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domenica 3 Luglio 2022

Assegnate al carabiniere eroe e al fondatore del Telefono Amico le benemerenze civiche

Il sindaco Lo Russo ha consegnato l'importante riconoscimento rispettivamente al Brigadiere Capo dei Carabinieri Maurizio Sabbatino e a Lino De Gennaro

Questa mattina nella Sala Rossa del Municipio, per la prima volta in assoluto, sono state consegnate nel corso di una cerimonia solenne le “civiche benemerenze” della Città di Torino a Maurizio Sabbatino e Lino De Gennaro, così come deliberato dal Consiglio Comunale il 16 maggio 2022. I riconoscimenti sono stati consegnati dalla presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo e dal sindaco Stefano Lo Russo.

Abbiamo voluto assegnare questi riconoscimenti – ha spiegato il sindaco Stefano Lo Russo – a persone che hanno saputo interpretare, nel proprio lavoro come Sabbatino, o nell’attività di servizio come De Gennaro, lo spirito della comunità torinese, con meriti acquisiti sul campo. È anche un modo – ha aggiunto – per restituire in parte tutto il bene che è stato fatto“.

La presidente Maria Grazia Grippo ha condotto la cerimonia con cui sono stati assegnati questi riconoscimenti per premiare donne e uomini che con opere concrete abbiano in qualsiasi modo giovato a Torino, servendola con dedizione o rendendone più alto il prestigio. “Un momento fortemente voluto dalla presidente e dal sindaco che – come ha spiegato Maria Grazia Grippo – apre i festeggiamenti del Santo Patrono, momento di massima condivisione e comunità“.

Le due persone – ha infine concluso – si sono distinte per atti di grande valore, comportamenti di diversa declinazione, ma non di differente importanza, e a loro va il ringraziamento di tutta la Città“.

benemerenze civiche Torino
La consegna della benemerenza ai figli di De Gennaro

Il carabiniere eroe che ha rischiato la vita per sventare una rapina in farmacia : “Ho fatto solo il mio dovere”

La civica benemerenza al Brigadiere Capo Maurizio Sabbatino è stata assegnata il quanto il 29 novembre scorso il carabiniere era intervenuto, nonostante non fosse in servizio, contro due malviventi che stavano rapinando una farmacia in corso Vercelli. Nel tentativi di sventare la rapina l’uomo era stato gravemente ferito con quattro coltellate. Nelle motivazioni espresse dal comune il gesto di Sabatino è stato definito un “grandissimo esempio di coraggio, di senso del dovere e di spirito di solidarietà“.

Presente alla cerimonia anche il generale di Divisione Aldo Iacobelli, comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, che colto l’occasione per elogiare il coraggio di Sabbatino, professionista della sicurezza da 35 anni, umile e generoso: “Un eroe dei nostri tempi, figlio dell’Arma dei Carabinieri, che ha un solido legame con Torino da oltre 200 anni“.

Nel ringraziare per il riconoscimento, Maurizio Sabbatino, ha affermato di non aver fatto nulla di particolare: “Ho solo fatto quello che fa un carabiniere: il proprio dovere. Per proteggere ogni giorno cittadine e cittadini, con passione. E sarò sempre pronto ad aiutare il prossimo“.

Lino De Gennaro: “Dobbiamo imparare l’utopia dell’ascolto”

Mentre la benemerenza a Lino De Gennaro, che per impedimenti personali è stata ritirata ritirata in sua vece dai figli è stata attribuita per il grande impegno civico e altruismo dimostrato anche in quanto fondatore del Telefono Amico a Torino, servizio dedicato all’ascolto e al dialogo, che attraverso la dedizione di una vasta rete di volontari offre quotidianamente “un importante supporto alle persone in situazioni di disagio e solitudine“.

Claudio Facchinelli, scrittore, già volontario di Telefono Amico, ha tracciato un breve profilo della personalità di Lino De Gennaro, leader carismatico e rigoroso organizzatore che riuscì ad autofinanziare le attività e a permettere il funzionamento di Telefono Amico 24 ore su 24 e a favorire la crescita umana e professionale di migliaia di giovani volontari e volontarie.

Beatrice Rogliatti ha letto un messaggio di Lino De Gennaro, che ha celebrato l’utopia dell’ascolto, che dobbiamo ancora imparare. Un’utopia di un mondo fraterno, amico, che non dobbiamo mai stancarci di perseguire.

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