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martedì 4 Ottobre 2022

Alla scoperta del sottosuolo di Alba, tra tartufi e città antiche

Alba nasconde una città segreta sottoterra, offrendo ai turisti la possibilità di visitarla e scoprirne i segreti. Ma le soprese continuano anche in superficie con ulteriori bellezze da vedere

Tanto in Piemonte quanto in Italia e in Europa, il nome di Alba è associato principalmente al suo prodotto locale, e cioè il tartufo. Pensate che il tartufo bianco pregiato di Alba è stato candidato come patrimonio Unesco 2021, essendo presente nelle cucine stellate di tutto il mondo.

D’altronde il tartufo proviene principalmente dalle colline vitivinicole di Langhe, Roero e Monferrato, patrimonio mondiale Unesco già dal 2104. Questi luoghi non solo sono un incanto per gli occhi che alimenta il turismo paesaggistico, ma sono anche territori di produzione di eccellenze piemotesi quali Nebbiolo, Moscato Bianco e Barbera.

Paesaggio delle Langhe (www.facebook.com)

Alba, pur non essendo capoluogo di provincia è un importante centro del Piemonte. Oltre al tartufo, molte persone la conosceranno perché sede della Ferrero, una delle aziende dolciarie più famose nel mondo. Ma la città, oltre che per la sua importanza economica, è degna di essere conosciuta anche per l’ottima offerta culturale che, come il tartufo, nasce nel sottosuolo.

Il sottosuolo di Alba

La città di Alba ha una storia antica, che inizia nel Neolitico (VI-III millennio a.C.) fino a diventare un centro di grande importanze durante l’epoca romana. Visse poi un nuovo periodo di sviluppo nel Medioevo, durante il quale vennero costruite una serie di torri-abitazioni, al punto tale che Alba venne soprannominata “la città dalle cento torri”.

È possibile vedere le tracce di tutti questi insediamenti in un bella visita turistica organizzata dall’associazione “Ambiente & Cultura”, e che permette di visitare 3 siti diversi presenti nel sottosuolo di Alba con la guida di un archeologo che illustra il percorso. Avrete così un’occasione unica per scoprire una città nascosta, scavata nella terra e sotterrata come un tartufo. Tutte le informazioni necessarie alla visita le potete trovare sul sito ufficiale dell’associazione.

Ricostruzione della città romana di Alba Pompeia (www.ambientecultura.it(

Ma il viaggio affascinante nel sottosuolo non finisce lì, perché una volta risaliti in superficie c’è ancora da visitare il museo civico “F. Eusebio”, anche questo ricco di sorprese e sul qualche conviene spendere qualche parola in più.

Il museo civico “F. Eusebio”

Durante gli scavi archeologici sono stati portati alla luce tanti reperti appartententi ai vari periodi storici e che oggi sono tutti raccolti nel museo, i cui pezzi forti sono i resti fossili del Mastodonte di Verduno e quelli della Balenottera di Alba, ovvero due giganteschi mammiferi che vivevano nella zona rispettivamente 5 e 8 milioni di anni fa.

Sezione di scienze naturali del museo “F. Eusebio”. Tipologie di tartufo

Se poi siete appassionati di botanica e fauna, il museo continua a essere il posto che fa per voi. Parte della struttura, infatti, è dedicata alle scienze naturali, con ricche collezioni animali, vegetali e geologiche. È in questa sezione che ho imparato a distinguere un tartufo nero pregiato da uno estivo, nonostante siano entrambi neri. Adesso non resta che imparare a distinguerne il sapore, e per quello l’appuntamento sarà – Covid permettendo – alla Fiera internazionale del Tartufo di Alba dal 9 ottobre al 5 dicembre 2021.  

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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