26.1 C
Torino
sabato 28 Maggio 2022

Torino, Mirafiori Sud, In un tatuaggio: passione, etica, prodotti vegani e MIP

Un tatuaggio è solo un disegno che a detta di molti ‘macchia’ in modo indelebile la pelle o vi è molto di più? In un contesto un po’ abbandonato, quello di Mirafiori Sud, per la precisione via Farinelli 36/9 L , dove tanti negozi si sono succeduti senza nessun successo particolare, arrivando a chiudere definitivamente in fase post lockdown, apre, ed è certamente sinonimo di speranza per il quartiere, che si ripopola di negozi, il locale di Daniel: Dependencia Tattoo-Studio.

Esso nasce al fianco di un’altra bella realtà di cui vi abbiamo parlato nell’articolo precedente, ossia, AIEF, l’Associazione infanzia e famiglia, e vi anticipiamo già, a breve vi sarà nella stessa via anche l’apertura di un pub, la ‘soffiata’ sulla nuova apertura la dobbiamo a Daniel.

Questa rinascita del quartiere, così ci piace definirla dopo un periodo di chiusura forzata che ha portato molti negozianti, ormai sul lastrico, a dire basta e ad abbassare la saracinesca, ci riempie di gioia. Daniel è giovanissimo, ha 29 anni e tanta voglia di fare, è un piccolo imprenditore che ha creduto in sé stesso ed ha ‘sfidato’ la pandemia aprendo il suo negozio a maggio, in piena fase lockdown, ma non è affatto uno sprovveduto infatti per arrivare ad aprire la sua attività si è affidato a MIP, l’acronimo sta per Mettersi in proprio, ll Programma Mip è stato ri-finanziato dalla Regione Piemonte per il periodo 2019 – 2022.

Di cosa si tratta? Iniziamo col dirvi che Daniel ha superato ‘la prova’, il suo progetto imprenditoriale ha convinto e sulla vetrina del suo negozio vi è affisso, con orgoglio, il ‘bollino’ MIP. Un marchio una garanzia, potremmo quasi dire. E noi parlando con Daniel abbiamo anche capito cosa possa aver convinto l’ente regionale a dare l’Ok alla sua attività. Ma delle nostre considerazioni ve ne parleremo in seguito.

Progetto MIP: mettersi in proprio, di cosa si tratta?

Nel mentre approfondiamo la questione MIP, Come si legge sul sito della Regione Piemonte e come ci ha spiegato benissimo Daniel, nel corso della nostra chiacchierata, il programma MIP è un po’ una garanzia di successo, perché avere un’idea di impresa o di attività professionale e le risorse per aprirla non sono spesso garanzia di esito positivo. Sono tanti i fattori. I rischi e le possibilità da valutare attentamente quando si apre una nuova attività ed è qui che entra in gioco MIP.  

Infatti, leggiamo: “l’aspirante imprenditore o lavoratore autonomo ha l’opportunità di trasformare l’idea in un vero e proprio progetto: dopo una prima valutazione delle attitudini, è accompagnato in un percorso a tappe, in cui una rete di professionisti accreditati e di servizi saranno a sua disposizione, gratuitamente, per definire, sviluppare e realizzare un’impresa o un’attività professionale”. L’Obiettivo, si legge ancora sul sito della Regione Piemonte, del programma MIp, è sostenere i percorsi che hanno probabilità di successo utilizzando 442, tra tutor e figure specialistiche impegnati in 192 sportelli su tutto il territorio regionale. Sono previsti servizi gratuiti a favore degli aspiranti imprenditori/lavoratori autonomi e servizi di consulenza specialistica e di assistenza nel periodo successivo all’avvio della nuova iniziativa imprenditoriale o professionale”.

Cosa ci ha colpito di Daniel? Lo capirete voi stessi nel corso dell’intervista

Torino, il posto giusto dove tatuarsi: empatia, gentilezza, etica

TTN: Ciao Daniel, sei giovanissimo ti diamo del Tu, cosa ti ha portato ad aprire il tuo negozio di Tatuaggi in una zona un po’ abbandonata ed in piena fase lockdown?

Daniel: Ciao Erica, allora parto con ringraziarti per questa bella opportunità, poter raccontarti del mio quartiere e del mio progetto in un giornale chiamato TorinoTopNews è già una bella soddisfazione, perché vuol dire che anche tu nel mio locale, così come il progetto MIP della Regione Piemonte ci hai visto una potenzialità, e te ne sono grato.

