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mercoledì 5 Ottobre 2022

Plastica, la sound designer ‘malleabile’ al Torino Music Forum

Producer, musicista, sound designer e dj, questa è Matilde Ferrari aka Plastica che si esibirà sabato 4 dicembre al Torino Music Forum

Matilde Ferrari inizia a suonare il pianoforte all’età di 8 anni e da quel giorno non ha mai smesso di fare musica, fino ad arrivare ad essere Plastica, l’artista che è oggi.
Sul sito matildeferrari.com si possono trovare brani e colonne sonore realizzate ad hoc per brand come Kappa, Swarovski e Vogue, un lavoro di produzione e sincronizzazione che ama tantissimo. Al Torino Music Forum porterà un mix di brani editi e non, oltre che diversi remix e brani strumentali.

Matilde Ferrari diventa Plastica

Matilde Ferrari, classe ’96, in arte Plastica, come mai hai scelto questo nome d’arte?

Tanti pensano che il mio nome d’arte sia legato alla sostenibilità ambientale. È un argomento che ho molto a cuore, ma il nome Plastica deriva dal concetto di “materiale plastico”, malleabile, trasformabile. Mi piace il concetto che sta dietro a questo nome in generale e mi piace associarlo alla mia personalità artistica”.

A che età hai iniziato a fare musica? Da dove nasce questa passione?

Ho iniziato a circa 8 anni prendendo lezioni di pianoforte classico, poi sono passata alle tastiere e ai sintetizzatori con le prime band del liceo e infine all’arrangiamento e alla produzione su DAW (software di produzione audio).
Ho sempre ascoltato sin da piccola tantissima musica, anche grazie ai miei genitori molto appassionati e interessati, soprattutto di cantautorato italiano (De Andrè, Guccini, Battiato), ma non solo
”.

Ti ispiri a qualche artista in particolare?

Diciamo che non ho un genere di riferimento, ma mi piacciono molto artisti come Bonobo, Mura Masa, Flume e Polo&Pan”.

Parlaci del tuo primo singolo Lava.

Lava è un brano nato nel primo lockdown da alcuni campionamenti fatti nella metro di Milano qualche mese prima. ‘Lava‘ fa riferimento all’energia, al magma che alimenta la terra. Venendo associato all’etichetta di un detersivo (nella cover del singolo), assume allo stesso tempo un significato diverso. Il titolo è quindi un gioco di associazioni che confonde, dove, come spesso accade, il contenuto non rispecchia il contenitore, ed elementi diversi si incontrano per costruire un unicum”.

Plastica – Lava

Che emozioni hai provato la prima volta che sei salita su un palco e ti sei esibita davanti ad un pubblico?

Ero sicuramente molto piccola. Già da bambina mi esibivo nei saggi di pianoforte e poi da adolescente con le mie band liceali. Mi ricordo che facevamo un’infinità di prove ed era tutto molto più complicato di com’è ora, anche solo banalmente per la disponibilità economica che si ha a quell’età o per gli spostamenti senza patente. Anyway, a quell’età appunto ero sicuramente molto agitata per i live, mentre adesso sono un po’ più serena, soprattutto se si tratta di salire sul palco con altre persone e non da sola!”.

Tu canti anche?

Non proprio. Non ho mai sentito lo “strumento” voce come mio mezzo di espressione, mi sento molto più confident su altri canali di espressione”.

Il 25 maggio è uscito Citrosodina in collaborazione con La Ragazza dello Sputnik. Parlaci di questo pezzo, com’è nato questo progetto, collaborazione e perché avete scelto questo titolo?

‘Citrosodina’ è la metafora di sé stessa. Il significato di questa canzone è proprio nella necessità di digerire e allontanare una sensazione di pesantezza. In questo caso però la citrosodina dovrebbe essere il mezzo con cui possiamo digerire momenti duri, persone e commenti, digerire sé stessi e i proprio eccessivi pensieri. Ho conosciuto Valentina aka La Ragazza dello Sputnik tramite un’amica in comune e abbiamo scoperto di essere entrambe veronesi, così è nata una grande complicità, ci siamo trovate in studio insieme anche ai suoi musicisti ed è nata ‘Citrosodina‘”.

Quanto è importante per te la femminilità, il concetto di girl power? Hai collaborato con altre artiste?

Certo. Ho sempre collaborato con uomini e donne indistintamente e credo sia importante parlare non tanto di girl power, quanto di valorizzazione di tutti i generi senza autoghettizzarsi. A tal proposito, ho fondato quest’anno con Elisa Massara aka Elasi, “POCHE“, un collettivo di artisti e produttrici. Lo scopo è quello di creare collaborazioni, sinergie, unioni, idee per il futuro. Il progetto ha quindi lo scopo di pensare a nuovi eventi, luoghi di confronto e iniziative per incentivare nella pratica il ruolo della donna producer. Non si tratta di esclusione o protesta, ma di azione aperta e propositiva, mirata al cambiamento e alla collaborazione”.

Plastica (Instagram)
Plastica (Instagram)

Cosa fai nella vita oltre a fare musica?

Faccio solo musica. Fino a qualche anno fa mi occupavo anche di grafica, avendo prima studiato Design al Politecnico di Milano. Ho deciso da circa un anno di buttarmi nell’ambito musicale, ma comunque in modo molto tentacolare e non unidirezionale”.

Sul tuo sito matildeferrari.com si possono trovare i lavori di sound design che hai realizzato per brand come Kappa, Swarovski e Vogue. Parlaci di questi progetti.

Sono tutti brani e colonne sonore realizzate ad hoc per i brand tramite la collaborazione con il videomaker/art director e mio carissimo amico Jonathan Emma. In generale, lavorare sui video e sulle immagini e produrre/sincronizzare suoni e musiche ad hoc, mi piace tantissimo”.

Le prossime uscite in programma prevedono la realizzazione di un EP di brani inediti, sul genere elettronico/RnB/sperimentale, i più dei quali in collaborazione con vari artisti della nuova scena indipendente, provenienti da ambiti e generi più diversi possibile. Raccontaci di questo progetto.

Ancora non posso dire molto anche perché è effettivamente tutto da finalizzare e programmare, ma sicuramente sarà un lavoro pieno di collaborazioni”.

Cosa rappresenta e che tipo di supporto ti ha dato e ti dà l’etichetta discografica Sugar?

Sugar Music Publishing mi segue sul piano editoriale: pianifichiamo insieme le uscite, mi coinvolgono in session e iniziative e mi danno una mano a livello burocratico”.

Plastica feat. La ragazza dello Sputnik – Citrosodina

Dal tuo profilo Instagram emerge la passione per quello che fai; quali sono stati gli eventi più significativi?

Per quanto riguarda il mio progetto solista, sono stati molto emozionanti quest’anno il live alla Triennale di Milano dello scorso 23 giugno e il live a Linecheck dello scorso 23 novembre”.

Il 4 dicembre ti esibirai in occasione del Torino Music Forum. Cosa ci farai ascoltare?

Il live sarà molto simile a quello fatto a Linecheck: un mix di brani editi, remix, brani strumentali e brani inediti”.

Progetti futuri?

Sicuramente voglio comporre tantissima musica e farlo soprattutto insieme ad altri artisti. Mi piacerebbe molto portare live la mia musica in un bel tour”.

Simona Rovero
Simona Rovero
Classe 1995, aspirante giornalista. Laureata in Scienze della Comunicazione e in Comunicazione e culture dei media, nutro da sempre una grande passione per lo sport, il cinema, il buon cibo e la scrittura.

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