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mercoledì 25 Maggio 2022

Elezioni comunali a Torino, Faustino Vilardi: “Priorità alla sicurezza e al dialogo con i cittadini”

Mancano ormai pochissimi giorni alle elezioni comunali attaverso cui i cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco di Torino e la composizione della giunta comunale, oltre a tutte le giunte circoscrizionali. Tra i candidati alla carica di consigliere comunale c’è una persona in particolare che ha colpito molti torinesi per carisma e capacità di ascolto: si tratta di Faustino Vilardi, ufficiale dei Carabinieri, oggi candidato nelle fila di Fratelli d’Italia.

Com’è noto il suo partito, così come tutto il centrodestra, appoggia la candidatura alla carica di sindaco di Paolo Damilano, che ha come principale rivale politico il candidato del centrosinistra Stefano Lo Russo. Più indietro nelle preferenze, secondo gli ultimi sondaggi, la candidata pentastellata Valentina Sganga, che però potrebbe diventare l’ago della bilancia in caso di ballottaggio.

La campagna elettorale di Vilardi si basa principalmente su alcuni temi che toccano particolarmente il cuore e la sensibilità dei torinesi come quello inerente il rilancio dell’economia locale, la cura del rapporto tra la politica e i cittadini e soprattutto quello inerente la sicurezza pubblica.

Più sicurezza per i torinesi, soprattutto in zone come Barriera di Milano

Partendo proprio dal tema della sicurezza, che il candidato consigliere di Fdi conosce decisamente bene visti e considerati i numerosi anni trascorsi nell’Arma, secondo Faustino Vilardi la nuova stagione politica di Torino dovrebbe essere incentrata sulla lotta alla criminalità, allo spaccio e al degrado diffuso. In particolar modo tra le zone periferiche che necessiterebbero maggiormente della presenza e dell’attenzione della politica, oltre a quella delle forze dell’ordine, spicca Barriera di Milano: “Al momento è la zona più complicata della città. La politica e le istituzioni sembrano aver abbandonato del tutto i residenti di questo quartiere. Se venissi eletto Barriera sarebbe tra le mie priorità: riqualificare corsi importanti come ad esempio Corso Giulio Cesare, Corso Vercelli, Corso Vigevano e Corso Principe Oddone“.

Per l’ufficiale la riqualificazione e il contrasto alla malavita può avvenire solo se si riesce a realizzare una proficua collaborazione tra i rappresentanti politici, il prefetto e il questore. “Oggi purtroppo la pattuglia che dopo una segnalazione si reca in una zona a rischio può fare ben poco. Bisognerebbe agire con discrezione, effettuare indagini con agenti in borghese e intervenire senza destare troppe attenzioni perchè le entrate in scena a sirene spiegate rischiano di mandare in fumo gli interventi“. Inoltre propone l’idea di mobilitare l’esercito, che potrebbe fornire mezzi e uomini per supportare le forze dell’ordine.

Il buon politico sa ascoltare, è umile e delega quando è il caso di farlo

Faustino Vilardi
Faustino Vilardi

Un altro punto che tiene a rimarcare è la fondamentale importanza del dialogo tra i cittadini e i politici: “Per me fare politica vuol dire andare in mezzo alle persone per ascoltare i loro problemi e trovare delle soluzioni. Le amministrazioni precedenti si sono interessate di più a mantenere i rapporti con i salotti buoni che con la gente comune”.

Nello stesso tempo i politici devono essere più umili e miti – sottolinea Vilardi -, vedo tanta esaltazione e poca voglia di mettersi a disposizione“. Per spiegare questo punto presenta un parallelismo che lo riguarda in prima persona: “Il politico deve essere un servitore dei cittadini così come come un carabiniere è un servitore dello Stato.”

Tra le accuse mosse alla classe politica attuale c’è quella sulle competenze: “Il buon politico deve saper mettere a disposizione della gente le proprie capacità professionali, ma nello stesso tempo deve delegare ai colleghi più preparati quelle problematiche che non è in grado di gestire. Non si può pretendere di sapere tutto in tutte le materie“.

Faustino Vilardi: “Serve una scossa per far ripartire l’economia”

Infine non può mancare una riflessione sull’economia del territorio che dopo la crescita marcata del 2006, anno dei Giochi Olimpici invernali ospitati nel capoluogo piemontese, non è più riuscita a raggiungere picchi importanti: “Nel 2006 la giunta regionale guidata da Ghigo, con l’appoggio di Berlusconi, era riuscita a rilanciare Torino e il Piemonte rendendole famose in tutto il mondo. Dopo le Olimpiadi invernali c’è stato il vuoto siderale“. Quello che serve è una scossa: “Avremmo dovuto unirci a Milano e Cortina presentando anche la candidatura di Torino per i prossimi Giochi Olimpici invernali. Il Movimento 5 stelle, con questa mossa, ha penalizzato la città“.

“Credo nella vittoria di Damilano, ma si rischia all’eventuale ballottaggio”

Per quanto riguarda un commento sull’esito delle elezioni il candidato consigliere di Fdi crede che la vittoria di Paolo Damilano sia possibile, perchè è “un uomo mite, umile, preparato e che non lancia proclami da esaltato“. Anche se va sottolineato che in caso di ballottaggio il rischio che la coalizione Pd-M5s possa avere la meglio esiste. Mentre non fa alcun pronostico sulla propria vittoria, ma assicura che se anche venisse eletto nel gruppo di minoranza metterà in campo tutto l’entusiasmo, la professionalità, la grinta e la proria esperienza per dare voce a tutti quei cittadini che fino a ieri non avevano nessuno che avesse voglia di ascoltarli.

Carlo Saccomando
Carlo Saccomando
Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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