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martedì 9 Agosto 2022

“China goes urban”, la mostra al MAO di Torino: prorogata al 10 ottobre

Prorogata la mostra "China goes urban" al MAO. Un'invito a scoprire la Cina, le sue città gigantesche, ma anche persone e le loro storie. Un viaggio affascinante per capire stili di vita così distanti da noi

Per scoprire il fascino della Cina ‘dei giorni nostri’ e la sua esponenziale crescita urbanistica vi invitiamo a visitare la mostra “China goes urban”, organizzata dal MAO (Museo Arte Orientale) di Torino ed eccezionalmente prorogata fino al 10 ottobre proprio per il successo ottenuto.

La mostra non è una semplice esposizione come le altre, a partire dal suo soggetto stesso. L’esibizione, infatti, punta l’attenzione sul fenomeno che sta caratterizzando la Cina dei nostri giorni, e cioè la crescita urbanistica. Le città cinesi si stanno espandendo, diventando realtà fatte da enormi cantieri in continua costruzione, e che creano un paesaggio che oscilla tra l’affascinante e lo spaventoso. Vediamo qualche dettaglio per avere un’idea più precisa.

La mostra in dettaglio

Da cosa è composta la mostra? In poche parole, da tutto ciò che può raccontare lo sviluppo di una città. Si parte dai modellini in scala che descrivono i progetti visionari degli architetti, per poi passare alle foto che documentano il lavoro dei cantieri, e infine video che mostrano la vita quotidiana che si sviluppa dopo la realizzazione del progetto.

Uno dei modellini esposti, rappresentante il progetto di un nuovo distretto urbano

Dunque cosa rende la mostra così particolare? Le proporzioni. I progetti di cui stiamo parlando non sono semplici edifici, sono intere città. Enormi conglomerati urbani che spuntano dal nulla e che in poco tempo si popolano di migliaia di persone. Un pazzesco modo di costruire quasi inconcepibile per noi occidentali e che ha permesso alla Cina di aumentare la demografia delle aree urbane passando dal 18% al 60% nel giro di soli 40 anni.

In particolare, la mostra si focalizza sulle città di Tongzhou, Zhaoqing, Zhengdong e Lanzhou, ovvero le cosiddette “new towns”, le cui dimensioni vanno da 260 km² fino a 15.000 km². Per rendervi conto delle proporzioni, pensate che Torino ha una superficie di 130 km². Numeri impressionanti, dietro ai quali si trova il vero senso della mostra.

Il senso della mostra

Un paesaggio rurale dominato dalla presenza di gru e cantieri urbani

L’esposizione è più coinvolgente di quanto si possa immaginare. Vedere la nascita e lo sviluppo di queste città significa vedere un luogo popolarsi e brulicare di vita. Si parte dalla costruzione di un palazzo per poi scoprire le persone che lo abitano. Durante il percorso oltre a conoscere i paesaggi conosciamo anche la popolazione. Impariamo a capire il loro stile di vita, i loro pensieri, le loro abitudini.

La mostra passa così dal lato urbanistico a quello umano. Ecco che quindi il concetto di città diventa sinonimo di umanità e l’esibizione ci offre quindi la possibilità di capire la Cina e i suoi abitanti. Con quest’esposizione si scopre che i cinesi davvero non sono così distanti da noi (“la Cina è vicina”, come dice il titolo di un film di Marco Bellocchio), e che, soprattutto, può venir meno lo stereotipo che in alcune persone si é creato che porta ad associare la Cina in prima battuta al Covid. Di seguito informazioni su orari e prezzi dei biglietti

Info e biglietti

Orari

  • Lunedì 10.00 – 18.00
  • Martedì CHIUSO
  • Mercoledì 10.00 – 18.00
  • Giovedì 13.00 – 21.00
  • Venerdì – Sabato – Domenica 10.00 – 18.00

La biglietteria chiude un’ora prima.

Biglietto intero: 10 €
Biglietto ridotto (dai 6 ai 18 anni, dai 19 ai 25 anni se studenti, persone con disabilità, gruppi, enti convenzionati): 8 €
Biglietto gratuito (minori di 6 anni, accompagnatore di persona con disabilità, Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card)

Biglietto China Goes Urban + collezione permanente: intero 14 €; ridotto 12€

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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