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sabato 3 Dicembre 2022

Rapporto annuale 2021 Istat, la situazione del Paese su consumi e lavoro

Qui la Regione in cui si vive o la città dove si risiede passano in secondo piano, l’Istat ha infatti redatto e poi presentato a Montecitorio lo scorso 9 luglio l’ultimo rapporto annuale relativamente alla situazione generale del nostro Paese.

Il rapporto illustra la situazione economica e sociale dell’Italia intera, puntando il focus su consumi e lavoro. Del rapporto, dati gli aspetti tecnici e l’importanza dello stesso, abbiamo deciso di confrontarci con il Dott Claudio Maria Perfetto, esperto previdenziale e autore del libro ‘L’economista in camice’, che ha ben esplicitato i punti base facendone un’ottima sintesi, utile anche ai non addetti ai lavori, affinché si comprenda quanto l’Istat intendeva comunicare sulla ‘salute’ dell’Italia post periodo pandemico. Il suo editoriale:

Istat, la salute dell’Italia in pillole:

“Venerdì 9 luglio 2021 a Roma, presso Palazzo Montecitorio, è stato presentato il ventinovesimo Rapporto annuale 2021. La situazione del Paese” redatto dall’Istat.  

In estrema sintesi, il Rapporto illustra la seguente situazione economico-sociale relativa all’Italia:

  1. la spesa per consumi da parte delle famiglie nel 2020 è crollata del 9,0 per cento rispetto al 2019 (il calo è stato determinato esclusivamente dalle categorie merceologiche diverse da alimentari e abitazione   (-19,3 per cento), mentre le spese per alimentari e abitazione sono rimaste quasi invariate, essendo spese difficilmente comprimibili);
  2. ad aprile 2021, rispetto a prima della pandemia, gli occupati sono diminuiti di oltre 800mila unità ed ha riguardato all’inizio principalmente i dipendenti a termine e gli indipendenti, poi anche i lavoratori a tempo indeterminato;
  3. il rapporto deficit pubblico/Pil è salito dall’1,6 per cento del 2019 al 9,5 per cento nel 2020 (nota: il valore indicato nel Patto di Stabilità e di Crescita per il deficit pubblico è il 3 per cento del Pil);
  4. il rapporto debito/Pil è salito dal 134,6 per cento del 2019 al 156,8 per cento nel 2020 (nota: il valore indicato nel Patto di Stabilità e di Crescita per il debito pubblico è il 60 per cento del Pil);
  5. si registra un crollo eccezionale dei matrimoni e delle nascite (ancora oggi la maggior parte delle nascite avviene all’interno dei matrimoni);
  6. il numero di famiglie in povertà assoluta (ovvero con una spesa mensile pari o inferiore a quella della povertà che è la spesa minima per acquistare beni e servizi essenziali per una vita accettabile) è salito da 1,7 milioni del 2019 a oltre 2 milioni (corrispondenti a 5,6 milioni di individui) nel 2020;
  7. nel 2020 si contano 2,1 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (i cosiddetti “NEET”: Not in Employment, Education or Training).

Oltre al quadro economico-sociale appena esposto, “le recenti previsioni Istat stimano per il 2021 una robusta ripresa dell’attività, dei consumi e degli investimenti, spinti anche dall’avvio del PNRR: la crescita del Pil dovrebbe essere del 4,8 per cento e proseguire, con un ritmo di poco inferiore, l’anno successivo.

Istat: buone nuove su consumi ed investimenti nel 2021?

Il Dott Perfetto procede nella sua analisi: “Nel 2021 dovrebbe esserci quindi una spinta ai consumi; d’altra parte, è naturale attendersi che ci sia una ripresa dei consumi dopo che sono state allentate le restrizioni imposte per circa un anno dalla pandemia.

La spinta agli investimenti verrà garantita invece dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La prospettiva di ripresa dal -8,9 per cento del Pil del 2020 al 4,8 per cento nel 2021 sembra essere realistica.

Il rapporto deficit/Pil al 9,5 per cento e il rapporto debito/Pil al 156,8 per cento sono valori molto distanti dai valori target del Patto di Stabilità e di Crescita (che sono, rispettivamente, il 3 per cento e il 60 per cento). Per l’Italia sarebbe di vitale importanza che il Patto di Stabilità e di Crescita rimanesse sospeso durante la corsa alla ripresa, per evitare di accelerare la macchina economica con il freno a mano tirato.

Con il PNRR ci sarà una forte spinta verso la digitalizzazione, che nei processi di produzione farà ampio impiego dell’automazione (casse automatiche, intelligenza artificiale, robotica) e della disintermediazione (servizi digitali fai da te che non richiedono l’intervento di un intermediario). La crescita del Pil al 4,8 per cento deriverà dalla produttività della tecnologica e dalla produttività umana. Se dovesse prevalere la prima sulla seconda, non sarà possibile rioccupare gli 800mila posti di lavoro perduti da inizio pandemia ad oggi. Si potrebbe allora pensare di estendere la web tax (tassazione per le multinazionali che operano in rete, in primis Google, Facebook e Amazon) alla digital tax (una sorta di “Irpef” derivante da “reddito prodotto dall’automazione”) per sovvenzionare i lavoratori che perdono il lavoro a causa dell’automazione”

Ringraziamo il Dott Perfetto e vi anticipiamo altresì che le sue considerazioni sul Rapporto Istat proseguiranno in un secondo elaborato che pubblicheremo nei prossimi giorni, gli spunti di riflessione meritavano uno sdoppiamento dello stesso. In quanto l’esperto, con la solita capacità critica che lo contraddistingue, ha fatto emergere due risvolti differenti relativamente alla tematica lavoro, nella prima parte, su esposta, il lavoro é stato inquadrato nel contesto della ripresa che sarà avviata grazie al PNRR ed in particolare nel contesto della digitalizzazione.

Nella seconda parte il lavoro sarà inquadrato nel contesto dell’incertezza che investe sia le aziende che i lavoratori, per cui le aziende chiudono gli stabilimenti e i lavoratori accumulano risparmi per fare fronte all’eventualità di perdere il posto di lavoro.

Nel prossimo elaborato, ci anticipa Perfetto, si farà leva per la ripresa economica sul lavoro giovanile che consentirebbe di rivitalizzare matrimoni e nascite e di conseguenza dare impulso a nuovi consumi che sono la parte fondamentale per la crescita economica. Verrà avanzata l’idea di attuare una Riforma Previdenziale e una Riforma del Lavoro che siano in linea con i tempi attuali, che sono i tempi del digitale. Non vi resta che tenervi aggiornati sul seguito.

  

Erica Venditti
Erica Venditti
Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono confondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.

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