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giovedì 18 Agosto 2022

La magia del presepe della Basilicata di Artese in scena al Duomo di Torino dall’8 dicembre

Il presepe monumentale della Basilicata realizzato dal maestro presepista Franco Artese sarà allestito presso il Duomo di Torino dall’8 dicembre al 2 febbraio

Il fascino e la magia del presepe monumentale della Basilica faranno tappa a Torino dall’8 dicembre e fino al 2 febbraio 2022. Il Duomo del capoluogo piemontese ospiterà infatti la straordinaria opera lucana realizzata dal maestro presepista Francesco, detto anche Franco Artese.

L’opera presepiale è stata organizzata su iniziativa dell’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata con il patrocinio del Comune di Torino ed è stata inaugurata e benedetta nella giornata di martedì 7 dicembre dal Vescovo Monsignor Nosiglia.

“E’ un onore ospitare in Piemonte una delle più belle opere d’arte dedicate alla Natività che contiene con la sua grande umanità un messaggio di pace e di speranza. Un faro sulle festività del Natale che abbraccia le nostre tradizioni più preziose in un momento in cui abbiamo bisogno di trovare anche nella fede e nella spiritualità la forza per accompagnare il cammino delle nostre vite” hanno commentato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Vittoria Poggio.

Presepe lucano Franco Artese
Presepe lucano Franco Artese

La civiltà rurale lucana, le famiglie di emigranti e gli omaggi a San Giuseppe Cottolengo e San Giovanni Bosco: l’opera viva di Artese all’ombra dei Sassi di Matera

Un’opera capace di raccontare, insieme al mistero della Nascita, la storia, la cultura di una Terra ricca di naturale spiritualità in un paesaggio caratterizzato da case scavate nel tufo e incastrate tra loro. Il presepe della Basilicata è infatti un’opera unica al mondo in quanto la Natività è rappresentata nel paesaggio dai sorprendenti Sassi di Matera, uno dei luoghi più antichi del mondo.

Sulla scena del presepe un brulicare di vita, un racconto diffuso di quella cultura del vicinato, fatta di solidarietà e condivisione tra famiglie, con oltre 120 personaggi, che rappresentano diversi momenti della vita quotidiana, in un ambiente semplice e laborioso, che attinge a immagini tratte da riti e tradizioni della civiltà rurale lucana, ancora vive e sentite anche dai giovani.

Nel Presepe si trova anche l’omaggio che la Basilicata fa a Torino e al Piemonte, ospitando sulla scena la figura di San Giuseppe Cottolengo: nel 1832 aveva fondato a Torino la “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, dove accoglieva disabili, invalidi e orfani, offrendo loro una casa, cure mediche, assistenza e istruzione e nell’opera di Artese viene rappresentato nell’atto di accompagnare una persona invalida alla grotta. Vi è inoltre l’immagine del beato Pier Giorgio Frassati, i cui resti mortali sono conservati proprio nel Duomo di Torino, che trascina un carro su cui giungono al cospetto del Figlio di Dio “gli ultimi”.

San Domenico Savio nell'opera presepiale di Franco Artese
San Domenico Savio nell’opera presepiale di Franco Artese

Di grande suggestione anche la scena di San Giovanni Bosco che, affiancato dal suo allievo San Domenico Savio, il Santo bambino che morì a soli quattordici anni, lasciando un segno indelebile nella comunità cristiana piemontese, indica la via a tre ragazzi, affinché tutti possano provare la gioia del Natale, nello spazio plastico di una memoria che si rinnova.

Particolarmente toccante è la scena della famiglia di emigranti con cui la Basilicata ha voluto omaggiare i tanti lucani che in passato attraversarono l’Italia per soddisfare la loro fame di lavoro e di futuro, approdando in Piemonte.

Questo gruppo di personaggi è rappresentato in un unico blocco, per sottolineare l’unità di destino che li accomuna, con la valigia di cartone, icona dell’emigrazione italiana del ‘900, nella quale sono racchiuse le cose più care da cui non ci si vuole separare, e la coperta di lana che il padre porta sotto il braccio, quasi a trattenere il calore familiare con il quale scaldare i propri cari nei momenti più difficili.

Infine la Vergine realizzata nel presepe monumentale richiama la scultura bronzea della Madonna del Pollino realizzata dall’artista olandese Daphné du Barry nell’atto di donare il proprio Figlio all’umanità, mentre la figura di San Giuseppe riprende quella del presepe cinquecentesco di Altobello Persio da Montescaglioso, esposto a Tursi.

“Il presepe della Basilicata è intriso di una carica di umanità che l’accompagna in ogni sua esposizione nelle città italiane e all’estero, è simbolo di fede e arte, immuni al tempo, ma anche del saper fare, del made in Basilicata che si fa apprezzare in tutto il mondo” ha commentato Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata.

Quella svolta dal maestro presepista Franco Artese è come lui stesso la definisce “una missione” ovvero quella di portare attraverso le opere il messaggio evangelico di san Francesco, portando nel mondo anche i paesaggi del Sud e i valori di questa terra”.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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