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venerdì 9 Dicembre 2022

L’azienda dell’automotive Yazaki licenzia tre lavoratori in videochiamata

L’attività svolta da tre dipendenti licenziati dalla sede di Grugliasco di Yazaki Italia sarà delocalizzata in Portogallo

L’avviso che sarebbero stati licenziati è arrivato su Teams, la piattaforma digitale utilizzata per le comunicazioni a distanza. Questo quanto successo a tre lavoratori di Yazaki Italia, multinazionale operante nel settore automotive la cui sede italiana si trova a Grugliasco in provincia di Torino.

L’azienda che produce e commercializza cablaggi e sistemi di distribuzione elettrica per autoveicoli e che collabora principalmente con il Gruppo Stellantis la scorsa settimana ha deciso di licenziare in tronco tre lavoratori del gruppo e lo ha fatto con una telefonata sulla piattaforma Teams mentre i dipendenti stavano svolgendo le loro mansioni in smart working.

Sembra che l’attività svolta dai tre lavoratori torinesi sarà delocalizzata in Portogallo dove la multinazionale ha anche un’altra sede.

I tre dipendenti, tra cui spicca anche una RSU della Fisascat Cisl di Torino, sono stati allontanati immediatamente dal posto di lavoro.

A denunciare il fatto sono state le Organizzazioni Sindacali Filcams e Fisascat di Torino che hanno sottolineato anche come il 10 settembre scorso durante l’incontro sindacale organizzato per esaminare un “poco chiaro piano industriale aziendale” denunciato dai lavoratori abbiano in realtà ricevuto rassicurazioni sul futuro dell’azienda in Italia.

“Nulla è valso aver lavorato con ritmi ed orari improponibili in piena emergenza sanitaria e nulla è valso neanche aver ricevuto ampie rassicurazioni sul futuro dell’azienda in Italia. Questa società non solo non dialoga con le parti sociali ma licenzia spudoratamente i propri dipendenti senza alcun preavviso dimostrando di non aver alcun rispetto per la dignità dei lavoratori” hanno denunciato a gran voce i rappresentanti di Filcams e Fisascat di Torino.

La richiesta delle due organizzazioni Sindacali è ora quella della revoca immediata dei licenziamenti e di un immediato confronto al fine di trovare soluzioni alternative per i tre dipendenti destituiti del loro impiego. E se non saranno ascoltate le richieste i Sindacati hanno già preventivato un presidio e uno sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dell’area torinese.

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