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venerdì 30 Settembre 2022

La Reggia di Venaria Reale punta al rilancio in stile USA

Il nuovo presidente della Reggia di Venaria, Michele Briamonte, mette a disposizione le sue esperienze nordamericane per un rilancio in termini economici della residenza sabauda

Ormai sono 15 anni che la Reggia di Venaria Reale ha riaperto i battenti dopo una lunga chiusura e oggi la residenza sabauda è ormai pronta ad un altro importante balzo verso il futuro.

Alla sua presidenza, da inizio novembre, c’è l’avvocato Michele Briamonte, che si è subito mostrato interessato ad attuare alcuni proficui piani d’investimento per rilanciare l’immagine della Reggia.

L’esperienza, non soltanto a livello nazionale ma anche internazionale di Briamonte potrebbe garantire infatti un ritorno economico basato sulla circolazione dei capitali in puro stile Made in USA.

I precedenti nordamericani dell’avvocato saranno il maggiore riferimento per il rilancio della Venaria Reale e Briamonte e Guido Curto, il direttore della Reggia si muoveranno in sincronia per realizzare questo progetto.

Il progetto da realizzare: residenze sabaude con una propria autonomia

Briamonte spiega che “la mia missione è quella di rendere le strutture, Venaria e le altre residenze sabaude del Consorzio di regge che presiedo, in grado di avere una propria autonoma capacità di attirare capitali non mecenatistici, che ricercano e conseguono una corretta remunerazione. In tutto il mondo occidentale c’è una grande liquidità, e a noi non mancano l’attrattività e la capacità di costruire ingegnerie finanziarie. Ci sono molteplici settori in cui si potrebbero avviare attività in grado di generare un flusso di ricavi, dagli accordi commerciali alla digitalizzazione, fino alla ricettività“.

Lo scopo di questa iniziativa è di fornire una rendita economica alla Reggia di Venaria alla pari del suo valore effettivo.

Briamonte e Curto, responsabili del complesso vogliono partire dall’attuale budget vale a dire 14 milioni di euro: metà di questi fondi provengono da finanziamenti pubblici, statali e regionali, e privati, come quelli giunti dalla Compagnia bancaria di San Paolo. L’altra metà scaturiscono dagli sponsor, dai biglietti e dall’affitto dei locali per mostre, conferenze, convegni o altri eventi in luogo.

Il passo successivo verterà su un nuovo genere di attività studiate con precisione: la Reggia arriverà a convertire alcuni spazi finora non utilizzati a fini alberghieri.

Circuiti avveniristici di portata internazionale per visite virtuali, inoltre, renderanno il complesso barocco fuori Torino ancora più un modello virtuoso da imitare.

Il tutto senza naturalmente dimenticarsi dei visitatori tradizionali, dopo la pesante contrazione dovuta alla pandemia l’obiettivo è di arrivare almeno a 250 mila ingressi, soprattutto in seguito ai 130 mila registrati fino a questo momento nel 2021.

La Galleria Grande interna alla reggia

I nuovi progetti della Venaria Reale

Dal 2007 la Reggia di Venaria è pienamente operativa dopo il maxi restauro che ha spazzato via la secolare patina dovuta all’incuria passata. Dal 1997 la residenza sabauda è diventata patrimonio dell’umanità per l’UNESCO,

Per il momento il direttore Curto informa sulle proposte da attuare in tempi brevi: “I progetti più immediati prevedono in marzo l’inaugurazione della Fontana di Ercole, restauro costato tre milioni di euro, e in luglio una grande mostra su arte e videogiochi curata dall’esperto Fabio Viola.

Al tema del gioco che segnerà il 2022, seguiranno nel 2023 quello del cibo con una rassegna sulle tavole reali, mentre il 2024 sarà dedicato al benessere“.

Excursus sulla Reggia di Venaria

La Reggia fu costruita dai duchi di Savoia tra il 1658 ed il 1679 in tardo stile barocco su progetto degli architetti Amedeo di Castellamonte e Michelangelo Garove. L’allora duca Carlo Emanuele II intendeva adoperarla per la caccia nelle aree circostanti Torino, in particolare nei boschi verso le valli di Lanzo.

Dopo alcune guerre con il Regno di Francia, compreso l’assedio di Torino del 1706, la Reggia subì alcuni restauri e nuove costruzioni. Tra queste ci sono le scuderie, sotto la regia prima di Filippo Juvarra e quindi di Benedetto Alfieri, con degli ampliamenti. Dopo la parentesi napoleonica, il complesso ebbe una conversione ad uso militare, causandone un naturale declino.

Si dovette attendere il 1978 per iniziare a pensare ad un radicale restauro ad altri 20 anni perché questo venisse attuato. La riapertura ufficiale ebbe luogo il 13 ottobre 2007. Nuove aree, come appunto le scuderie, riaprirono al pubblico negli anni seguenti. Oggigiorno, la Reggia con annessi i giardini ed altri spazi tra cui la vicina chiesa di Sant’Uberto, si prepara dunque alla sfida del futuro.

Giampaolo Negro
Giampaolo Negro
Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, giornalista pubblicista dal 2012. Ho collaborato dal 2010 al 2021 con "Sprint e Sport" occupandomi di calcio giovanile e dilettantistico, con particolare attenzione alla scuola calcio. Appassionato di cultura storica, arte, teatro musica e affascinato dalle meraviglie della natura.

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