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sabato 28 Maggio 2022

Alle Ogr di Torino la mostra “Cut the rug round the square”, un viaggio nel colore e nella forma

La mostra, in sicurezza e gratuita, è curata dall’artista americana Jessica Stockholder con opere provenienti da due importanti collezioni filantropiche internazionali: la Collezione d'Arte Contemporanea "la Caixa" di Barcellona quella della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Dopo mesi di inattività culturale, di impossibilità di visitare luoghi che invoglino a utilizzare la mente oltre che il corpo, adesso un equilibrio, seppur ancora instabile, sembra si stia riassestando, e, prima che il cocente sole di agosto spazzi via le nostre forze conducendoci verso più fresche acque, perché non approfittarne?

Tra le numerose proposte che possiamo incontrare in città, quasi in dirittura di arrivo prima della pausa estiva, è la mostra con cui l’ex stabilimento industriale delle Officine Grandi Riparazioni ha riaperto le porte dei suoi spazi.

Ancora qualche settimana, quindi, per visitare Cut a rug round the square presso l’OGR Cult, un’esposizione evento, di auspicio per una reale ripartenza, che si concluderà il 25 luglio. L’ingresso è gratuito e sarà possibile effettuare la visita in piena sicurezza secondo quanto stabilito dalle misure anti-Covid disposte dal governo.

Materia, forma e colore: uno scambio di idee tra Torino e Barcellona

Cut the rug round the square è una mostra nata con un principale intento, quello di accendere le affinità esistenti tra le collezioni della Fondazione CRT di Torino e la Fondazione La Caixa di Barcellona; grazie alla disponibilità offerta dai due enti filantropici si è potuto dar avvio a un’iniziativa di valorizzazione delle collezioni a livello internazionale istituendo un immaginario e concreto ponte fra istituzioni e realtà differenti.

Regista e sceneggiatrice dei lavori è Jessica Stockholder, qui in insolita veste di curatrice, ma che prima di tutto è artista, un’artista la cui ricerca si concentra da sempre sul colore e la forma e le loro possibili interconnessioni su più livelli espressivi, chiamando così molteplici linguaggi, dalla pittura alla scultura e all’installazione, a connettersi.

Seguendo la sua più intima inclinazione e fonte di ispirazione creativa ha potuto, con assoluta libertà, scegliere e selezionare le opere di altrettanti importanti artisti, in cui la materia, la forma e il colore, i tre primitivi elementi costitutivi di un qualsiasi atto creativo, con le loro infinite declinazioni sono stati esplorati e sviluppati.

Tra i punti di forza della narrazione l’allestimento è di sicuro un valore aggiunto, con giochi di luce e ombre che modellano spazi, intensificano visioni e scenari; veniamo immersi in un chiaroscurale percorso che regala la suggestione di muoversi nei grandi spazi di una metaforica cattedrale, in cui lo spirituale cede il posto a una ormai lontana produttività industriale.

Ad accompagnare i visitatori in tutti gli spazi delle OGR Cult e di Snodo sarà disponibile una playlist musicale creata ad hoc da ascoltare attraverso il canale Spotify delle OGR e anche disponibile al seguente link: clicca qui.

  • Cut the rug round the square
  • Cut the rug round the square
  • Cut the rug round the square

Alcune delle opere esposte

Attorno a un grande ring rosa shocking, centrale come solo un altare può esserlo, si scontrano 25 opere e altrettanti artisti, tra cui la stessa Stockholder, il cui comune denominatore è un attento studio delle forme geometriche, strutture rettilinee e angolari alternate a sinuose linee curvilinee, che rispecchiano perfettamente l’architettura stessa dell’allestimento, esaltate ognuna a suo modo dal forte uso del colore.

È così che astratte parole prendono forma, diventano geometricamente definite da linee e angoli e dal non-colore nero, come dalla scritta in stencil sul muro A removal of the corner of a rug in use di Lawrence Weiner, ad inizio del cammino; una sezione temporale contenuta in un rettangolo dipinto che funge da orologio analogico diventa rappresentativa di una giornata lavorativa, del fluire del suo tempo, grazie al linguaggio espressivamente pop di Edward Ruscha.

Anche nella fotografia di Vito Acconci, che documenta una performance con un uomo con le braccia e le gambe aperte a evocare l’Uomo Vitruviano, la geometria prende fattezza.

Quasi come una sorta di celebrazione delle forme elementari, incontriamo al centro del palcoscenico Undercurrent di Mona Hatoum, in cui il pavimento diventa supporto pittorico presentando un quadrato inscritto in un cerchio pieno di morbide e leggere curve, opera che fa da sipario al grande fiore di papavero di Claes Oldenburg che calca la scena completamente illuminato.

Ma questa è solo una brevissima anteprima di quello che, per chi non l’avesse ancora fatto, si può scoprire al binario 1 delle OGR officine grandi riparazione

A removal of the corner of a rug in use
A removal of the corner of a rug in use di Lawrence Weiner

Jessica Stockholder, artista e/o curatrice?

Chi è Jessica Stockholder? È un’artista, classe 1959, statunitense con alle spalle un lungo cammino nella sua personale ricerca artistica. Una personalità creativa di eccezione che ha saputo con coerenza sviluppare il suo percorso. L’amore per il colore e l’interesse per l’intersezione di un modo pittorico di guardare, e pensare, con la materia e la forma ha dato inizio al suo lavoro continuando ancora oggi lungo lo stesso binario.

Invitare un’artista a curare una mostra ha permesso così di ampliare le visioni dei tanti artisti in gioco sotto l’ègida di un diverso e univoco sguardo creativo, dando forma e vita a una nuova e originale opera dell’artista.

Info e orari di apertura

Cut a rug a round square
OGR – Officine Grandi Riparazioni
Corso Castelfidardo 22, Torino

Ingresso gratuito

Orari di apertura:

Giovedì e venerdì dalle 12:00 alle 21:00
Sabato
 e domenica dalle 10:00 alle 21:00
Ingresso libero con numero limitato.

Ultimo ingresso ore 20:30

Annachiara de Maio

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