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giovedì 29 Settembre 2022

Proposta di legge su tatuatori: divergenze di opinione in Consiglio Regionale

Divergenze di opinioni, durante le consultazioni sulla Pdl 187, “Riconoscimento delle attività di tatuaggio e dermopigmentazione”, presentata dalla prima firmataria Sarah Disabato (M5s), svoltesi questa mattina in Commissione Sanità, presieduta dal vicepresidente Andrea Cane.

Da un lato le Confederazioni artigiane che rappresentano i tatuatori hanno chiesto che “il Piemonte si faccia promotore nazionale di una legge quadro nazionale per evitare diseguaglianze e disparità tra i tatuatori artistici e concorrenza sleale”. Lo ha chiesto Antonella Gualchi del Coordinamento regionale.

Dall’altro lato Rosangela Scaccianoce di Confestetica ha sottolineato come “l’attività di estetista sia già regolamentata, a livello nazionale, dalla Legge 1/90, che ne disciplina l’attività e ne prevede la formazione. Per questo chiediamo che la dermopigmentazione, di competenza degli estetisti, venga affrontata in maniera separata rispetto al tatuaggio artistico”.

Corsi di formazione e aggiornamento per tatuatori

Invece per Eugenio Arneodo, dell’Associazione tatuatori artistici, “si tratta di una proposta di legge importante per formare professionisti seri e preparati ed evitare gli improvvisatori. Chiediamo che il Consiglio regionale del Piemonte adotti questa proposta e dia il via a un percorso specifico per tatuatori che sia in grado di contrastare l’abusivismo diffuso e di tutelare la salute pubblica”.

Il provvedimento oggetto di consultazioni intende garantire, soprattutto dal punto di vista sanitario, chi si sottopone a tatuaggio o depigmentazione prevedendo corsi formativi e di aggiornamento per gli operatori e normandone l’attività. Prevede, inoltre, che la Giunta regionale, acquisito il parere della Commissione, individui, tra l’altro, i requisiti e i criteri di priorità per l’accesso a contributi per la realizzazione di tatuaggi con finalità mediche per ridurre il disagio psicologico delle persone che si sono sottoposte a interventi di asportazione e ricostruzione dell’areola mammaria.

tatuatori
Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte

Si discute sui contributi al tatuaggio all’areola mammaria per finalità mediche e psicologiche

Negli altri interventi Marina Caldaro di Dragonette Torino Onlus, con Paola Zaccagni e Micaela Musso di Associazione Dragonesse di Avigliana (To) hanno evidenziato quanto “il tatuaggio dell’areola, per chi sia stato operato alla mammella, rappresenti una tappa importante nel percorso di recupero e valorizzazione di sé”.

Fiorella Savoca di Donna Tea, Fulvia Pedani di Andos, con il presidente e la socia di Casa Breast Riccardo Bussone Monica Schina hanno evidenziato la necessità che “la Regione e la Rete oncologica si facciano garanti della formazione degli operatori destinati a tatuare l’areola delle pazienti e che venga istituito un registro a tutela delle stesse”. Anche in questo, hanno aggiunto, il Piemonte potrebbe farsi promotore a livello nazionale.

Paola Angela Stringa dell’Associazione Luca Coscioni ha ricordato che, trattandosi di una prestazione garantita dai Livelli essenziali di assistenza, il tatuaggio per le persone operate alla mammella dovrebbe essere garantito ovunque sul territorio nazionale senza lasciare al paziente l’onere di informarsi su dove poter esigere la prestazione.

Piercing e tatuaggi: attualmente l’età minima prevista è 16 anni

Relativamente al limite di età per sottoporsi a procedure di piercing e tatuaggi, la garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Ylenia Serra ha evidenziato che “i 16 anni sono un’età consona, anche se alcune regioni abbassano tale limite ai 14 anni”. Sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, i consiglieri Sara ZambaiaGianluca Gavazza (Lega), Disabato (M5s) e Marco Grimaldi (Luv).

    

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