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domenica 3 Luglio 2022

Cirio: “Evitare i tamponi obbligatori e proseguire con la campagna vaccinale”

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, parla a tutto tondo su tamponi, vaccini ed elogia l'operato del premier Draghi

Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, ha rilasciato una lunga intervista sull’importanza dei vaccini. Ha spiegato chiaramente la sua opinione in merito alla necessità di procedere con le vaccinazioni, soprattutto per evitare nuove coercizioni future. Ai microfoni di RaiNews24, Cirio ha argomentato che la situazione regionale attuale non deve impedire di continuare il lavoro finora svolto in ambito sanitario.

Le parole del presidente Cirio sui tamponi e le statistiche piemontesi

Ecco quanto ha dichiarato nella giornata odierna: “Sono mesi che spieghiamo alla gente di vaccinarsi per evitare il tampone, perché così indossa una corazza per sé e per gli altri. Imporre il tampone in maniera generalizzata rischierebbe di minare questo messaggio. E rischia di non essere la soluzione giusta“.

Il presidente ha espresso i propri dubbi ed il proprio scetticismo sul dover imporre delle verifiche apposite in tema di Covid per legge. Queste misure riguarderebbero chi è vaccinato oppure ha già contratto il virus, ovviamente guarendo. In merito a ciò ha dichiarato: “Che il tampone diventi misura ordinaria per un vaccinato con super green pass per vivere la propria socialità contraddice tutto il lavoro fatto“.

Entrando più nello specifico sul tema vaccinale, Cirio ha aggiunto: “Io credo che la parola d’ordine sia sempre vaccinare. In Piemonte oggi registriamo il 60% di positivi in più rispetto all’anno scorso, ma c’è un sesto della occupazione ospedaliera. Dico dunque che la corazza c’è, si chiama vaccino e lo dimostra la scienza.

La mia Regione continua a essere la prima in Italia per terze dosi già inoculate e il fatto che siamo in zona bianca credo sia la dimostrazione che aver vaccinato tanto, bene e in fretta ci ha protetto di più“.

Cirio durante un suo discorso

Discorso sul vaccino obbligatorio

Il suo discorso prosegue in questa direzione: “In Piemonte ho sempre interpretato la filosofia secondo cui convincere è meglio di costringere e abbiamo avuto risultati importanti. Ad agosto erano circa 800mila gli over 12 che non avevano aderito alla campagna vaccinale, oggi sono circa 480mila. Vuol dire che da agosto a oggi più di 300mila piemontesi sono andati a fare la prima dose“.

Non bisogna, secondo il pensiero di Cirio, colpevolizzare le persone indecise: “I piemontesi che ad agosto non erano ancora vaccinati non sono No Vax, sono persone che avevano paura, e le persone che hanno paura vanno abbracciate, vanno prese per mano, vanno convinte coi risultati e con la scienza.

È quello che credo sia ancora necessario fare. Altro discorso è decidere di estendere l’obbligo vaccinale ad alcune specifiche categorie di lavoratori. Questo credo sia un ragionamento che può essere fatto ed è argomento della cabina di regia di giovedì“.

Allo stesso tempo, il presidente del Piemonte vuole evitare che le persone in regola con le dosi eseguite del vaccino subiscano un periodo natalizio di rinunce. “Mi rimetterò alle scelte del Governo, come sempre ho fatto, da sabaudo quale sono, ma una cosa la dico: non siano i vaccinati a pagare l’innalzamento dei contagi, che ci dimostra come il problema siano i non vaccinati.

Nelle terapie intensive del mio Piemonte, otto ricoverati su dieci non sono vaccinati. Chi non si vaccina e finisce in terapia intensiva non fa solo male a se stesso, ma mette a rischio la vita di tutti gli altri, perché purtroppo non ci si ammala solo di Covid“.

Cirio e Lo Russo al confronto istituzione in Regione
Il presidente regionale con il sindaco di Torino, Lo Russo

Considerazioni di Cirio a livello nazionale

Interrogato sulle vicende politiche generali italiane, il presidente regionale ha così risposto: “La continuità di governo è un valore nei momenti di emergenza, un valore prezioso che credo dobbiamo anche difendere e preservare. Draghi è un italiano utile e prezioso.

Lo è stato quando guidava il più importante istituto europeo, è utile profondamente oggi alla guida del governo e sarebbe utile domani in qualsiasi altro ruolo noi andassimo a chiedergli di fare gli interessi dell’Italia. Certo è che con l’emergenza ancora bella forte di oggi la continuità del governo Draghi diventa un valore prezioso“.

Giampaolo Negro
Giampaolo Negro
Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, giornalista pubblicista dal 2012. Ho collaborato dal 2010 al 2021 con "Sprint e Sport" occupandomi di calcio giovanile e dilettantistico, con particolare attenzione alla scuola calcio. Appassionato di cultura storica, arte, teatro musica e affascinato dalle meraviglie della natura.

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