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lunedì 4 Luglio 2022

Il Borgo Medievale di Torino: un angolo di Storia piemontese

Il Borgo Medievale del parco del Valentino è uno dei luoghi più frequentati da turisti e abitanti, ma non tutti sanno che all'interno potete trovarci veri e propri pezzi di Storia.

Abbiamo già avuto modo di vedere come a Torino si trovino edifici di architettura medievale, nello specifico Villa Arduino del quartiere Parella. Ma in città c’è un luogo speciale che fa rivivere l’atmosfera di quel periodo, ed è il Borgo Medievale che si trova nel parco del Valentino.

Il Borgo è un luogo con ruoli diversi: è un parco turistico, una via di negozi e, in fondo, anche un museo. Ma per capire meglio cos’è, scopriamone un po’ la storia

Il Borgo Medievale: la storia

Il Borgo nasce nel 1884, in occasione dell’Esposizione generale italiana, un evento destinato a mettere in mostra le novità industriali e artistiche del tempo. L’artefice del progetto fu Alfredo d’Andrade, studioso portoghese esperto di architettura italiana, e per dare al tutto un’identità locale vennero utilizzati come modelli edifici medievali del Piemonte (come ad esempio il palazzo Serralunga e la torre di Alba).

Nel corso degli anni successivi all’Esposizione il Borgo si arricchì di decorazioni ed elementi che lo caratterizzavano sempre di più al punto tale che quando venne il momento di demolirlo (era infatti un’opera destinata a scomparire) si decise invece di tenerlo. Esattamente quello che è successo alla Torre Eiffel, inaugurata nel 1889 in occasione dell’Exposition universelle de Paris.

La continua frequentazione e apprezzamento del Borgo da parte degli abitanti fece sì che il posto venisse dichiarato museo civico nel 1924; il successo continua ancora oggi, dato che è considerato uno dei posti più visitati di Torino. Ma come è composto il Borgo? Ecco qui i punti principali del luogo.

Il Borgo in dettaglio

Per entrare nel borgo dovete – giustamente – attraversare un ponte levatoio e mettervi così nella via principale che taglia il borgo in due. Ai lati della via troverete veri e propri negozi in odore di Medioevo, dalla cartiera a quelli di souvenir in tema.

Verso la metà del percorso prestate attenzione alla zona che risponde al nome di “Cortile d’Avigliana” perché all’interno troverete l’unico vero manufatto di origine quattrocentesca, ovvero la vera del pozzo che si trova al centro del cortile. Sopra ci sono incisi gli stemmi delle famiglie che potevano esercitare diritti sull’uso dell’acqua della falda: i marchesi di Saluzzo e i Berardi, signori di San Damiano.

Punto focale di tutto il Borgo è la Rocca, che si trova sulla destra alla fine del percorso. Ispirato ai modelli di fortezze presenti nel Valdostano e nel Canavese, è la tipica dimora del signore, ricca di stanze nonché della sala del trono. È possibile visitarla dal giovedì alla domenica (compresi festivi) in gruppi guidati.

Se volete invece combinare la visita di Borgo e Rocca insieme, potete usufruire del tour organizzato il lunedì ore 10:00-11:15-12:30 e il martedì ore 15:00-16:15-17:30. Agli eventi si partecipa previa prenotazione che è possibile fare tramite mail all’indirizzo prenotazioniborgo@arteintorino.com o al numero +39 011 5211788.

La visita guidata, consigliatissima, oltre che piacevole è anche particolarmente utile per poter godere al meglio i tanti affreschi presenti sia nel Borgo che nella Rocca. Molte decorazioni, infatti, sono copie di originali e alcune di loro risultano particolarmente interessanti.

Gli affreschi della Rocca

Quasi tutte le stanze della Rocca sono affrescate, e nell’impossibilità di riportare qui l’intero elenco, vi segnaliamo quelli di particolare bellezza. Partiamo da quelli presenti nella Cappella posta al primo piano della Rocca, composta da due grandi immagini sacre, ovvero l’”Annunciazione” e la “Salita di Cristo al Calvario”, più le immagini dei “Quattro evangelisti”, tutti presi dalla “precettoria di Sant’Antonio di Ranverso”, uno dei principali monumenti del Quattrocento piemontese.

Gli affresci della Cappella della Rocca (www.hisour.com)

All’interno del Cortile, al piano terra della Rocca, si trovano invece gli stemmi delle principali famiglie signorili del Piemonte quattrocentesco: Savoia, Challant, Saluzzo Manta, Monferrato, San Martino. Lungo i muri, i ritratti dei venticinque filosofi e saggi dell’antichità, nonché uno dei temi medievali per eccellenza, vale a dire la lotta tra San Giorgio e il drago.

Il ritratto di Arduino, marchese di Ivrea e successivamente re d’Italia dal 1002 al 1014, è al centro della Sala da pranzo, a destra del Cortile. Attorno al ritratto, un fregio con conigli bianchi e fiori copiato da un salone del castello di Strambino (a 10 km da Ivrea), oggi in rovina. Quest’ultimo dettaglio ci permette di apprezzare una delle qualità del Borgo, e cioè il suo ruolo museale.

Il Borgo: parco o museo?

Il Borgo è la copia di edifici reali, dunque sembra difficile identificarlo come museo. Tuttavia museo non vuol dire unicamente un luogo per conservare reperti originali, ma può anche essere semplicemente un luogo per tramandare la memoria di qualcosa.

In alcuni casi, infatti, il tempo tende a cancellare in maniera impietosa l’edificio o il reperto antico, se non adeguatamente conservato, come è appunto il caso sopra citato del castello di Strambino. Ecco quindi che, nell’impossibilità di salvare l’originale, la copia dell’affresco diventa una testimonianza preziosa, che un giorno permetterà ai futuri turisti di continuare ad apprezzare il fregio di un tempo.

Il Borgo, inoltre, rappresenta anche uno stimolo per andare a scoprire le versioni originali degli edifici che riproduce. Sarebbe bello, con la mappa del Piemonte alla mano, partire alla ricerca dei veri affreschi e palazzi che hanno ispirato le copie (sul sito ufficiale del Borgo troverete tutte le informazioni necessarie per sapere dove si trovano).

Non vi resta che provare questo nuovo modo di scoprire (o riscoprire) la nostra regione e la sua Storia, e magari, se vi va, raccontarci la vostra esperienza.

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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