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mercoledì 5 Ottobre 2022

Il Salone del Libro di Torino, una forza economica e sociale

Sta per partire la nuova edizione del Salone del Libro di Torino, e noi ne approfittiamo per scoprire qual è la sua importanza economica e sociale per la città

Il Salone del Libro di Torino riapre le sue porte come un libro apre le pagine al lettore. L’edizione esclusivamente online dello scorso anno ha lasciato parzialmente con l’amaro in bocca a quanti speravano nel ritorno dell’evento dal vivo. Purtroppo causa Covid si è preferito aspettare tempi migliori per offrire il Salone alla città, e ora fortunamente questi tempi migliori sono arrivati.

Domani 14 ottobre il Salone del Libro inaugurerà la sua edizione 2021, annunciata come un ritorno in grande stile. Pur rispettando le norme anti Covid, non ci saranno posti limitati ma appuntamenti con piena capienza di posti. Niente più prenotazione obbligatoria, dunque, anche se preferibile.

Le parole di Nicola Lagioia, direttore del Salone non lasciano dubbi e puntano in alto. “Sarà il Salone del Libro di Torino col programma più ricco e più vasto della sua storia”, ha dichiarato Lagioia. Dunque tante aspettative per un evento che si conferma essere uno dei più importanti di Torino, soprattutto per il notevole impatto economico che ha sulla città.

Il fattore economico del Salone

I dati più recenti riguardanti i numeri del Salone appartengono a una ricerca svolta dall’Università di Torino nell’anno 2018. Su un campione di partecipanti intervistati, l’88% ha dichiarato di essere molto soddisfatto della visita al Salone. Inoltre ben il 91,6% ha espressione l’intenzione di tornare per l’edizione successiva.

Percentuali importanti che si tramutano in termini economici generando, secondo le stime, circa circa 14,2 milioni di euro di ricadute economiche sul territorio. Di questi ricavi, 7,4 milioni provengono dalle spese dei visitatori e 6,8 milioni dagli espositori.

Applicando i relativi moltiplicatori per calcolare gli effetti complessivi sull’economia locale, arriviamo a un totale di 28 milioni di euro. I numeri di queste stime presentano il Salone come una realtà economica che compete con le maggiori industrie e aziende della città. Tuttavia accanto all’aspetto economico, non dobbiamo dimenticare l’importanza sociale che il Salone riveste.

Alessandro Barbero e Giuseppe Culicchia all’apertura dell’edizione di Portici di Carta di quest’anno (Instagram il Salone del Libro)

Il Salone, volto culturale di Torino

Torino è una città dai tanti aspetti culturali e sicuramente il Salone è quello che più di tutti la presenta al pubblico. L’unico altro appuntamento più grande di questo è – a livello europeo – la Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, evento tuttavia riservato solo agli addetti del settore come editori, agenti letterari e grandi distributori. Possiamo quindi dire che il Salone di Torino rimane la kermesse pubblica più importante d’Europa.

Il Salone dunque non si limita solo a essere un forte introito economico per Torino ma anche un biglietto da visita per chiunque voglia immergersi nel mondo dell’editoria e della letteratura in generale. È anche grazie a questo evento che oggi in città resistono – e anzi si preparano a crescere – diverse iniziative librarie come Portici di Carta, e altrettante librerie e case editrici indipendenti.

Con un pizzico di orgoglio torinese, è forse anche per la sua riconosciuta importanza sociale che dal 2016 la città di Milano ha iniziato a competere (anche con ottimi programmi, va detto) con il suo Salone della Cultura (in programma il 20 e 21 Novembre prossimo). Il progetto di Milano ha richiamato a sé l’AIE (Associazione Italiana Editori), che da anni partecipava all’organizzazione del Salone di Torino, e molti torinesi hanno visto questo gesto come un piccolo “furto”.

Ma Torino ha reagito bene alla cosa, e le prospettive di questo imminente Salone si ripromettono di dimostrarlo. Del resto, citando il proprietario della Libreria Luxemburg che ci ha gentilmente concesso un’intervista pubblicata qualche giorno fa, nell’organizzazione del Salone non c’è stata “nessuna scissione. Esiste un solo Salone, e sarà a torino dal 14-18 ottobre”.  

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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