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lunedì 4 Luglio 2022

Tim Roth ospite al Museo del Cinema di Torino per una Masterclass d’eccezione

L’attore inglese Tim Roth, in visita alla città di Torino, è stato il protagonista di una Masterclass all’interno del Museo del Cinema.

Come preannunciato nel nostro articolo di anteprima, Torino ha avuto l’onore di ospitare lunedì 30 agosto nella grandiosa sala del Tempio all’interno del Museo del Cinema di Torino il noto attore britannico Tim Roth.

Ad organizzare e dirigere la Masterclass dal vivo con uno dei volti più noti del panorama cinematografico è stato il direttore del Museo del Cinema di Torino, Domenico De Gaetano affiancato da Grazia Paganelli, critica cinematografica e curatrice della programmazione del Cinema Massimo di Torino. E proprio nella deliziosa cornice offerta dall’interno della Mole di Torino si sono potute ripercorrere, insieme anche al fortunato pubblico presente all’evento (che in poche ore è giunto ad essere sold out), le tappe più importanti e suggestive della carriera dell’attore londinese.

Una filmografia ampia ed eclettica per l’attore Tim Roth che nel corso degli anni si è diviso tra cinema e tv, prendendo parte a film d’autore, collaborando con registi di grande calibro per passare anche a recitare in pellicole di successo e blockbuster senza disdegnare parti in opere di giovani registi sconosciuti.

Ho sempre voluto essere un attore che lavorava davanti alla macchina da presa. Non volevo fare teatro anche se ho iniziato da lì. Non sono un attore metodista ovvero non ho un metodo e non ho frequentato delle scuole di registrazione, vado un po’ a istinto, a seconda di quello che è il momento ed il personaggio. A volte basta una lettura e il personaggio è già mio altre volte per altri personaggi devo fare un grosso lavoro dal punto di vista pratico e devo scavare a fondo” commenta l’attore Tim Roth. “Ci sono film che nascono da una propria passione, dove l’importante è la sceneggiatura e il personaggio. E poi ci sono le pellicole che servono per sostenersi finanziariamente, per pagare il mutuo. Mentre poi ci sono i progetti che ti appassionano e ti divertono come quello che ho realizzato per e con mio figlio ovvero un piccolo horror movie” racconta l’attore.

Nella piacevole chiacchierata intessuta all’interno della grandiosa dimora del Cinema di Torino si sono ripercorse le varie collaborazioni che l’attore ha avuto nel corso della sua carriera mentre alle sue spalle sono stati proiettati piccoli spezzoni dei film cult a cui ha preso parte.

Dal periodo con cui ha collaborato con il regista Peter Greenaway con il quale ha realizzato un film a sua detta anarchico che sottolineava l’odio che provavano tutti loro per il mondo di Margaret Thatcher (Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante) e a quanto il regista gallese fosse pignolo tanto da occupare gran parte del tempo a posizionare correttamente tutta la parte di scenografia.

Fino a quando diventò una “iena” in uno dei film cult del grande regista Quentin Tarantino impersonificando l’emblematico Mr. Orange. Prendendo poi parte anche ad altri tre capolavori del regista americano diventati nel tempo delle vere icone nel mondo del cinema ovvero “Pulp fiction”, “Four rooms” e “The Hateful Eight”.

Per essere un attore di Tarantino devi essere qualcuno che lui vuole o meglio quello che lui vuole che tu sia. Lui ama le parole e la scrittura e quando mi scelse ero esattamente la persona che voleva. Lui è il regista perfetto per una persona che vuole essere attore, ha questa particolarità, ovvero quello che scrive, le sue sceneggiature ti coinvolgono tanto da spingendoti a produrre un flusso di parole continue. È una sensazione unica, qualcosa di speciale che tutti noi attori che abbiamo collaborato con lui abbiamo provato” specifica Roth divenuto negli anni un attore feticcio del regista cult americano.

Masterclass di Tim Roth Museo del Cinema di Torino
Masterclass di Tim Roth Museo del Cinema di Torino

L’attore ha lavorato fianco a fianco anche con il grande regista Tim Burton nel remake del noto film “Il Pianeta delle Scimmie”.

Quello che voleva fare Burton era un film che fosse più oscuro del precedente e quello che è riuscito a creare è stato scavare nell’oscurità della storia attraverso proprio i suoi personaggi. E’ stato un processo molto complesso ed è stato sviluppato lavorando anche a stretto contatto con i make up artist per sottolineare proprio questi aspetti un po’ dark: è stato uno sforzo creativo di tutto il team ed è stato interessante dal punto di vista artistico. Per arrivare a ricreare perfettamente il mio personaggio ho frequentato otto corsi e devo aggiungere che avevo anche uno stuntman perfetto, bravissimo. Ciò che ho trovato molto interessante in questa collaborazione è stato il fattore invisibilità, l’essere mascherato, a molti attori non piace questa sorta di rimozione di se stessi, ma a me è piaciuta molto anzi mi ha molto divertito nonostante la sua complessità” commenta Roth.

Infine l’esperienza con il regista tedesco Werner Herzog con il quale l’attore si è misurato nella pellicola “Invincibile”.

Herzog era anche uno dei miei registi preferiti, ho amato molto i suoi film. Ci dava la libertà di muoverci come preferivano ma avendo ben chiaro un obiettivo. Quello che questo film mi ha lasciato è una sensazione liberatoria unita al senso di divertimento e coinvolgimento” ricorda l’attore britannico.

Nella sua lunga carriera di attore, Tim Roth ha avuto nel 1999 un’esperienza anche dietro alla macchina da presa. L’attore infatti è stato regista della pellicola “The War Zone” film proiettato alcuni anni fa anche all’interno della rassegna cinematografica del Torino Film Festival.

In quel momento era qualcosa che mi serviva, avevo proprio bisogno di stare in quel momento dall’altra parte della macchina da presa e mi è piaciuto lavorare con il team della scenografia, della fotografia, vivendo in prima persona cosa succede in post produzione e nella fase di montaggio. Ho delle sceneggiature che nel tempo ho pensato anche potessero diventare dei film in realtà ma ho deciso che questo sarà il mio unico film da regista nonostante sia stata un’esperienza interessante, esauriente e affascinante” commenta Tim Roth davanti alla platea della Masterclass.

A concludere l’interessante lezione di Cinema è stata una riflessione sul futuro della Settima Arte soprattutto dopo le ripercussioni che l’ambito cinematografico ha subito a causa delle restrizioni messe in atto per fronteggiare la pandemia da Covid-19.

Quello che mi preoccupa nel cinema in ambito cinematografico è l’assenza di intrattenimento a livello di gruppo e spero che questo possa ritornare al più presto. E su questo aspetto siete voi pubblico ora ad avere un ruolo importante” conclude l’attore.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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