territorio e trasporti.

Roberto Montà

Il dato più rilevante è che, a dispetto di tante paure e preconcetti, la popolazione straniera rappresenta solo il 9,3% di quella complessiva: sul territorio metropolitano gli stranieri al 31 dicembre 2020 sono 205.988 unità su 2.212.996 abitanti totali.

Di questi 131.256 sono a Torino (su 866.150 abitanti) e rispetto al 2019 c’è un calo: 1622 stranieri in meno. Sul resto del territorio metropolitano gli stranieri sono 86.259 e anche qui si registra un calo di 3 mila in meno rispetto all’anno precedente e i Comuni con una maggior concentrazione di stranieri si riconfermano essere Pragelato, Chiesanuova, Colleretto Castelnuovo e Mercenasco.

“I dati demografici ed economici presentati ci fanno capire che gli stranieri sono una risorsa e non un problema, tanto più in contesti non urbani, come i molti Comuni periferici e piccoli del nostro territorio, rappresentano un elemento vitale. Stiamo per vivere la più importante stagione di investimenti dal Dopoguerra, e dobbiamo pensare a investire le risorse in modo da favorire l’integrazione, perché una società inclusiva deve essere la base dello sviluppo del territorio ha commentato il vicesindaco della Città metropolitana Roberto Montà.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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