1.5 C
Torino
sabato 3 Dicembre 2022

Paolo Nori al Salone del Libro: “Non sapevo più che fare. E allora ho scritto”

Paolo Nori ha incontrato i lettori al Salone del Libro presentando il suo ultimo libro, "Sanguina ancora". Ecco un breve resoconto del suo intervento

Paolo Nori, ospite del Salone, ha tenuto un incontro parlando di Dostoevskij, l’autore di grandi classici della letteratura come “Delitto e castigo”, “L’idiota”, e “Il giocatore”. Per Nori l’incontro è stata l’occasione per presentare il suo ultimo libro, “Sanguina ancora”, incentrato proprio sulla vita dello scrittore russo.

Nori sale sul palchetto e in piedi inizia una chiacchierata del tutto piacevole col pubblico. Parla come se stesse parlando con un amico a tavola, ma con la competenza di un professore universitario. La competenza di chi, come lui, studia la letteratura russa dai tempi dell’università, e con la Russia ci convive da anni, conoscendone la storia, la lingua, le città.

Starlo a sentire è un piacere, i minuti scorrono rapidissimi e tutti in sala vorremmo che non passassero mai, perché abbiamo voglia di imparare, di capire, di scoprire. Nori è in grado di farci sentire studenti senza che lui si atteggi a professore; ci ipnotizza con quella sua verve nel parlare, enfatizzando con forza alcune frasi o quasi sussurrandole altre, sfumate nel suo delicato accento parmense.

Va avanti così per un’ora intera, e sempre come un amico inserisce nel discorso anche aneddoti privati, raccontati a metà tra il pudore e la confidenza. Ci racconta alcuni pensieri della sua vita da padre, o del rapporto di stima e amicizia che aveva con Antonio Pennacchi, lo scrittore di “Canale Mussolini” (Premio Strega 2010), scomparso appena due mesi fa. E nel racconto un po’ emozionato di questi piccoli scorci della sua vita privata, descrive – quasi senza volerlo – il suo esordio come scrittore.

La scrittura come ultima soluzione

Ho sognato di essere scrittore fin da bambino”, spiega Nori, “e mi sono portato dietro questo sogno, a volte anche accantonandolo. Avevo 33 anni, ero senza lavoro, non sapevo più che fare. E allora mi sono detto che era giunto il momento di scrivere”. E così Paolo Nori scrive il suo primo libro che da lì a poco verrà pubblicato. Da quel momento ne scrive altri 44 e diventa uno degli autori italiani più interessanti che si possano leggere oggi.

Queste parole Nori le dice così, semplicemente, pronunciate nel giro di una chiacchiera informale. Tuttavia io le trovo bellissime, di sicuro una delle cose più profonde che abbia mai potuto sentire in merito allo scrivere. Perché in quel “non sapevo più che fare” ho visto la realtà di tanti disoccupati, di persone quasi smarrite che non riescono a trovare un lavoro dignitoso (e il Covid ci ha fatto penare tanto anche sotto questo aspetto).

Nori ha reagito con la scrittura, ha tentato di darsi un futuro mettendo in gioco quel sogno che covava da bambino, e a quanto pare ha vinto. Penso che probabilmente questo potrebbe essere un bell’insegnamento da dare ai bambini nelle scuole, spiegare loro che ai sogni si deve concedere fiducia e forza. Oggi al Salone c’erano molte scolaresche perché per fortuna le scuole fanno la loro parte facendo conoscere l’evento torinese anche ai più piccoli: spero tanto che in qualche modo la lezione di Nori arrivi fino a loro.

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguici sui social
- Advertisement -spot_img

Latest Articles