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venerdì 9 Dicembre 2022

Nebbiolo, il Piemonte rilancia il suo vino nobile

Il Piemonte punta al rilancio economico del Nebbiolo. Ecco una breve panoramica di uno dei vini nobili della regione e di chi lo sta riportando in vita

Il Nebbiolo è una delle eccellenze gasgronomiche del Piemonte nonché uno dei vini principali della regione, assime al Barbera, Dolcetto e Barolo (che a sua volta proviene dal vitigno Nebbiolo). È un elemento di forte identità perché è un vitigno originario piemontese, esportato (dietro autorizzazione) solo in alcune regioni come Lombardia, Valle d’Aosta, Umbria e Abruzzo.

L’origine del suo nome è incerta, probabilmente deriva dalla nebbia che caratterizza il periodo di raccolta delle uve; secondo altri, invece, è dato dall’aspetto degli acini, scuro ma velato da una sorta di “nebbia”, appunto. Le sue peculiarità lo rendono davvero unico.

Le caratteristiche del Nebbiolo

Cosa rende il Nebbiolo così speciale? Innanzitutto, è un vino che va prodotto in purezza, cioè significa che è composto esclusivamente da un unico tipo di uva e non va mischiato con altri (o al massimo con piccole aggiunte). Anche se non è una regola standard, questa è una caratteristica che distingue i vini “nobili”, corposi e adatti all’invecchiamento.

Il vino si presenta di colore rosso rubino scarico, cioè non proprio vivo ma tendente all’arancione; l’odore è leggermente fruttato mentre il sapore è secco e corposo. È un prodotto impegnativo, non ha la stessa adattabilità e “colloquialità” del Barbera; il miglior modo per apprezzarlo è abbinarlo con il giusto piatto piuttosto che berlo da solo.

Essendo un vino secco, si sposa molto bene con un elemento grasso e saporito, come gli agnolotti o il bollito. Approfittando del periodo invernale, un altro abbinamento che funziona è con la bagna cauda. È possibile anche gustarlo con formaggi, preferibilmente quelli a breve stagionatura (15-60 giorni), per evitare sapori troppo secchi nel palato.

L’economia del Piemonte sta riscoprendo le potenzialità del Nebbiolo e aziende ed eventi puntano sempre più alla promozione del prodotto

Paolo Pierro di fronte alle viti di Nebbiolo appena piantate (facebook Paolo Pierro)

Il rilancio economico del Nebbiolo

Appena tre giorni fa il gruppo Lavazza ha allestito una degustazione a base di Nebbiolo nello spazio Nuvola in via Bologna 32 a Torino. Il titolo dell’evento “Nebbiolo è Barolo” intendeva appunto promuovere l’importanza del Nebbiolo, in quanto dà origine anche al Barolo. Come a sottolineare il ruolo fondamentale del vitigno nella produzione vinicola del Piemonte.

Il Nebbiolo è anche la scommessa su cui ha puntato Paolo Pierro, imprenditore e proprietario dell’omonima azienda vinicola. Il suo obiettivo è stato quello di riportare il vitigno sulle colline rivolesi, territori normalmente estranei alla produzione. “Riportare” perché il Nebbiolo veniva prodotto nella Castellaneria di Rivoli sin dal 1266.

A testimoniarlo, un documento di quell’anno redatto dal castellano Umberto de Balma che riporta la frase “receptis de exitu vinearum de Nibiol hoc anno de CCC sextariis”. Il suo significato è “Nell’anno 1266, fra le entrate sono registrati 12.205 litri di introito derivante dalle vigne di Nibiol”. Questa è la dimostrazione che sin da tempi più antichi, il Piemonte affida parte della sua economia al vino che produce.

Sparito da Rivoli intorno al secondo dopoguerra, il Nebbiolo è tornato in zona grazie alle coltivazioni di Pierro e nel 2022 si avrà il primo vino prodotto dalle vigne. L’acquisto è consigliato, soprattutto perché la bottiglia potrebbe essere un pezzo storico.

Danilo D'Acunto
Danilo D'Acunto
Dopo una formazione classica ho proseguito gli studi specializzandomi con lode in Archeologia e Storia dell'Arte Antica presso l'università Federico II di Napoli. Da anni mi occupo di divulgazione e promozione culturale guardando con interesse tutti i campi del settore, dalla letteratura all'enogastronomia, passando per arte, storia e fumetto.

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