Perché ho deciso di aprire qui? Perché non cercavo popolarità, non è questo che cerco dal mio lavoro, dunque non mi interessava aprire in pieno centro per farti un esempio, o in una zona di passaggio, io credo che il passa parola, se lavori bene, valga più della location, la gente se sei bravo in quello fai e percepisce la passione che ci metti, se vuole ti trova anche in capo al mondo. Io sono nato e cresciuto a Mirafiori Sud, il mio negozio non poteva che nascere qui, sono contento di far parte di una sorta di ‘riqualificazione’ del quartiere.

Vicino a me ha aperto un Associazione, AIEF, che fa cose meravigliose per le famiglie in difficoltà, il cui Presidente è un ragazzo giovane e molto disponibile, le persone che apriranno il Pub, le ho già conosciute, hanno passione da vendere. Si è creato in poco tempo un bel feeling tra noi proprietari dei locali, questo secondo me è già un ottimo punto di partenza. Sapere che puoi contare su chi hai vicino, qualora mai avessi bisogno, ti dà già la carica giusta per iniziare al meglio la giornata, col sorriso sulla bocca. L’idea di tutti è quella di far rinascere questa zona, e poi magari saremo da input per altri giovani.

Alla fine per quanto mi riguarda ci tengo che passi questo messaggio: se hai un sogno e ci credi davvero, devi provarci, non oziare in strada o sul divano nascondendoti dietro al fatto che la società non ti offre il posto di lavoro a cui ambisci. E’ solo un bel pretesto, se vuoi lavorare, ti devi mettere in gioco, io, e non mi vergogno affatto a dirlo, sono partito economicamente da zero, e vado fiero sia del mio passato che di quello, che con sudore, determinazione, passione, sacrificio e voglia di imparare ho ottenuto fino ad oggi. Aprirlo in fase lockdown non mi ha spaventato, é stato un caso, la cosa giusta al momento giusto, potrei dirti ora col senno di poi. Mi é capitata l’occasione del locale, é ci ho provato.

TTN: Come convinci qualcuno a fare un tatuaggio, o meglio perché una persona dovrebbe venire da te per farsi un tatuaggio?

Daniel: Sinceramente non ho doti particolari, sono me stesso e credo che questo premi. In un mondo fatto di concorrenza, anche sleale, in cui conta fare affari e apparire, qui sai che nel mio negozio trovi una persona che ti ascolta dall’inizio alla fine, ti indirizza sul disegno, se hai dei dubbi, se sei certo, invece, lo progettiamo semplicemente insieme. Lo guardiamo, valutiamo quale è il posto migliore per farlo, e solo quando sei convinto, si parte alla realizzazione dello stesso.  Ricordiamo che un tatuaggio è per sempre, dunque se viene qui un ragazzino, di 16 anni, che vuole un teschio sul collo oppure sulla mano, io per etica, anche se sei accompagnato dai genitori che firmano il consenso, non te lo faccio. Mi rifiuto proprio.

TTN: Ma perché scusa, alla fine sei pagato, a te cosa importa?

Daniel: Perché non ha alcun senso, se vuoi un teschio o una rosa enorme o qualsiasi altro simbolo vistoso, a 16 anni, siccome quasi sicuramente tra 2 anni avrai cambiato idea, perché i giovani sono così, oggi vogliono una cosa perché, passami il termine, ‘fa figo’ ed il mio amico/a si è tatuato la stessa cosa, e poi domani non lo vogliono più. Ma l’idea puoi cambiarla, il tatuaggio poi lo vedi tutti i giorni. Piuttosto, se proprio vuoi tatuarti quell’immagine, ti spiego le ragioni del mio rifiuto e ti invito a farlo sulla schiena, sulla spalla, insomma in un posto meno visibile, affinché tu non debba pentirtene dopo 1 settimana, 1 mese, 1 anno. E’ una questione di etica, come ti dicevo, non mi importa lucrare su un ragazzino, non sono i 100/200 euro che mi cambiano la vita, io voglio essere in pace con me stesso e con i miei valori.

Considera poi in aggiunta che sono papà di una bambina di tre anni, e se un domani qualcuno le facesse questo discorso io non potrei fare altro che ringraziarlo per l’onestà ed il senso di protezione avuto nei suoi riguardi. Poi penso anche al futuro di quel ragazzo, oggi a 16 anni fa il tatuaggio, poi magari studia e rischia di presentarti ad un colloquio di lavoro, che ne so fammi dire per fare l’avvocato o il medico, con su tatuato, in modo permanente, un simbolo che non lo rappresenta più. E si sa che inutile essere ipocriti ai colloqui, nel nostro Paese, l’abito fa ancora il monaco, e la prima impressione è quella che conta.

