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domenica 4 Dicembre 2022

Torino, donna per 15 giorni al Pronto soccorso del Mauriziano: gravissimo

Fatto grave quanto accaduto ad una donna a Torino, che si é trovata letteralmente ‘parcheggiata’ nel Pronto soccorso del Mauriziano, in quanto non vi era modo di curarla nelle strutture competenti. Sulla questione, alquanto indignato é intervenuto a ‘gamba tesa’ Silvio Magliano, Capogruppo Moderati in Consiglio Comunale, che nei giorni scorsi aveva sollevato il problema: “Punti di Pronto Soccorso in Piemonte: sono reparti di emergenza e urgenza o si richiede loro di svolgere un ruolo di supplenza sociale? Domanda retorica, risposta ovvia: la loro principale e naturale funzione dovrebbe essere, in teoria, quella di reparti dedicati ai casi di emergenza e urgenza“.

Il caso di cronaca recente che ha fatto puntare i riflettori su tale problematica sempre più emergente, riporta il dramma di una donna cinquantenne tetraplegica giunta presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Mauriziano di Torino per una gastrostomia percutanea endoscopica urgente (con possibile dimissione dopo 48 ore) e poi trattenuta presso il Dipartimento di Emergenza e Attivazione per due settimane, nell’impossibilità della RSA presso la quale la donna risiedeva prima del ricovero di accoglierla nuovamente dopo l’intervento, non avendo la struttura nel proprio organico infermieri in grado di garantirle adeguata assistenza.

Magliano sulla questione fa notare: “Non sfugge, come – soprattutto negli ultimi tempi – i punti di Pronto Soccorso del nostro territorio siano gravati nella pratica anche da funzioni che dovrebbero spettare a strutture di altra tipologia e natura. Ho presentato, sul tema, un Question Time in Consiglio Regionale del Piemonte: in Aula chiederò alla Giunta quali misure intenda mettere in atto per permettere ai Pronto Soccorso del territorio piemontese di svolgere pienamente e principalmente la propria funzione peculiare e precipua di reparti di emergenza, sgravandoli il più possibile da funzioni diverse”. Ecco cosa é accaduto nella giornata di ieri.

Magliano, Donna per 15 giorni al Pronto Soccorso del Mauriziano: “Caso di una gravità inaudita


Così nel comunicato Stampa diffuso in serata che ben sintetizza quanto é accaduto nel corso del Question time discusso nella giornata di ieri: “La carenza di rapporti tra RSA e Ospedali rischia di diventare un problema sistemico. Perché la struttura di origine della paziente non disponeva del personale sanitario necessario ad assisterla? Perché, data questa assenza, la donna non è stata trasferita in reparto, rimanendo due settimane presso il DEA? La questione è sanitaria: non possiamo accettare che vi siano malati di serie A e malati di serie B (nello specifico, quelli non autosufficienti, come questa paziente cinquantenne tetraplegica). Ho portato il tema in Consiglio Regionale con un Question Time appena discusso.

Il caso, assurto agli onori delle cronache, della cinquantenne tetraplegica trattenuta presso il Pronto Soccorso del Mauriziano per due settimane dopo una gastrostomia percutanea endoscopica è di una gravità assoluta. Ci auguriamo di non dover più vedere e commentare vicende simili. Ho portato il tema in Consiglio Regionale con un Question Time appena discusso a Palazzo Lascaris.

Due i punti oscuri di una vicenda vergognosa

Poi prosegue Magliano spiegando in quali termini sono state chieste specifiche su questo vergognoso accaduto: “Due i termini della questione: perché la RSA presso la quale soggiornava la donna non aveva in organico il personale infermieristico in grado di garantirle adeguata assistenza e dunque un pronto ritorno in struttura dopo l’operazione? Perché, vista l’impossibilità di tornare presso la RSA, l’Ospedale Mauriziano non ha trasferito la paziente in reparto, trattenendola presso il Pronto Soccorso? La Giunta ha garantito di voler approfondire e noi manterremo altissima l’attenzione sul tema: ci attendiamo risposte convincenti“.

Infine fa notare come sia essenziale fare rete tra aziende ospedaliere e servizi sanitari nazionali: “Fare rete tra aziende ospedaliere e i servizi sanitari territoriali deve essere il primo obiettivo, che garantirebbe in primo luogo risposte appropriate ai malati e, in secondo luogo, anche un’ottimizzazione delle risorse. I malati non autosufficienti non possono essere considerati malati di serie B, quasi fossero un peso o un fastidio per il resto della Sanità. La mancanza di rapporti e interlocuzioni tra RSA e strutture ospedaliere sta diventando un problema sistemico. Non è accettabile che vi siano RSA prive del personale necessario ad assicurare un livello minimo di cure.

Una migliore gestione del percorso dei pazienti a livello territoriale e la semplificazione degli aspetti burocratici sono fondamentali per garantire continuità, accessibilità e integrazione dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria sul territorio piemontese“.

Erica Venditti
Erica Venditti
Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono confondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.

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