Ci sono manifestazioni sportive nelle quali tutto ruota attorno al cronometro e altre nelle quali il risultato più importante è riuscire a far partire insieme persone che, normalmente, difficilmente si troverebbero sulla stessa linea di partenza. È questa l’idea alla base della Camminata Inclusiva Memorial Fabio Santa, uno degli appuntamenti dell’ottava edizione del Trail delle Colline, in programma domenica 4 ottobre 2026 tra Chivasso e Castagneto Po. Il nome scelto, “Un passo verso l’inclusione”, racconta già buona parte del progetto: sei chilometri senza classifica agonistica, aperti a chi vuole vivere il territorio senza dover dimostrare di essere il più veloce.
Il Trail cambia passo
Il Trail delle Colline è ormai diventato un appuntamento consolidato del territorio chivassese. L’edizione 2026 ha proposto quattro diverse formule: il percorso lungo da 23 chilometri e 900 metri di dislivello, il corto da 13 chilometri, il percorso Uomo-Cane anch’esso da 13 chilometri e, infine, la camminata inclusiva da 6 chilometri. La manifestazione è co-organizzata da ASD Hope Running APS insieme all’Associazione Amici dei Vigili del Fuoco Volontari di Chivasso e gode del patrocinio della Città di Chivasso, del Comune di Castagneto Po e della Città Metropolitana di Torino.
La differenza della camminata, però, non sta soltanto nella distanza. È proprio il modo di intendere la partecipazione a cambiare. Non serve il certificato agonistico e non esiste una classifica finale: famiglie, bambini, gruppi, associazioni, persone con fragilità, accompagnatori e camminatori possono affrontare il percorso condividendo la stessa esperienza. Per chi presenta esigenze particolari di supporto o accompagnamento, l’organizzazione chiede di contattare preventivamente la segreteria, così da poter valutare la soluzione più adeguata in condizioni di sicurezza.
È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa. Parlare di sport inclusivo è relativamente semplice; costruire un evento nel quale l’inclusione abbia uno spazio reale significa invece modificare le regole tradizionali dello sport. Se l’unico parametro è la prestazione, inevitabilmente qualcuno rimane ai margini. Se invece il risultato diventa partecipare, il percorso può essere condiviso da persone con età, capacità e condizioni differenti.
Sei chilometri da condividere
La partenza della camminata è fissata alle 10.45 da Piazza della Repubblica a Chivasso. Da qui i partecipanti affronteranno sei chilometri in direzione delle colline, con arrivo in Piazza Arturo Ceriana a San Genesio di Castagneto Po. Le iscrizioni online restano aperte fino alle 23.59 del 2 ottobre, salvo esaurimento dei posti o differenti comunicazioni dell’organizzazione. La quota attuale è di 15 euro per gli adulti e 10 euro per i bambini fino ai 12 anni inclusi. Per le adesioni individuali è disponibile WedoSport, mentre famiglie, associazioni e gruppi possono utilizzare il portale specificamente predisposto da Hope Running.
Il ricordo di Fabio Santa
Ma i sei chilometri hanno anche un’altra dimensione. La camminata è infatti il Memorial Fabio Santa e il suo nome è legato a un progetto che vuole andare oltre la giornata del Trail: la Borsa di Studio “Fabio Santa”. Nel messaggio con cui viene presentata l’iniziativa, la borsa di studio viene descritta non soltanto come un sostegno economico, ma come il tentativo di trasformare il ricordo di una persona in qualcosa capace di produrre nuove possibilità per i giovani. È forse questo il passaggio che dà alla camminata una fisionomia diversa da molte iniziative benefiche legate agli eventi sportivi. La memoria non viene confinata nella celebrazione, ma collegata all’idea di futuro, formazione e responsabilità.
Il sito ufficiale del Trail inserisce infatti il Memorial Fabio Santa all’interno dell’identità stessa della manifestazione, accanto al Memorial Marino Borca e Pierangelo Berruti che accompagna invece le formule competitive. Nel caso della camminata, il legame tra memoria e partecipazione assume una forma volutamente semplice: ricordare qualcuno continuando a generare opportunità per altri.
Quando vincere non conta
È anche per questo che “Un passo verso l’inclusione” rischia di essere, paradossalmente, uno dei momenti più rappresentativi di un evento nato intorno alla corsa. Nel trail tradizionale il partecipante misura se stesso contro chilometri, dislivello e cronometro. Qui il cronometro perde importanza. Non significa togliere valore alla competizione. Significa affiancarle un’altra idea di sport.
Il messaggio diventa particolarmente significativo quando coinvolge bambini e persone fragili. In una società nella quale lo sport viene spesso raccontato attraverso record, prestazioni fisiche e risultati, esiste anche un’altra funzione dell’attività sportiva: creare occasioni di relazione. Camminare insieme è probabilmente il gesto più elementare possibile, e proprio per questo non richiede di appartenere a una categoria particolare.
Una comunità oltre il traguardo
Negli anni il Trail delle Colline ha dimostrato di avere una dimensione che supera quella di una gara locale. I dati pubblicati dagli organizzatori parlano di 1.097 partecipanti nel 2022, 1.112 nel 2023, 971 nel 2024 e oltre 600 nel 2025. Attorno ai percorsi lavorano volontari, associazioni e realtà del territorio, mentre l’evento cerca di mantenere un rapporto diretto con le colline chivassesi, i sentieri e le produzioni locali. Anche Turismo Torino e Provincia presenta l’edizione 2026 non soltanto come appuntamento sportivo, ma come un progetto costruito intorno a natura, comunità e inclusione, capace di coinvolgere volontari, enti locali e associazioni.
Ed è probabilmente qui che la camminata trova il suo significato più autentico. L’inclusione non può essere semplicemente una parola stampata su una locandina: funziona quando persone diverse condividono davvero lo stesso spazio e lo stesso momento. Per qualche ora, domenica mattina, agonisti, famiglie, bambini, volontari e persone con fragilità faranno parte della stessa manifestazione, anche se con obiettivi completamente differenti.
I runner guarderanno il cronometro. Chi prenderà parte alla camminata potrà permettersi di non farlo. Perché nei sei chilometri di “Un passo verso l’inclusione” il traguardo più importante non sarà arrivare prima. Sarà riuscire ad arrivare insieme.