E’ vero esiste il laser per cancellare un tatuaggio, oppure puoi coprirlo facendone un altro sopra, nel mio studio è già capitato io abbia fatto questa operazione di ‘copertura’, ma è necessario arrivare a tanto? In fondo basterebbe pensarci un po’ di più o avere qualcuno che sa consigliarti in modo giusto. Sono giovane è vero, pieno di tatuaggi, in cui credo, perché è il mio mondo, ma non sono fatto per ‘tatuarti tanto per’. Altra cosa invece è se una ragazzina/o viene qui con una dedica in ricordo di un affetto caro, allora in quel caso, so cosa rappresenta quel tatuaggio, non è il capriccio del momento, è sentito, è voluto è davvero qualcosa che vuoi per sempre. In quel caso non discuto!

TTN: Ma da dove nasce la tua passione per il disegno Daniel?

Daniel: Non lo so, potrei dirti semplicemente che la passione per il disegno è stata mia da sempre, al mondo dei tatuaggi, invece, mi ci sono avvicinato nel tempo, divenendo, man mano che gli anni passavano, consapevole che quello era ‘il mio cosa vuoi fare da grande’. Già da ragazzino ho sempre amato disegnare, ogni momento, anche a scuola, nelle pause, era buono per buttare giù uno schizzo, poi ho iniziato a farmi dei tatuaggi, e mi sono affascinato a questo mondo. Ho imparato tanto da autodidatta e soprattutto come cliente, guardando gli altri lavorare. Gli altri nel bene e nel male sono stati i miei maestri, anche quelli che hanno commesso errori. Da loro ho infatti imparato cosa non entrerà mai nel mio negozio. Mi è capitato di vedere poca pulizia, io sono attentissimo, quasi maniacale in questo, e lo sono sempre stato già prima del Covid, mi è capitato vedermi fare un tatuaggio da una persona che aveva le cuffie nelle orecchie, per carità ognuno si concentra come vuole, ma a mio avviso, giacché in quel tatuaggio avevo male e non potevo comunicare con la persona che stava lavorando, l’empatia con il cliente è fondamentale. La soglia del dolore è diversa per ognuno di noi, io quando tatuo sono al tuo fianco, sia che tu decida di tatuarti una semplice lettera, sia che tu faccia un ‘quadro’ sulla schiena, ti supporto, ti chiedo mille volte se va tutto bene e se vedo che sei preoccupato e/o spaventato continuo a parlare, magari anche solo per distarti. Tutto parte dalla mente e dall’ambiente, più ricevi serenità e più sei tranquillo, specie quando sei alla prima esperienza.

TTN: Hai mai avuto richieste particolari che ti hanno posto dinanzi a nuove sfide?

Daniel: Sì oggi ho fatto per la prima volta un tatuaggio vegano, la persona che è venuta mi ha chiesto se potevo usare questo tipo di materiali. Avrei potuto dire sì e poi usare qualsiasi altro prodotto, tanto come avrebbe fatto a riconoscerli? Ma qui entra in ballo una questione di fiducia verso il prossimo, ed io sinceramente non ci avrei dormito la notte. Ho fatto una promessa a questa ragazza, che mi sarei informato per soddisfare la sua richiesta, ed ho trovato i prodotti che voleva, sono contento, un po’ come un bimbo che scopre una cosa nuova e fa felice qualcuno. Anche per me è stata un’esperienza diversa, e so di poter da oggi offrire, grazie all’input di questa ragazza, che ringrazio per la fiducia che ha riposto in me, un valore aggiunto al mio studio, qualora mai qualcuno volesse farlo.

TTN: Daniel posso dirti una cosa? Ascoltandoti parlare mi hai talmente affascinato ed insegnato che dietro ad un tatuaggio e soprattutto dietro ad un tatuatore si può scoprire un mondo di valori, etica, gentilezza ed empatia, che mi hai quasi convinto a farmi il tatuaggio che vorrei fare da una vita, ma che per paura ho sempre rimandato. Posso dire di aver compreso perché sul tuo negozio hai il famoso bollino MIP, e se dovessi consigliare a qualcuno un posto dove fare un tatuaggio, ma soprattutto dove trovare una persona interessante , dopo questa chiacchierata sei ‘in cima’ alla lista. Hai un profilo, visto che ormai viviamo in un mondo social, dover poter vedere le tue ‘creazioni’?

Daniel: Grazie di cuore Erica per questa bella chiacchierata e grazie a TTN per avermi ospitato e avermi permesso di parlare del mio quartiere, di cui vado fiero, e della mia passione. Certo, ho un profilo Instagram, su di me puoi trovare tutto qui a questo link.

TTN: Grazie a te Daniel!

Erica Venditti
Erica Venditti
Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono confondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguici sui social
- Advertisement -spot_img

Latest Articles