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mercoledì 10 Agosto 2022

La produttrice piemontese Sara Vezza vince il premio nazionale Istat Donne e Sostenibilità

Sara Vezza è una produttrice vinicola di Monforte d’Alba e ha scelto di orientare la produzione dell’azienda verso un indirizzo biologico, biodinamico e più sostenibile

41 anni, 4 figli, originaria di Monforte d’Alba e di professione produttrice vinicola biologica di Barolo. Lei si chiama Sara Vezza ed è la produttrice piemontese a vincitrice del premio nazionale “Donne e sostenibilità” nel video contest promosso dall’Istat in occasione del 7° Censimento generale dell’Agricoltura.

È stato proprio il video con cui si è presentata la giovane langarola (realizzato da Massimo Gavello e Rodolfo Carrara di Langhe Tv) a convincere i giudici dell’Istat ad assegnare a Sara Vezza il primo posto. La vignarola piemontese è infatti stata scelta tra tante e belle storie di progetti e di imprenditrici, tutte accumunate da una precisa ottica green.

La storia di Sara è anche la storia di una famiglia di viticoltori da 5 generazioni. Sara eredita la passione per i vigneti dai genitori e sin da giovanissima decide di dedicarsi alla produzione dei vini tipici delle Langhe. Ma aggiungendo un tocco personale in più. A soli 19 anni, nel 2004, Sara trasforma la produzione dell’azienda di famiglia dandole pieno indirizzo biologico fino a sposare la tecnica della biodinamica.

L’impegno svolto da Sara e dalla sua azienda è stato un fattore determinante nell’assegnazione del Premio “Donne e Sostenibilità”.

Il premio tiene in considerazione anche le attività di coinvolgimento del pubblico. E proprio Sara nel 2016 ha lanciato un’iniziativa dal nome “Adotta un filare” che ha coinvolto numerosi amanti del vino e della Langa da tutto il mondo.

Il progetto educativo non si esaurisce nella mera adozione di un filare a distanza ma gli adottanti a cui viene affidato un filare vengono coinvolti durante l’anno in diverse attività del ciclo della vite come la potatura e la vendemmia in modo che possano sperimentare l’esperienza autentica di coltivare un vigneto. Oltre a questo progetto Sara realizza anche giornate dedicate ai “vignaroli di domani” con eventi come “la vendemmia dei bambini” per avvicinare i più piccoli al mondo dell’agricoltura.


Sara Vezza figlia d’arte ma anche figlia delle Langhe, la sua terra


Sara Vezza, la vincitrice del premio nazionale Istat “Donne e Sostenibilità” ha un legame speciale con la sua terra, le Langhe. Non solamente perché ci è cresciuta e ci vive con la sua famiglia. Ma anche perché porta avanti una tradizione vinicola di famiglia che intreccia 5 generazioni.

Prima di Sara c’è stata sua mamma, Josetta Saffirio e prima ancora altre tre generazioni di vignaioli e di contadini che hanno deciso di coltivare con passione le vigne a Monforte d’Alba nelle Langhe.

Ad iniziare la discendenza di vignaroli di questa famiglia è stato il nonno di Josetta, Giovanni Battista che alla fine dell’Ottocento si trasferì nelle Langhe. Fu poi il padre di Josetta, Ernesto a iniziare a coltivare i vigneti nel dopo guerra. Nel 1975, Josetta decise di occuparsi dei vigneti del padre, affiancata dal marito Roberto, enologo. La sua prima produzione fu un Nebbiolo di riconosciuta qualità mentre nel 1985 ha presentato il primo Barolo con l’attuale etichetta.

Anche Sara ha deciso di dedicarsi ai vigneti di famiglia iniziando a scrivere una nuova pagina nella storia di questa famiglia. Sperimentando l’uso di metodologie più sostenibili e biologiche ha fatto nascere il nuovo brand Sara Vezza che identifica la produzione dei vini cru dell’azienda: dal Barolo Ravera alla Barbera d’Alba Villar’o, all’Alta Langa.

“La decisione di iniziare un discorso biologico è iniziata nel 2004 e mi ha portato sulla strada della certificazione e della biodinamica negli anni successivi. Tra le scelte sostenibili operate dalla nostra azienda vi sono quelle di creare un habitat naturale per la fauna e la flora locale, di utilizzare fonti rinnovabili per la produzione di energia, di recuperare le acque piovane e di ottimizzare in ottica green il processo produttivo commenta Sara Vezza.

Sara Vezza la produttrice piemontese vincitrice del premio nazionale Istat Donne e Sostenibilità
Sara Vezza la produttrice piemontese vincitrice del premio nazionale Istat Donne e Sostenibilità

Il sogno di fare la vignarola realizzato sin da giovanissima

Da quando ha 17 anni Sara Vezza ha un sogno che è quello di fare la vignarola. Ci è riuscita 2 anni dopo, alla giovanissima età di 19 anni quando decise di rilanciare l’azienda di famiglia. Ma in maniera del tutto sostenibile.

Nel 2004 Sara trasformò infatti la produzione dell’azienda scegliendo l’indirizzo biologico e la tecnica della biodinamica.

Oggi Sara e la sua azienda di famiglia curano una proprietà di 20 ettari, 11,5 ettari sono a vigneto mentre i restanti sono occupati da alberi da frutto, pascolo e bosco. Tra le varietà autoctone prodotte vi sono principalmente Nebbiolo, Barbera e il raro Rossese Bianco con una produzione di circa 70 mila bottiglie all’anno. Ma Sara non si vuole fermare qui. L’azienda ha fatto nuovi investimenti acquistando 16 ettari a Murazzano dove è stato piantato Pinot Nero e Chardonnay per produrre Alta Langa, le bollicine piemontesi.

“È davvero un onore aver vinto il primo posto e poter veicolare i valori di sostenibilità, e agricoltura biologica. Soprattutto il coinvolgimento della comunità è per me una mission importante. Il mio progetto si è sempre contraddistinto da un profondo legame con la natura e da un preciso impegno culturale. Ho sempre cercato di sviluppare un approccio virtuoso in ogni aspetto del lavoro. Oggi ho realizzato il mio sogno di lasciare alle generazioni future una Legacy di pilastri fondanti e di linee guida essenziali per l’agricoltura e il mondo di domani commenta Sara Vezza.

Rossella Carluccio
Rossella Carluccio
Classe 1983. Ha iniziato con il giornalismo locale nel 2005 lavorando prima per “Il Risveglio” e poi per “Il Canavese”. Dal 2009 è giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione inizia un’avventura lavorativa nel mondo del digital marketing ma senza dimenticare la sua prima passione, la scrittura. Unisce questi due universi e diventa copywriter. Dal 2021 ritorna a vestire i panni della giornalista.

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